Il tè del venerdì con Silvia Maira

Il tè del venerdì con Silvia Maira

Il tè del venerdì con Silvia Maira

Silvia Maira autrice di tante storie, autrice di una grande storia: quella della vita e delle sue declinazioni. Conosciamo oggi questa Autrice e il suo lavoro.

Silvia Maira -

Ciao Silvia, cominciamo con le domande personali: che cos’è per te la scrittura? Quali sono le motivazioni che ti portano a scrivere?

La scrittura per me è innanzitutto passione. È anche evasione, uno spazio tutto mio in cui trovo rifugio per rilassarmi. La scrittura mi offre la possibilità di riflettere. Lo scrittore lo si immagina spesso solo. In realtà credo che sia sempre in compagnia di qualcosa o qualcuno, infatti è in compagnia dei suoi pensieri e di ciò che pensa ed è in compagnia dei personaggi che animano e danno vita alle trame e alle storie. I personaggi si attaccano addosso, diventano parte del quotidiano, amici invisibili, frutto della penna di chi scrive. Ciò consente di vivere, seppur indirettamente, tante vite e di essere nei luoghi più disparati, in Italia, all’estero e qualche volta in paesi di pura invenzione.

È tutto questo insieme di cose la ragione per cui scrivo che ha, come fine ultimo, arrivare al cuore del lettore. Raggiungere il lettore vuol dire aver centrato un obiettivo e, sebbene le passioni si autoalimentino e si rafforzino nelle difficoltà, l’apprezzamento del lettore è ossigeno puro per chi scrive.

Silvia Maira -

Silvia Maira Lettrice e Scrittrice: in cosa coincidono la lettrice e la scrittrice che ci sono in te e in che cosa si differenziano?

Lettrice e Scrittrice coincidono nell’essere attenta al testo il più possibile, anche se in ciò che scrivo sono sempre più rigorosa. Tuttavia, come sto attenta a determinati aspetti durante la stesura di un libro, così lo sono quando leggo: la trama, il filo del discorso, la grammatica e l’ortografia, la punteggiatura.

Lettrice e scrittrice si differenziano in quanto nel primo caso posso leggere di tutto, per curiosità o per documentarmi, ma da scrittrice so che alcuni generi sono nelle mie corde e altri no.

Silvia Maira -

“Una promessa per sempre”: ci racconti qualcosa di questa tua opera? Quali sono state le tue ispirazioni per creare questo romanzo?

“Una promessa per sempre” è la realizzazione di un progetto preciso. Si tratta di un romance storico, scritto a quattro mani con Valerio Sericano, pubblicato da Bertoni Editore. Il libro è stato scritto per rendere omaggio ad un giovane scomparso in mare nel 1942, durante l’affondamento della nave Avviso Veloce Diana, al largo di Beirut. Il libro però vuole ricordare, in modo più generale, le 334 vittime di quell’affondamento, da parte del sommergibile inglese Trasher, di cui nessun libro di storia ha mai parlato, e i cui corpi non sono mai stati ritrovati. Il libro racconta la vita, gli usi e i costumi nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della seconda guerra mondiale. Si sviluppa su due piani temporali molto intrecciati tra loro attraverso la tecnica del flashback. Infatti, il tutto viene raccontato e ricordato da una giovane studentessa liceale degli anni ’60 la cui vita è in forte relazione con gli accadimenti del periodo bellico.

Il libro ha necessitato non solo di una ricerca storica che non sempre è stata semplice, visto la frammentarietà delle informazioni, ma anche di una ricerca di costume. Con il mio collega, ho cercato aneddoti e curiosità su come ci si vestiva, che musica si ascoltava e si ballava, quali erano gli oggetti di uso quotidiano sia negli anni ’40 che negli anni ’60. Così negli anni ’40 si andava a ballare il sabato pomeriggio nei cosiddetti sabatini oppure si andava al cinematografo, negli anni ’60 invece si ascoltavano i 45 giri in vinile nel mangiadischi.

Gli anni ’40 erano quelli del Trio Lescano, gli anni ’60 vedevano contrapporsi la musica melodica di Gino Paoli da un lato e il rock di Adriano Celentano dall’altro.

Silvia Maira -

Parliamo ancora di “Una promessa per sempre”: chi sono le protagoniste? Come sono nate?

“Una promessa per sempre” ha tre protagonisti: Venere, Alba e Pasquale, al quale nel libro abbiamo voluto lasciare il vero nome in segno di omaggio. Il libro muove da una vicenda realmente accaduta e si intreccia con elementi frutto della nostra invenzione, al fine di rendere la lettura più fluida e leggera. I fatti storici narrati, come l’affondamento o altri episodi della guerra, sono descritti nella loro crudità e drammaticità. L’idea non era quella di creare uno storico puro, ma di dare spazio ad una storia d’amore di cui già conoscevamo vari aspetti, arricchendola poi con la nostra fantasia al fine di renderla più avvincente.

Silvia Maira -

Hai scritto diversi romanzi e hai lavorato per il teatro, a quale dei tuoi lavori sei più legata e perché?

Il teatro è un’esperienza bellissima a se stante. È indescrivibile l’emozione di sentire il pubblico ridere e battere le mani in determinate battute. È l’indice di gradimento più vivo e vero che possa esistere. Devo ringraziare l’associazione culturale Smile che ha portato in scena, nel giugno del 2018, la mia commedia teatrale in lingua dialettale dandomi la possibilità, tra le altre cose, nella seconda serata, di recitare una piccola parte.

Sono molto legata al mio secondo libro, Banali Momenti Speciali, edizioni Genesis Publishing, per il quale ho avuto tra l’altro il piacere di avere una vostra recensione. L’ho scritto subito dopo la morte di mia nonna alla quale ero molto legata e, sebbene la storia non sia autobiografica, in quel libro ci sono molti ricordi della mia infanzia.

Silvia Maira -

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile? Come ti collochi in essa?

L’universo femminile è vasto e può essere costellato di diverse esperienze, alcune molto forti. La donna può dare la vita e solo lei può sapere e spiegare cosa si prova e si sente durante quei nove mesi.

La donna ha molto ruoli nella società: madre, moglie, lavoratrice, donna in carriera. Il suo animo presenta diverse sfaccettature.  La sua personalità può apparire molto complessa. Credo che la letteratura al femminile debba tracciare queste caratteristiche, mettendo in risalto la delicatezza e la complessità dell’universo femminile, la debolezza e la forza racchiusa in ogni donna. La letteratura al femminile deve parlare da donna a donna. Quindi, sì, credo che esista una cultura al femminile.

Mi piacciono molto i romanzi scritti da donne che hanno la donna come protagonista e che sanno interpretare e incontrare il pensiero di una donna.

In tutti i miei libri, la donna è sempre la protagonista. Le mie protagoniste non sono super donne, ma persone normali che amano e soffrono, prendono decisioni, a volte anche dolorose, raccolgono i cocci e sanno rialzarsi. Il mio obiettivo è sempre quello di creare protagoniste credibili nelle quali la lettrice si possa immedesimare.

Silvia Maira -

E infine… come prendi il tè?

Freddo al limone in estate.

In inverno, di pomeriggio, alle 17.00 che fa molto English style, con biscotti. In genere al limone, anche se di recente ho apprezzato il tè verde con limone e zenzero.

Ritengo che una tazza di tè con biscotti, sia una vera coccola nei freddi pomeriggi invernali, soprattutto se in compagnia di un’amica con cui magari si condividono degli interessi.

Silvia Maira

Silvia Maira è nata nel 1977 e vive a Marsala, città della Sicilia occidentale, dove ha studiato e conseguito la maturità classica. Si definisce scrittrice per passione di narrativa romance contemporanea. Ha esordito con il romanzo “Un cuore a metà” a cui hanno fatto seguito “Banali momenti speciali”, “Io che ho amato solo te”, “Per una volta ancora” e “Alla scoperta di te”.

La sua voglia di cimentarsi in qualcosa di nuovo l’ha portata ad esordire come autrice teatrale con la commedia in lingua dialettale “A schifiu finiu” portata sul palco nel giugno 2018.

Una promessa per sempre Trama

Quando una nuova insegnante entra nella vita della giovane Alba, la tranquilla routine della ragazza viene sconvolta dalle attenzioni che la donna inizia a dedicarle.

Alba indaga in silenzio sul passato della professoressa, fino a scoprire un segreto che ne lega le vicende giovanili alla propria famiglia, in un rapporto intriso di misteri, omertà e morte.

Attraverso le vicende di una piccola comunità siciliana tra la seconda guerra mondiale e gli anni Sessanta, il romanzo narra un intreccio d’amore sospeso tra gli orrori di una guerra non ancora dimenticata e un presente votato a una tranquillità soltanto apparente, sconvolta infine da una cascata di eventi che porranno i protagonisti di fronte a un passato irrisolto con il quale saranno costretti a fare i conti.

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