Non esiste solo il burka – di Asmaa Ahmed Helmy

Semplicemente, donne.

Non esiste solo il burka – di Asmaa Ahmed Helmy

Non esiste solo il burka – di Asmaa Ahmed Helmy

 

burka velo

L’hijab è il velo islamico.
Hijab, niqab, burka, chador e khimar: questi sono i diversi veli delle donne musulmane.

Sappiamo bene che le donne musulmane indossano dei veli che servono a coprire determinate parti del corpo; quello che, forse, non sappiamo è che esistono diversi tipi di velo che, erroneamente, riconduciamo esclusivamente al burka.

L’uso del velo è diverso da paese a paese e sono altrettanto diverse le parti del corpo che deve andare a coprire; ora scopriremo quali sono le differenze.

Il niqab viene spesso confuso con il burka in quanto, entrambi, coprono tutto il viso e il corpo lasciando scoperti solo gli occhi. Esistono due tipi di niqab, quello saudita e quello yemenita.

Quello saudita è un copricapo composto da uno, due o tre veli, con una fascia che, fatta
passare dalla fronte, viene legata dietro la nuca; il secondo, quello yemenita, è composto da due pezzi: un fazzoletto triangolare che copre la fronte e un altro rettangolare che copre il viso da sotto gli occhi a sotto il mento.

La versione integrale prevede l’uso dei guanti per coprire anche le mani; è diffuso in Medio Oriente, nel Nord Africa e nella penisola arabica.

Parliamo ora del burka, che è molto diffuso tra le donne provenienti dall’Afghanistan: si tratta di un abito di colore nero o blu che copre testa e corpo e spesso è composto da una retina che permette alle donne di vedere solo parzialmente e senza la necessità di scoprire gli occhi.

Continuiamo.

Il chador: è un lungo velo di stoffa che copre il corpo dalla testa ai piedi ma, a differenza del burqa e del niqab, esso lascia completamente scoperto il volto e le mani. È prevalentemente usato in Iran.

Il khimar: è un mantello che copre il capo ed arriva sino al petto. Vi sono anche alcuni modelli che arrivano, invece, sino all’altezza delle ginocchia. In ogni caso permette alle donne di mostrare il proprio volto.

Effettuando sondaggi su alcuni studenti universitari, emerge in particolare la risposta di una studentessa di Lingue e Civiltà orientali presso l’Università di Roma La Sapienza, pronta per partire per l’Iran.
Questa ragazza racconta che, appena ha detto ai propri conoscenti di dover partire, questi le
hanno risposto che sarebbe stata costretta ad indossare il burqa.

Questa osservazione conferma la confusione occidentale sui tipi di hijab; lei ha saputo rispondere correttamente dicendo ad amici e parenti che in Iran si ha l’obbligo di indossare solamente il velo.

Per non rischiare di cadere in questa forma di confusione è bene documentarsi sugli usi e costumi delle popolazioni. Sarebbe utile non solo per accrescere il nostro sapere, ma anche per imparare a creare una giusta e necessaria convivenza tra le religioni.

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