Salviamoci da noi stessi e scriviamo romanzi – articolo di Barbara Gabriella Renzi.

Salviamoci da noi stessi e scriviamo romanzi – articolo di Barbara Gabriella Renzi.

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Salviamoci da noi stessi e scriviamo romanzi

Articolo di Barbara Gabriella Renzi.

scriviamo

Come dicevo in un precedente articolo, credo che Freud possa essere utile per inquadrare e strutturare i personaggi di racconti e storia. Ora vi spiegherò il perché in soldoni, senza entrare nei meandri della psicologia per esperti.

Prima di iniziare va detto che non si parla di una teoria di Freud come di un blocco monolitico.

Possiamo utilizzare sia la sua prima teoria, quella del funzionamento dell’isteria e della nevrosi o quella del secondo Freud, la teoria del funzionamento psichico normale e psicopatologico. Inizialmente Freud pensava che la psicopatologia fosse dovuta a un trauma reale a carattere sessuale, avvenuto nell’età infantile. Nella persona rimanevano questi contenuti inconsci, elementi patogeni, che erano stati rimossi dai processi consci e giacevano nell’inconscio isolati. Ecco, per me questo in quanto autrice potrebbe essere fonte di grande ispirazione: si potrebbe partire anche da un fatto di cronaca quotidiana per poi lavorare su questi contenuti inconsci che fluttuano isolati. 

Il secondo Freud invece dice che la causa della nevrosi è da ritrovare nelle pulsioni sessuali aggressive derivate da conflitti non risolti, anche in questo caso abbiamo rimozione come processo di difesa. Insomma anche in questo caso possiamo costruirci un bel personaggio.

Interessante per una scrittrice – o per uno scrittore – è anche il concetto di fissazione e nevrosi, che a me rimanda sempre ai personaggi di Svevo.

Le fissazioni bloccano la libido, sono pulsioni sessuali derivate da conflitti non risolti nell’età infantile. Freud credeva ci fossero cinque stadi dello sviluppo psicosessuale nell’età infantile: la fase orale, quella anale, la fase fallica, quella di latenza e quella genitale: la pulsione sessuale si arrestava in una di queste fasi, una parte della libido si fermava e la fase successiva non aveva abbastanza libido. Qui mi immagino un personaggio che è talmente preoccupato dal fumo, dal comprare le sigarette e fumarle mentre beve la sua tazza di caffè, talmente preso da questo rituale che non riesce a perseguire alcun altro scopo nella vita.

Per Freud la fissazione in una fase dello sviluppo psicosessuale non è detto che sia di per sé patologica:  può solamente influenzare il carattere della persona ma non è detto che sia associata ad una nevrosi.

Diviene una nevrosi quando i desideri infantili correlati sono radicati in un conflitto interno.

Ecco, per esempio, il nostro eroe aveva un padre che da piccolo non gli faceva mettere niente in bocca perché fissato con la pulizia. Questa è una storia che sto finendo, sto ancora lavorando sul conflitto interno.

Qualcosa che mi interessa molto, come scrittrice, è l’idea dell’atemporalità dell’inconscio: i contenuti psichici quindi sono rappresentati in modo immodificato anche se abbiamo sessant’anni ed il tutto è successo cinquanta anni fa. Si può rappresentare Il conflitto interno di un personaggio come un circolo vizioso: prima di tutto abbiamo desideri sessuali infantili e perturbanti che vengono rimossi, che continuano a fare pressione; poi abbiamo l’angoscia segnale, a cui segue un’altra rimozione. Durante questo passaggio la rimozione si riattiva per limitare la potenza dell’angoscia, infine la rimozione fallisce e si sviluppano una serie di sintomi nevrotici.

Quindi è il fallimento della rimozione ad essere associato con la psicopatologia.

Interessante e famosissima è la grande divisione: ES, IO E SUPER-IO. 

Es, Super Io, Io, Freud

L’ES è associato ai bisogni primitivi e opera secondo il principio di piacere: è diretto alla soddisfazione immediata delle pulsioni degli individui ed è amorale, nel senso che non è interessato alle regole e alle convinzioni della società.

L’IO permette agli individui di strutturare, organizzare e rendere accettabili gli aspetti dell’ES. L’IO potrebbe essere descritto come un insieme di funzioni regolatrici che tengono sotto controllo l’ES in senso positivo. Infatti è grazie all’IO che gli oggetti e le direzioni dell’ES vengono trasformati in obiettivi realistici. Inoltre, quando l’IO funziona, l’individuo non agisce impulsi che potrebbero nuocere agli interessi della società.

Queste righe ci fanno immaginare un personaggio interessante: un uomo impeccabile che nella notte viene turbato dagli impulsi dell’ES, per esempio con incubi notturni e fantasmi che lo circondano e ne strangolano il sonno. 

Ciò che trovo particolarmente interessante come scrittrice sono i meccanismi di difesa.

Iniziamo dalla regressione: la regressione è un passaggio da un comportamento maturo ad uno immaturo, come per esempio, nel caso di un bambino che ricomincia a succhiarsi il pollice a sei anni dopo un evento stressante come l’inizio della scuola. Potremmo anche immaginare un adulto in una situazione stressante che si mangia di nascosto le caramelle come quando era piccolo. Poi vi è la proiezione, ovvero l’attribuzione di caratteristiche negative proprie ad altri. L’annullamento anche è interessante: questo quando si compie un’azione o un gesto rituale per cancellare comportamenti o pensieri perturbanti. L’ultimo che vi menziono credo sia fantastico, sempre dal punto di vista di chi scrive o per interpretare testi letterari: la formazione reattiva trasforma un impulso perturbante nel suo opposto. L’esempio tipico per spiegare questo impulso è il caso di un uomo che rivolge alla moglie tantissimi complimenti mentre in realtà segretamente la odia.

Vi avevo detto che la formazione reattiva era l’ultimo che vi menzionavo ma, a pensarci bene, vi sono altri meccanismi di difesa estremamente utili per gli scrittori, come la razionalizzazione: si tratta della giustificazione di un comportamento con argomenti plausibili: un uomo che perde una donna e dice che comunque non era per lui perché di rango troppo basso, mentre l’amava alla follia; poi vi è lo spostamento: quando un bambino che subisce violenza da un genitore o da un altro ragazzo più grosso e la rivolge esso stesso su un bambino più piccolo; la sublimazione è lo spostamento di un impulso aggressivo perturbante su qualcosa che viene socialmente accettato come lo sport.

I sogni o i sintomi nevrotici sono il modo in cui un contenuto psichico riesce ad arrivare alla coscienza.

Non so voi ma io mi immagino un uomo che viene distrutto dagli incubi notturni mentre sembra vivere una vita tranquilla ma senza energie. Leggendo Freud emergono alla mia coscienza personaggi di varia forma e tipo e soprattutto i meccanismi di difesa mi aiutano a strutturare la loro vita interiore. 

Abbiamo introdotto l’ES e l’IO e ora tocca parlare del Super-Io, il famoso grillo parlante.

L’interiorizzazione delle regole della società avviene solitamente attraverso le figure genitoriali e i loro rimproveri o le loro gratificazioni: le punizioni divengono parte della coscienza mentre le gratificazioni fanno parte dell’io ideale E qui io ho sempre immaginato di poter scrivere un dialogo fra la coscienza e l’Io ideale, ma non ci sono mai riuscita. La funzione del Super-Io è quella di inibire gli istinti dell’Es e convincere l’Io a sostituire obiettivi morali e a perseguire la perfezione. Come vi potete immaginare una bella conversazione fra i tre come entità astratte sarebbe interessantissima, certo con in mente un personaggio prima di tutto. 

Vediamo come si correlano fra di loro: L’ES influenza l’IO facendo pressione perché riduca gli standard elevati del Super-Io e quest’ultimo influisce sull’IO facendo in modo che trasformi i bisogni dell’ES in obiettivi e azioni realistiche.

 L’inconscio e l’ES sono modalità di pensiero primarie per Freud: ricercano la gratificazione immediata delle pulsioni. Non si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni e non hanno un  confronto diretto con la realtà, dalla consapevolezza del rapporto mezzi- fini. Il processo secondario è l’opposto.

La concezione che Freud ha della memoria e della libido è interessante. La cognizione per esempio è influenzata dallo stato emotivo in cui il processo si verifica e i ricordi si organizzano in base alle dimensioni affettive. Molti spunti, qui, per un racconto in cui tre personaggi ricordano qualcosa, magari lo stesso evento che poi risulta completamente diverso.

All’inizio l’individuo ha una libido narcisistica, poi impara a spostarla sugli altri perché non siamo in grado di soddisfare da soli le nostre pulsioni.

Questa è una visone degli esseri umani diversa da quella che la psicologia contemporanea ci propone ma è interessante e io credo che quando scriviamo dobbiamo comunque partire da una visione della vita, da una filosofia di base.

La natura umana per Freud è distruttiva e solo i meccanismi di difesa ci salvano e salvano il mondo. 

 

 

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