“La metafisica degli stati d’animo” – di Samadhi Provvidenza Mattaliano

“La metafisica degli stati d’animo” – di Samadhi Provvidenza Mattaliano

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“La metafisica degli stati d’animo” – di Samadhi Provvidenza Mattaliano

Recensione di Lisa Molaro

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“La metafisica degli stati d’animo – Le cause dei nostri disturbi emotivi tratte dall’imprinting di nascita” di Samadhi Provvidenza Mattaliano, Casa Editrice Kimerik 

Le copertine dei libri – specie se belle come questa! – sono come magiche porte che ci invitano a entrare nel giardino retrostante; il titolo mi suggerisce quale sarà il sentiero su cui – sfogliando le pagine – mi troverò ad appoggiare i piedi, i colori scelti per la grafica della copertina si nebulizzeranno circondandomi mentre cammino. Oltrepassare una porta, se pensiamo all’atto con un punto di vista spirituale, indica una evoluzione (sempre che non si stia retrocedendo, ovvio!). Nel quotidiano, la porta è il simbolo del passaggio dal fuori al dentro e viceversa e quindi testimonia l’apertura o la chiusura, l’accoglienza o il rifiuto. Ecco perché, sia di primo acchito che da riflessione a lettura ultimata, ho deciso di iniziare questa recensione “aprendo una porta”.

La parola chiave per aprire tutte le porticine che troveremo dentro questo manuale è: “metafisica“.

La metafisica è quella parte della filosofia che si allontana dall’empirismo giacché non si accontenta di fare analisi basandosi sui sensi e sulle esperienze; la metafisica vuol prenderti per mano e aiutarti ad aprire le porte che da fuori ti conducono al centro di te stesso. Al centro, fosse anche talmente indietro da non appartenere nemmeno ai tuoi, concreti, giorni di anagrafe. Al tuo centro di un cerchio che non ti appartiene poiché è universale. Detta così, rabbrividisci conscio della tua piccolezza. Nemmeno un granello di sabbia, eppure hai un centro e quel tuo puntino sarà capace di influenzare il puntino di un altro e di un altro ancora, all’infinito.

Insomma, l’avete capito: questo è uno dei mille temi che mi interessano e mi affascinano, che richiamano la mia curiosità, figlia di tasche sempre senza risposte!

Questo manuale si rivolge a chi non è mai sazio di mettersi in gioco riflettendo su tematiche che vanno oltre la concezione convenzionata del proprio essere; nulla di scientifico, nulla di imposto, nulla di provato, ma tutto esposto in modo chiaro e – sopratutto per la maggior parte del libro – mai “troppo oltre”.

Non sono profana circa queste letture e quindi non sono caduta dal pero leggendo certi passaggi, ma lo stile espositivo e la fecondità di spunti di riflessione presenti, hanno tenuto alta la mia attenzione e le pagine sono volate via che è stato un piacere!

In queste pagine l’immagine inconscia che abbiamo di noi stessi viene messa a riflesso in un gioco di specchi che ne definiscono la fragilità – umana.

In particolare mi è piaciuto il capitolo che “parla” dell’imprinting della nostra nascita, di come – effettivamente – siamo venuti al mondo.

Goethe sostiene che il male più grande che un uomo possa fare a se stesso è avere giudizi, pregiudizi e convinzioni negative su di sé.

Ecco che l’Autrice del libro “gioca” un po’ a spostarci gli specchi, sta a noi distinguere quelli classici da quelli che, al pari di magici portali, possono farci vedere dei nostri lati intangibili, o aiutarci a capire i mille “perché?” che ci attraversano la mente quando ascoltiamo il prossimo con il cuore e non solo con l’apparato uditivo. Questo è ciò che realmente mi affascina: capire l’umanità! Mi rendo conto che sia impossibile e che forse non capire tutto, tante volte, sia salvifico… ma questi libri, diciamo così, mi danno degli strumenti conoscitivi in più.

Il capitolo che maggiormente mi è piaciuto, per esempio, è quello dell’imprinting del parto.

Il grembo materno: la culla delle informazioni.

“Proprio qui, dentro il grembo, e in particolare durante i primi tre mesi di gravidanza, una miriade di esperienze emozionali vissute dal feto darà luogo a decisioni che verranno registrate nella memoria emozionale del cervello limbico.”

“Mentre si forma e cresce, il feto registrerà e assorbirà emotivamente e mentalmente modelli ed esperienze della vita quotidiana della madre; guarderà e leggerà la vita così come la madre la interpreta e persino conoscerà suo padre in base alla visione che la mamma ha del suo compagno. La madre e il padre vedono il mondo esterno attraverso il loro filtro e proprio attraverso questo filtro lui inizierà a vivere i loro modelli.”

Inutile aggiungere che anche lo scenario di nascita diviene una chiave interpretativa, giacché diviene parte della propria memoria cellulare. Vi invito a leggere questo capitolo; personalmente l’ho trovato molto accurato e interessante nonostante, mi ripeto, io abbia già studiato queste tematiche. Per un paio di giorni, mentre lo leggevo, sono andata in giro a chiedere alle mie amiche come fossero venute al mondo sia loro sia i loro figli (in special modo l’ho chiesto alle mamme di bambini che hanno paura dell’acqua o che non chiedono mai aiuto.per risolvere i loro, logicamente piccoli, dilemmi esistenziali.

Il manuale si suddivide in tre parti: La realtàun’identificazione illusoria,Strumenti per uscire dall’illusione e L’essenza spirituale; ognuna di esse è, a sua volta, suddivisa in vari capitoli e tutti sono volti a liberare la persona dalla matrice di un ego bloccato.

“Nella matrice dell’ego è impresso tutto ciò che non è stato consapevolmente ed emozionalmente risolto da noi, dai nostri genitori e dai nostri avi.”

Prima di questa lettura ero conscia dell’importanza del respiro consapevole (sono andata anche l’altra sera ad un seminario in cui se ne parlava) ma non conoscevo, per esempio, il respiro circolare del Rebirthing, tecnica con cui si rivive la propria nascita ricreando un nuovo imprinting liberatorio e consentendo – e qui cito l’autrice – alla propria anima di sganciarsi da quel “robot” e di tornare alla sua piena consapevolezza.

Potrei dilungarmi ma sto cercando di liberarmi dal “blocco dell’essere prolissa”, potrei citare altri pezzi o raccontarvi un po’ più cose del libro, potrei perché ne avrei il materiale… ma non intendo farlo. Chiudo scrivendo che, di certo, si tratta di una lettura molto interessante.

“È necessario liberarci dalla memoria semantica familiare, istituzionale, dagli usi e dalle abitudini del “così si fa” e “così bisogna fare”. La matrice dell’ego non è una prigione da cui non possiamo uscire”

“Godiamo del libero arbitrio di scegliere se vivere come vittime o come artefici del nostro destino.”

 

Titolo: la metafisica delle emozioni
Autore: Samadhi Provvidenza Mattaliano
Editore: Kimerik (5 giugno 2019)

 

Sinossi:

Questo libro si rivolge a coloro che non conoscono le radici delle proprie emozioni e dei propri sentimenti, a coloro che non comprendono le cause scatenanti dei propri conflitti e dei dolori nascosti nella parte più profonda di sé stessi. L’umanità, come un robot, adopera una macchina emozionale che emette dei meccanismi interiori inconsci considerandoli come processi reali nel tempo presente e ignorando che essi invece appartengono al passato ereditato. È come se davanti a noi avessimo già il modello di vita che dovremmo attuare. Da questo quadro il destino dell’umanità sembra essere già segnato. Invece no! Solo noi possiamo portare cambiamento nella nostra vita, di riflesso nella vita degli altri e addirittura nella società. Occorre impegnarsi, ma ne vale la pena: ti sentirai rinato, più fiducioso e potrai attingere al tuo Sé superiore ogni volta che vorrai.

 

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