Il tè del venerdì con Stefania De Girolamo

Semplicemente, donne.

Il tè del venerdì con Stefania De Girolamo

Il tè del venerdì con Stefania De Girolamo

Questo venerdì affronteremo temi importanti con Stefania De Gerolamo, autrice del libro  “Stupro. La ragazza sporca”: un invito a riflettere sulla visione che ancora oggi purtroppo abbiamo della violenza sulle donne.

Ciao Stefania e benvenuta al tè del venerdì!

Prima domanda personale: ti va di raccontarti attraverso un libro che ami e uno che non sei riuscita a terminare, una canzone che consideri parte della tua personale colonna sonora e un film che ogni tanto rivedi?

Grazie a voi per l’ospitalità. Il libro che amo di più in assoluto è “Le avventure di Tom Sawyer” di M Twain, perché è stato il primo che ho preso fra le mani e mi ha fatto appassionare alla lettura. Avevo circa nove anni e rispecchiava molto la mia infanzia fatta di piccole o grandi avventure vissute con una immensa fantasia e felicità. Uno che non sono riuscita a finire è l’”Ulisse” di Joyce, ma ero ancora molto giovane, quattordici anni, e credo di non avere nemmeno capito di cosa parlasse, ma mi riprometto sempre di riprenderlo e leggerlo fino in fondo. La canzone,  interpretata magistralmente dall’intramontabile E. Presley   “If i can dream” ha  musica bellissima e un meraviglioso testo che rispecchia molto i miei sentimenti. I film che rivedo sempre volentieri sono quelli interpretati da De Niro, oppure i vecchi film italiani degli anni ’40, ‘50

stefania de girolamo stupro la ragazza sporca

“Stupro. La ragazza sporca” è la tua ultima opera, e già il titolo ci parla di un romanzo che lascia il segno. Perché hai scelto di raccontare questa storia?

Questa storia mi ha in un certo qual modo cercata, non sono stata che uno strumento: l’incalzare della cronaca con continue aggressioni, stupri, assassinii di donne, non di meno talune , per me incomprensibili, sentenze che assolvono i colpevoli o declassano i loro reati, mi ha spinto a una certa ribellione, ascoltare e non fare niente significava sentirmi colpevole allo stesso modo, perché ognuno di noi credo che sia, anche se in minima parte, responsabile di quanto accade intorno.  Si tratta di un tentativo di smuovere anche solo una piccola parte dell’opinione pubblica.

stefania de girolamo stupro la ragazza sporca

Parliamo del tuo romanzo, “Stupro. La ragazza sporca”: chi sono i protagonisti?

Monica é la protagonista femminile, una ragazza che giovanissima viene aggredita e violentata da un gruppo di ragazzi. Tenterà con fatica di riorganizzare la propria vita combattendo contro gli incubi, fino a quando non incontrerà un bel ragazzo dagli occhi dolci, non meno tormentato di lei. Nascerà quindi una bella storia d’amore, fino a quando non saranno costretti a guardare dritto in faccia alla verità.

stefania de girolamo stupro la ragazza sporca

Parlare di stupro non è facile. Come hai affrontato la scrittura di questo libro?

Ammetto che è stato molto faticoso. Mi capita, scrivendo, di affezionarmi ai personaggi sebbene siano di fantasia; più volte avrei voluto virare verso altri accadimenti o un altro finale, ma dovevo tenere fede sia ai personaggi che alla storia, nella quale sono rimasta immersa per mesi. Poi ho dovuto chiudere tutto in un cassetto e dimenticarmene per un po’,  dedicandomi a qualcosa di più leggero.

stefania de girolamo stupro la ragazza sporca

Come è stato accolto questo romanzo? Come si approcciano i lettori a una storia così drammatica?

Un sentimento comune è quello di sentirsi vicino a Monica e sperare per lei e insieme a lei che ogni cosa vada per il meglio. Il finale lascia forse sbalorditi e senza parole, ma lì le parole devono essere aggiunte dal lettore, che smette a quel punto di essere lettore e diventa egli stesso protagonista, perché ognuno di noi deve prendere coscienza che questo crimine riguarda tutti, non solo chi lo commette o lo subisce.

Essere donne, essere ragazze oggi: nel romanzo, troviamo la protagonista ancora invischiata in un retaggio di silenzio e vergogna. Quanto c’è di reale, di vissuto, in questa visione?

Purtroppo credo che certi retaggi culturali siano ancora ben radicati nelle donne di oggi, anche nelle più giovani, che sembrano da una parte molto più forti, più volitive, più coscienti rispetto alle generazioni che le hanno precedute, ma hanno anche la pericolosa tendenza a vedere una molestia vera e propria come un qualche cosa che semplicemente fa parte della vita di una donna, per esempio la molestia sull’autobus, oppure come un banale scherzo da parte degli amici, e se una ragazzina si arrabbia viene definita “permalosa” dalle stesse coetanee. Succede. Serve un’educazione al rispetto a cominciare dalla prima infanzia, rispetto per sé e rispetto per l’altro.

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

Tendenzialmente  non faccio distinzione, anche perché io sono per gli uomini in senso lato, in quanto esseri umani, ma esistono opere prettamente al femminile sia nei libri, nel cinema o nel teatro e nell’arte in genere: cultura al femminile può essere nei libri sulla condizione della donna nella storia, ma può essere anche quella di Hemingway i cui personaggi femminili trovo siano sempre di grande spessore, o nella maestria di autrici come la Fallaci o la Maraini o di artiste a tutto tondo come la Lollobrigida.  Questo libro è concepito al femminile, ma sarebbe bene che lo leggessero anche gli uomini.

Daniele rossi e alla fine c'è la vita

Progetti futuri? Hai già nuove idee in cantiere?

Sto lavorando a una storia di due sorelle, ambientata in Istria nel 1943. Tratterà di guerra innanzi tutto, di ingiustizie e prevaricazioni, di esodo e altro.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Amo prendere il tè molto caldo e con molto limone d’inverno seduta vicino alla stufa a legna.

Ciao Roberta e grazie per averci fatto compagnia!

Stefania De Girolamo

Stefania De Girolamo nasce a Genova da padre di origini pugliesi e madre ligure. Si diploma come perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo e istruttivo viaggio nell’Unione Sovietica. Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo Insieme ce la faremo, pubblicato in self-publishing. Stupro. La ragazza sporca (Edizioni del Poggio, 2019) è il suo ultimo romanzo.

———-

Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”, un romanzo intenso e introspettivo, che riesce a trattare del delicato tema della violenza sessuale con la lucidità e il rispetto necessari a indagare tutto il dolore e le domande che questo trauma si porta dietro. Un’opera dalla parte delle donne ma anche di tutta l’umanità, che semina pensieri profondi sull’essere vivente e sui gesti di bontà e cattiveria che, piccoli o grandi, possono influire sull’energia universale, avere echi che si propagano in eterno e condizionare il tempo futuro, come la giovane e sfortunata protagonista Monica dovrà imparare sulla sua pelle.

 Stupro. La ragazza sporca

Una ragazza di sedici anni, Monica, viene aggredita e violentata da un gruppo di ragazzi. La giovane sarà costretta dalla madre a nascondere l’accaduto, in ragione di una paura recondita e radicata in seno da generazioni di gettare la famiglia nell’ignominia. Monica si chiuderà in sé stessa e troverà l’unico sfogo al suo dolore nella musica, esibendosi in sensuali danze in un locale notturno, senza mai permettere a nessuno di avvicinarla. Sarà lì che incontrerà un giovane, Marco, bello e con gli occhi dolcissimi e un tormento nel cuore. Nascerà un amore casto e sincero che aiuterà entrambi a riscattarsi da un passato di sofferenza, fino a quando la dura realtà non busserà alla loro porta.

Autore: Stefania De Girolamo

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-8897409793

«Lei cantava pura e violata, danzava in quell’immane sforzo di trovare uno squarcio verso il futuro, per dovere verso la propria anima, per l’altrui volontà spezzata e irrimediabilmente sepolta laggiù sotto quell’albero, lungo quella strada, quell’anno, quel giorno, quell’ora, quei pochi istanti […]».

La storia raccontata in Stupro. La ragazza sporca di Stefania De Girolamo è un pugno allo stomaco, un dolore acuto che si propaga nelle pagine andando a mescolarsi con quello della protagonista, Monica, una sedicenne la cui esistenza viene stravolta per sempre. Monica dalla folta chioma castana e dai vivaci occhi da gatta sta tornando da sola a casa una sera come tante, quando “quattro fantasmi, quattro mostri, quattro animali feroci, quattro bestie” la privano dell’amor proprio, le strappano l’anima, cancellano i suoi sogni. Unico testimone della spietata violenza è un albero che soccomberà lui stesso alla cattiveria vissuta indirettamente, che non riuscirà a smaltire le lacrime della giovane aggrappata al suo tronco, inerme e terrorizzata. Ogni volta che passerà per quella strada maledetta Monica getterà uno sguardo all’albero sempre più secco, sempre più prossimo alla morte, fino a quando anche lui non ci sarà più, così come è scomparsa in lei la fiducia nell’essere umano. Questa storia fa male perché è troppo reale: in Monica si proiettano i volti di tutte le donne, giovani e meno giovani, che gli organi di informazione ci fanno purtroppo conoscere ogni giorno. Questo romanzo è dedicato a tutte loro le quali, come la giovane protagonista, tentano di rialzarsi dopo una violenza che paralizza la mente e il corpo, che fa vivere nel terrore, che fa sentire “sporche”. Monica si vergogna di sé stessa e si sente in colpa per essere ancora viva; a causa dell’omertà della sua famiglia è convinta di essere stata responsabile dell’aggressione subìta. La ragazza vive di giorno perseguitata dai suoi demoni e di notte torturata da incubi terribili. L’incontro con Marco sembra placare la lava che le brucia dentro, sembra farle riscoprire una speranza nella vita che lentamente riempie il vuoto della sua anima. Marco è un ragazzo tormentato quanto lei, ma per diverse ragioni; ha un sassolino nella scarpa che in certi giorni diventa un macigno che lo schiaccia a terra. Il romanzo non vuole però dare facili consolazioni, e la strada di Monica sarà ancora dissestata finché non capirà che dovrà trovare in sé stessa la forza di reagire, che dovrà imparare ad amarsi prima di essere amata, per poter infine aprire la finestra sigillata da anni di sofferenze e respirare l’aria di cambiamento. Nel finale dell’opera c’è un dubbio che scaraventa il lettore nell’angoscia, perché il destino di Monica ci interessa nel profondo, perché abbiamo seguito da vicino il suo viaggio nell’oscurità e speriamo di vedere la luce insieme a lei. Stupro. La ragazza sporca è un romanzo che parla di civiltà, e della sua mancanza, del segno indelebile che lasciamo anche dopo che ce ne siamo andati, delle conseguenze delle nostre azioni che in un modo o nell’altro vanno a contaminare la terra che poi calpesteranno le generazioni future: “le tue cattive parole, i tuoi brutali crimini risuoneranno in un’infinita eco”.

Contatti

http://www.edizionidelpoggio.net/

Link di vendita

http://www.edizionidelpoggio.net/prodotto/stupro-la-ragazza-sporca/

https://www.amazon.it/Stupro-ragazza-sporca-Stefania-Girolamo

Il tè del venerdì

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.