“Mia cara bambina” di Gabriella Raimondi

Semplicemente, donne.

“Mia cara bambina” di Gabriella Raimondi

“Mia cara bambina” di Gabriella Raimondi

Contest Lettere al Femminile

mia cara bambina

Mia cara bambina,

voglio dirti adesso quello che sento nel cuore.

Avevo solo 16 anni quando mi accorsi che crescevi dentro di me. Ebbi una gran paura. Il mio non era solo sgomento, ma anche un profondo senso di colpa misto a inadeguatezza dovuta certo alla mia età.

Avrei quindi dovuto rinunciare alla mia adolescenza per essere catapultata di colpo nel mondo degli adulti?

Essere grande non mi sembrava un granché divertente.

La notte spesso restavo sveglia cercando di sentire il tuo impercettibile respiro dentro di me e, nel silenzio assoluto, immaginavo la mia vita senza quell’uomo che diceva di amarmi, ma che quando gli dissi che stavo aspettando te, rimase muto come un’ombra. Ma si fece capire.

Qualcosa continuava a sfuggirmi di mano, un abbandono definitivo lasciava posto al vuoto. Ma tu vivevi dentro di me. Eravamo solamente noi due. Tu ed io in un unico corpo.

Ho pensato che saresti venuta al mondo, lacerando il mio corpo in un dolore straziante che, con un urlo finale, mi avrebbe resa madre. Tu avresti visto il mondo sottosopra e sentendo l’odore del sangue avresti capito subito che la vita non sarebbe stata una gioia.

Una mattina quell’uomo, mi disse «Prendi questi soldi, chiama questo numero, fissa un appuntamento e sistema la cosa! Nessuna clinica. Nessuno dovrà saperlo». Parole dure come pietre.

Ero da sola quando salii le scale con 400 euro nella tasca dei jeans. Ti strinsi forte. Domani non avrei potuto più farlo. Bevevo le mie lacrime quando una luce mi guardava dentro. Mi accecava.

L’urlo di un gattino ferito gridava forte dentro il mio cuore, mentre il passaggio di una lama d’argento ti portava via.

Oggi mi ritrovo vecchia e, in questo letto d’ospedale, son venuti fuori tutti i ricordi che tenevo nascosti nel cassetto delle cose da dimenticare. Penso che il momento in cui si sta per morire è quello più vicino al momento in cui si nasce.

Ti ho pensata, figlia. Saresti potuta diventare una ballerina, un’artista, una manager o qualunque altra cosa avresti voluto essere. Se solo fossi nata, bambina mia.

Con amore, mamma.

 

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