I best seller di CaF – settembre 2019

Semplicemente, donne.

I best seller di CaF – settembre 2019

best seller, settembre

I best seller di CaF – settembre 2019

di Altea Alaryssa Gardini

Buongiorno a tutti!

Settembre è passato e l’autunno si sta incamminando per raggiungere le nostre case e tirare fuori dall’armadio le nostre copertine. Fidatevi, lasciategli anche prendere le tazze dalla credenze: il momento del best seller con copertina e tè fumante sta arrivando di gran carriera.

Nel mese scorso, sono successe tante cose in libreria. Alcune sono sensazionali mentre altre hanno destato un vespaio di polemiche. Tra le cose meravigliose, so che molti di voi lo hanno già visto nelle librerie, c’è il nuovo libro di Stephen King: L’istituto, che ospiteremo in classifica.

tra le polemiche troviamo invece il libro di Giulia de Lellis.

Il volume della De Lellis è un best seller? La risposta, per quanto controversa possa essere è Sì.

Perchè? Il motivo è banale: vende e le case editrici non sono enti senza scopo di lucro.

Volete davvero dimostrare la vostra indignazione? Non Compratelo.

La verità è che tantissimi si sono lamentati, dai loro alti scranni di letterati e amanti della Vera Letteratura, e poi, alla fine dei conti, il best seller della De Lellis vende più di uno di De Crescenzo.

La colpa, se di tale si può parlare? Di chi acquista.

A molti piacciono questi libri, a molti piace questa letteratura. Facciamocene una ragione.

Ora, detto questo, non lo ospito nella classifica di CaF, perchè? La risposta è banale: ci sono tantissime uscite che io e la redazione troviamo molto più interessanti. Però era giusto che parlassi del caso De Lellis con voi.

Questa classifica best seller è una nostra interpretazione di quelle scaturite dalle vendite delle maggiori case editrici, non una copia della loro. Loro hanno in primo posto, dovuto ai numeri di vendita, la De Lellis. Io, che non ci guadagno niente  vi propongo quello che vorrei tenere sul comodino o che già ho.

Se notate, non vi propongo mai lo stesso titolo più di due volte, anche se le trovate ancora nelle maggiori classifiche. I best seller escono ogni mese, quindi facciamoli girare!

Pronti?

Quinto posto

Titolo: Macchine come me
Autore: Ian McEwan
Editore: Einaudi
best seller, settembre
Perchè lo tengo sul comodino virtuale? Perchè la sinossi di questo best seller mi trasporta a due film che ho molto amato, anzi i film sono tre. Se sapete quali sono, scrivetemeli nei commenti!

Londra, un altro 1982.

Nelle isole Falkland infuriano gli ultimi fuochi della guerra contro l’Argentina, ma per le vie della città non sventoleranno le bandiere della vittoria.

I Beatles si sono da poco ricostituiti e la voce aspra di John Lennon continua a diffondersi via radio. Anche il meritorio decrittatore del codice Enigma, Alan Turing, è scampato alla morte precoce, e i suoi studi hanno reso possibili alcune delle conquiste tecnologiche di questi «altri» anni Ottanta, dalle automobili autonome ai primi esseri umani artificiali.

Fra chi non resiste alla tentazione di aggiudicarsi uno dei venticinque prototipi esistenti nel mondo, dodici Adam e tredici Eve, c’è Charlie Friend.

Certo, un grosso investimento per un trentaduenne che si guadagna da vivere comprando e vendendo titoli online. Ma Charlie è convinto che quel suo Adam bellissimo, forte, capace in tutto, «articolo da compagnia, sparring partner intellettuale, amico e factotum» secondo le promesse dei costruttori, gli sarà di grosso aiuto con l’affascinante ma sfuggente Miranda, la giovane vicina del piano di sopra.

Per certi versi non ha torto.

Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere, dalla soluzione del problema matematico P e NP, all’influenza di Montaigne su Shakespeare, fino al modo di vincere le resistenze di Miranda e penetrarne il segreto. Un segreto complicato e doloroso che, quando emerge, pone ciascuno di fronte a un dilemma etico lacerante.

Ma la legge più inviolabile dell’androide recita: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno».

E per un’intelligenza artificiale tanto sofisticata da anteporre la coscienza alla scienza, il concetto di danno può essere più profondo e micidiale di quel che appare.

Quarto posto

Titolo: Il rande romanzo dei Vangeli.
Autore: Corrado Augias, Giovanni Filoramo
Editore: Einaudi
best seller, settembre
Perchè lo tengo sul comodino virtuale? Augias è un simbolista con il dono della meraviglia. O, almeno, lo è per me. Quindi sono curiosa di sapere tutto quello che ancora non so e che questo best seller mi dirà.

Se un viaggiatore venuto da molto lontano cominciasse a sfogliare le pagine dei Vangeli totalmente ignaro della loro origine e di ogni possibile implicazione teologica, che cosa leggerebbe?

In buona sostanza quattro versioni in parte (ma non del tutto) simili della tragica vicenda di un predicatore che, avendo sfidato il potere della Chiesa e dello Stato, viene processato e condannato a morte.

Ma c’è un altro elemento che colpirebbe il nostro ipotetico lettore: la folla di personaggi in cui il protagonista s’imbatte, o da cui è accompagnato, nel corso della sua breve esistenza.

Il nostro ipotetico lettore sarebbe colpito dalla diversità delle reazioni, dall’odio implacabile allo smisurato amore.

Noterebbe le turbe, il popolo, una folla indistinta, poveramente vestita, rassegnata o crudele, fatta di pescatori, operai dei campi e delle vigne, pastori, in genere illetterati, alcuni gravemente malati, tutti fiduciosi nella storia del loro popolo e nell’aiuto costante del loro Dio.

Dallo stupore per questa umanità, dalla meraviglia per queste straordinarie presenze umane, è partito Corrado Augias a colloquio con uno dei maggiori storici del cristianesimo, Giovanni Filoramo. Augias «stringe l’inquadratura» sugli uomini e le donne che appaiono nei Vangeli. Ne esamina le vite narrate dagli evangelisti ma anche i segreti taciuti, le origini o i destini. A cominciare dalla madre del giustiziato, ad esempio, figura che dovrebbe avere carattere centrale e che – stranamente – risulta, invece, appena abbozzata, presenza sfuggente caratterizzata da rapporti spesso aspri con suo figlio. O il padre (adottivo?), piccolo imprenditore edile, più che semplice falegname, perennemente muto di fronte alle straordinarie vicende che il destino gli ha riservato. O le figure enigmatiche e sfaccettate di Giuda e della Maddalena.

Con questo libro, Augias e Filoramo riescono in un’impresa difficile: narrarci in maniera sorprendentemente nuova una storia che pensavamo di conoscere.

Terzo posto

Titolo: I testamenti
Autore: Margareth Atwood
Editore: Ponte alle Grazie
best seller, settembre
Perchè lo tengo sul comodino virtuale? Dopo il clamoroso successo del primo volume non potevo perdermi il secondo. Questo best seller si appresta a divenire un’altra stella.

«Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso».

Hai fra le mani un’arma pericolosa, caricata con i segreti di tre donne di Gilead.

Stanno rischiando la vita per te. Per tutti noi.

Prima di entrare nel loro mondo, forse vorrai armarti anche di questi pensieri: «La conoscenza è potere». «La Storia non si ripete, ma fa rima con sé stessa».

Secondo posto

Titolo: Dodici rose a settembre
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: Sellerio editore Palermo
best seller, settembre
Perchè l’ho metto sul comodino virtuale? Lo ammetto, questo best seller ha un titolo, per me magnetico. Leggete la prima riga della sinossi, si preannuncia un libro attualissimo.
«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre».

Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio sottofinanziato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è costretta a occuparsi di casi senza giustizia. La affiancano alcuni tipi caratteristici con cui forma un improvvisato, e un po’ buffo, gruppo di intervento in ambienti dominati da regole diverse dall’ordine ufficiale.

Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come Robert Redford, con un fascino del tutto involontario e una buona volontà spesso frustrata; «Rudy» Trapanese, il portiere dello stabile che si sente irresistibile e quando parla sembra rivolgersi con lo sguardo solo alle belle forme di Mina; e, più di lato, il magistrato De Carolis, antipatico presuntuoso ma quello che alla fine prova a conciliare le leggi con la giustizia. Vengono trascinati in due corse contro il tempo più o meno parallele.

Ma di una sola di esse sono consapevoli. Mentre Mina, a cui non mancano i problemi personali, si dedica a una rischiosa avventura per salvare due vite, un vendicatore, che segue uno schema incomprensibile, stringe intorno a lei una spirale di sangue.

La causa è qualcosa di sepolto nel passato remoto. Il magistrato De Carolis deve capire tutto prima che arrivi l’ultima delle dodici rose rosse che, un giorno dopo l’altro, uno sconosciuto invia. Mina Settembre e gli altri sono figure che Maurizio de Giovanni ha già messo alla prova in un paio di racconti.

In “Dodici rose a Settembre” compaiono per la prima volta in un romanzo. Sono maschere farsesche sullo sfondo chiassoso di una città amara e stanca di tragedie.

Un mondo di fatica del vivere che de Giovanni riesce a far immaginare, oltre all’intreccio delle storie, già solo con il linguaggio parlato dai vari personaggi di ogni strato sociale: ironico, idiomatico, paradossale, immaginoso.

Primo posto

Titolo: L’istituto
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
best seller, settembre
Perchè lo tengo sul comodino virtuale? Stephen King è un mito. Per me basta ed evidentemente anche milioni di altri lettori la pensano come me. Il libro è tra i più venduti di settembre!

È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero.

Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre.

Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui.

Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali – telepatia, telecinesi.

Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell’orrore», dice Kalisha.

«Chi prende una stanza non ne esce più.»

Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell’Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo.

Chi non si adegua subisce punizioni implacabili.

E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d’uscita.

Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall’Istituto.

 

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