Intervista a Chiara Tedeschi – Connubio fra arte e estetica.

Intervista a Chiara Tedeschi – Connubio fra arte e estetica.

Intervista a Chiara Tedeschi

Connubio fra arte e estetica.

a cura di Emma Fenu

arte estetica tedeschi

Gli incontri non avvengono per caso nè nel reale nè nel virtuale.

Sono incappata, nei miei viaggi sui social, in un post bellissimo di Klimt e sulla sua relazione umana e professionale, che si fondono in un unicum, con la femminilità.

L’entusiasmo, la voglia di raccontare ciò che spesso sfugge fra le pieghe della storia e della tela, di andare oltre specchi di Alice e gli stereotipi culturali mi ha colpita, spingendomi a cercare il contatto per un’intervista con l’autrice.

Ed eccola a voi e a me, ospite nel nostro salotto di Cultura al Femminile, Chiara Tedeschi, creatura dai mille lavori e passioni, e tutti svolti con passione e competenza.

Poichè è figlia di una Donna che conosco bene personalmente io e che conoscete anche voi, almeno attraverso il suo impegno professionale, letterario e sociale, avrei potuto arrivare a lei in cinque minuti, se avessi capito, ma lo scoprirci è stato interessante: pelle a pelle, la mia bianca e la sua tatuata con Frida Kahlo.

Benvenuta, Chiara. Nell’intesità del tuo vivere curi una meravigliosa rubrica in qualità di appassionata di grafica e di arte.

Raccontaci il tuo progetto che coniuga arte ed estetica, intesa, quest’ultima, come il rapporto tra corpo e la propria anima, soffermandosi su vari artisti e artiste.

Grazie Emma.

Il mio blog nasce in collaborazione con una mia grande amica, Laura Zani, che ha realizzato il suo sogno aprendo il proprio centro estetico.

Lei ha una visione dell’estetica molto pura e autentica.

Quando mi ha comunicato di aver scelto “FRIDA” come nome del suo centro (Ispirandosi a Frida Kahlo, una grandissima pittrice non certo conosciuta come detentrice dei canoni classici di bellezza), mi ha spiegato che la scelta era dovuta ad una sua frase che aveva letto quasi per caso, senza cercarla appositamente.

Quella frase mi ha fatto brillare gli occhi, essendo lei la mia pittrice favorita da quando ero ragazzina, e da grande appassiona di arte ho deciso di proseguire provando a descrivere nel blog la visione della femminilità e dell’estetica di tanti altri artisti.

Riportarci, se vuoi, tale citazione, che esprime anche la tua visione della femminilità.

“Non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni o temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza” (F.K.)

Questa è la citazione che mi ha fatto brillare gli occhi e è stata punto di partenza.

Ritengo sintetizzi al meglio la sensazione che spesso suscita la bellezza femminile riprodotta sulla tela dei migliori artisti.

 Le donne sono presenti nell’arte come “oggetti” ritratti, poi, anche se in numero minore, come promotrici in prima linea di movimenti artistici e culturali.

Qual è la differenza tra l’essere ritratti e avere il pennello in mano?

Entrambi i ruoli sono essenziali nell’arte visiva.

La donna come “modella” dell’artista o come fonte di ispirazione ha permesso ai pittori di avvicinarsi alla realtà femminile.

Senza questo contatto i due mondi sarebbero rimasti nettamente separati e questa “unione” permette al pittore di avere un approccio alla tela più sensibile.

Oltre al corpo dipinto,  i sentimenti, le aspirazioni, lo stato d’animo della modella sono protagonisti dell’opera, anche se descritti da occhi esterni.

La donna con il pennello in mano è rara (fino all’inizio del  ‘900) per una questione di ruoli sociali dell’epoca, e per questo immensamente preziosa nel mondo artistico –e non solo-.

La donna con il pennello in mano può esprimere in prima persona ciò che ha dentro si sé e ciò che pensa del  mondo circostante, basandosi esclusivamente sulla propria interpretazione.

Cosa raccontano le donne: sogni, realtà o un’osmosi di entrambe?

Dipende sia dalla personalità dell’artista, che dal periodo storico, che dallo stile figurativo seguito.

La corrente  di un pittore/pittrice delinea anche la finalità del messaggio che dovrebbe mandare, ma non può esistere un controllo totale della propria volontà di espressione, considerato il ruolo fondamentale dell’inconscio durante lo sviluppo di un’opera d’arte.

Penso che sia lo spettatore quindi, e le sensazioni in lui suscitate, a definire se si tratta di sogno, realtà,  o entrambe.
Io, da spettatrice, posso affermare che nei miei artisti preferiti ritrovo sempre entrambe.

E cosa raccontano gli uomini attraverso i ritratti di donne? Desiderio, paura o confronto con l’altro?

Le emozioni sono molteplici.

Affrontando gli artisti a cavallo tra ‘800 e ‘900, quelli che ho maggiormente studiato e approfondito, quella che prima di tutte mi sento di scegliere è “rispetto”.

Se nella vita quotidiana i rapporti tra i sessi sono ovviamente vissuti in base al proprio carattere, alle esperienze di vita, ed alle paure che spesso influiscono sulle relazioni, sulla tela le donne suscitano maggiormente fascino, desiderio ma con costante riverenza.

 

ART&BEAUTY #5PAUL GAUGUIN7 Giugno 1848 – 8 maggio 1903a cura di Chiara Tedeschi e Laura Zani“La civiltà mi sta…

Pubblicato da FRIDA Estetica e Benessere su Mercoledì 6 novembre 2019

 

FRIDA Estetica e Benessere. Piacenza

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × 2 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.