Il mago di Oz – di S. Perez e B. Lacombe

Semplicemente, donne.

Il mago di Oz – di S. Perez e B. Lacombe

Il mago di Oz –

di S. Perez e B. Lacombe

recensione di Emma Fenu

mago oz

Il mago di Oz, ispirato alla storia scritta da Lyam Frank Baum, è una rivisitazione scritta da Sebastian Perez e illustrata da Benjamin Lacombe ed edita da Rizzoli nel 2019.

Leggere questo libro è un’esperienza.

Questa storia la si vive intensamente, pagina dopo pagina, tavola dopo tavola.

Spesso, riguardo alla letteratura per l’infanzia, si sottolinea l’incontestabile verità che un libro per bambini è adatto anche ad un pubblico adulto.

In questo caso non si tratta di un testo destinato ad un’età e fruibile da tutte, ma di un racconto in cui metafora, polisemia, psicologia e denuncia sociale si fondono per ogni lettore. Per ogni lettore, senza distinzione.

Seguitemi.

Colpo di tacco di scarpette d’argento  e siete con me, Dorothy, Toto, Mais,  Bradley e un Leone.

Lo so, li conoscete.

Ma questo racconto inizia in medias res, quando l’epica quête è già iniziata e ad assumere il ruolo di voce narrante è lo spaventapasseri, che nella prima immagine ricorda un cristo in croce.

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Ciascuno dei personaggi cerca con caparbietà ciò che possiede inconsapevolmente e che nessun mago, o sedicente tale, può donare, in quanto il tesoro agognato è nascosto in loro stessi e solo con l’introspezione, l’iter iniziatico e la conoscenza autentica di sé si può palesare.

Dorothy e il suo cagnolino vogliono tornare nel Kansas, dopo che un tornado li ha portato lontano; lo spaventapasseri agogna un cervello; l’uomo di latte un cuore; il leone il coraggio.

Nel corso della lettura, appare lampante che essi detengono ciò che cercano, ma lo possiedono senza rispondere a modelli stereotipati imposti da una società che propone modelli fasulli, spesso ottenebrando le menti con oppio metaforico.

Il lieto fine, rispondente alle aspettative, ha un aspetto trionfale, in quanto ognuno diventa eroe del quotidiano, e un pizzico di malinconia.

Dorothy non tornerà fisicamente dai suoi amici e ciò è perfettamente coerente con il percorso interiore della protagonista.

L’infanzia che fa attraversare i cieli della fantasia è un fase che sfocia nella vita adulta, vincolata dalle leggi del Logos, ma basta saper ritrovare il bambino interiore per riappropriarsi dell’autenticità dei sentimenti.

A ciascuno la propria strategia: ad alcuni basta scrivere… e oplà: il mondo di Oz è di nuovo sotto i propri tacchi.

La collaborazione fra le parole, ricche di magia e ironia, di Sebastian Perez e le spettacolari e magnetiche illustrazioni di Benjamin Lacombe fa di questo libro un vero gioiello di carta.

Da non perdere.

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Link d’acquisto

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Sinossi

Quando si incontrano nel paese del mago di Oz, a tutti manca qualcosa: Dorothy non riesce a tornare a casa, l’uomo di latta non ha un cuore, al Leone serve il coraggio e lo spaventapasseri, che ci racconta le loro avventure, è senza cervello.

Intimoriti dal potere di Oz e delle streghe, troveranno in loro stessi ciò che cercavano altrove.

Un nuovo sguardo su un classico intramontabile in cui vibra elogio della differenza e dell’audacia.

Titolo: Il mago di Oz
Autori: Sebastian Perez, Benjamin Lacombe
Edizione: Rizzoli, 2019

 

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