“Ciao passerotto” di Gianpaolo Colucci

“Ciao passerotto” di Gianpaolo Colucci

Ciao passerotto

“Ciao passerotto” di Gianpaolo Colucci

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Ecco, passerotto,
quando fai così, quando a un capriccio segue il momento in cui ti senti protetta, tra le mie braccia, mi fai tornare in mente dei vaghi ricordi di bambino. Quando ero io a sentirmi protetto tra le braccia di mio padre.

Purtroppo i ricordi sbiadiscono, ma ci sono. Se non ci fossi tu, adesso, non mi sarebbero mai venuti in mente.

Non so se un giorno tu questi momenti li ricorderai. Io sì. E forse basterà.

Tra due giorni compirai un anno e se guardo questa foto che ho tra le mani (la guardo e la riguardo come tutte le foto in cui siamo insieme, che fesso), penso e spero che quel senso di protezione non ti abbandonerà mai.

Ma è solo un’illusione, lo so, come tutte le cose che sembrano facili, quella stessa illusione che prova un giocatore incallito di fronte a un video poker o quella di un poveraccio che paga una donna per tre minuti di felicità. È un’illusione, però, che mi fa stare bene.

E adesso dormi ancora, ma accanto a tua madre e lo so, vi ritroverò nella stessa, medesima posizione. Entrambe a pancia in giù, con il braccio destro piegato verso l’alto. I visi no. Il tuo rivolto a sinistra, quello di mamma a destra. Quasi a sfiorarsi.

E io un po’ rosicherò e brontolerò per lo spazio risicato che mi resta nel letto. Ma la vostra simbiosi, la vostra unione, l’equilibrio perfetto tra voi e il mondo, rende il mio, di mondo, sempre un po’ più completo. E migliore, senza ombra di dubbio. Almeno così sarà fino al tragico momento in cui avrete il ciclo sincronizzato. E allora sarò io a dover cercare un equilibrio.

Fai bei sogni, amore di papà.

 

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