Il Tè del Venerdì con Alessandra Carnovale

Il Tè del Venerdì con Alessandra Carnovale

Il Tè del Venerdì con Alessandra Carnovale

Ciao Alessandra e benvenuta al tè del venerdì!

Ciao, grazie per l’accoglienza!

La prima domanda è sempre personale. Ti chiedo di presentarti attraverso… alcuni tuoi versi in cui ti rispecchi, e attraverso un breve brano/strofa/poesia di un autore che ami.

Sono un “animale notturno” più attivo la sera che di mattina; gufi e civette sono anche tra i miei animali preferiti.

Inoltre, le incombenze quotidiane lasciano poco tempo per coltivare le proprie passioni, quindi:

…soffrono,

i poeti,

di una perenne carenza di sonno

perché, per scrivere,

non dormono

cercando conforto

dalla chiassosità del giorno.

 Quanto agli autori amati, sin dal ginnasio mi accompagnano questi versi di Montale (Non chiederci la parola):

(…)

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Le parole restano inadeguate a definirsi, ma questo è  lo strumento che abbiamo.

 

alessandra carnovale

Quali sono le fonti d’ispirazione delle tue poesie? Qual è la tua visione della realtà, e come la riversi nelle poesie?

Come altri autori (Marina Cvetaeva distingueva tra poeti del fiume, che seguono uno sviluppo e poeti del lago, che tornano sempre sui medesimi argomenti), ho i miei temi ricorrenti: le donne, il potere, il macigno della quotidianità, la ricerca di che cosa faccia di un’esistenza una “vita”…

Spesso le mie poesie originano da arrabbiature: ad esempio Ifigenia nasce in risposta alle affermazioni di un noto psicanalista che, proprio facendo riferimento all’infelice eroina del mito, individuava nel lasciarsi sacrificare pur non comprendendone la ragione un elemento di grandezza del femminile: nella mia poesia è la vittima stessa a rivelare quanto quella “scelta scellerata’ porterà a tutti conseguenze infauste.

Come vivi il rapporto con la scrittura, che cosa significa per te?

La parola scritta è per me di vitale importanza, una necessità pari al cibo,  la mia prima forma di orientamento nel mondo. Ho imparato a leggere in età prescolare e da allora non ho mai smesso di interrogare lettere e parole.

Poi sono passata alla scrittura e ancora dopo alla lettura in pubblico delle mie poesie, ma resto sempre soprattutto una lettrice.

La tua ultima raccolta parla di donne. Come descrivi il percorso della donna nel tempo?

Vedo che le donne hanno saputo (e voluto) approfittare degli spazi culturali disponibili: mostre, cinema, concerti, presentazioni di libri, reading sono frequentati a maggioranza da un pubblico femminile; e questa è una grande conquista, se pensiamo alla situazione appena un secolo fa.

Il cammino verso la piena autodeterminazione, tuttavia, mi sembra ancora lungo e le intrusioni sul corpo, la vita e le scelte delle donne restano molte, ma indietro non si torna e mi auguro che già la prossima generazione possa vivere più libera e autoconsapevole.

alessandra carnovale

Ami molto la cultura classica, che fa parte delle tue ispirazioni non solo come poetessa. Quanto è importante, ancora oggi, conoscere la letteratura e la cultura del passato? Che cosa può dare alle nuove generazioni?

La cultura e la letteratura classica sono le mie radici: mi sento parte integrante, prodotto di quella tradizione: è  “casa mia”.

Prima ancora della Psicologia, gli antichi, tramite il mito, avevano già scandagliato le passioni, i conflitti, le tensioni insite nella condizione umana,.

Recuperare il senso della misura, così caro ai greci, in contrapposizione all’illusione odierna di poter essere tutto, fare tutto, diventare tutto, può essere una riscoperta importante. Il che non significa sottrarsi all’impegno di migliorarsi, ma recuperare il nostro lato più  umano.

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile?

È  sorprendente osservare come, nelle nostre antologie, anche di recente pubblicazione, le scrittrici siano quasi del tutto escluse.

Immagino che nei paesi anglosassoni su questo punto ci sia  più attenzione; qui da noi le biografie e i testi tramandati e studiati sono ancora prevalentemente “al maschile”.

Quanto a Femminile e Maschile, mi sembrano idee, “forme” che fanno parte del nostro immaginario, ma che sfuggono a un tentativo di definizione più puntuale, un po’ come la parola “che squadri da ogni lato” della poesia di Montale citata sopra.

Un uomo avrebbe potuto scrivere “Cime tempestose” o “Jane Eyre” o “I fratelli Karamazov” avrebbero potuto essere il prodotto di una penna femminile?

Non saprei dirlo.

Sarebbe interessante vedere, tra 100 anni, se e come sono cambiati i temi cosiddetti femminili con l’evolvere della Storia.

Progetti futuri?

Sono alla ricerca di nuovi argomenti, sto pensando anche di cimentarmi in un genere nuovo

Vorrei anche riprendere a modellare la creta.

Le idee, le curiosità  non mi mancano; è il tempo il fattore limitante.

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Ci faccio colazione tutte le mattine… in piedi.

Prediligo il tè verde o aromatizzato al gelsomino, senza latte o limone e con l’aggiunta di un cucchiaino di miele per dolcificante.

 

Ciao e grazie per averci fatto compagnia!

Grazie a te  e a Cultura al femminile!

Alessandra Carnovale

Alessandra Carnovale è nata a Roma.

La sua formazione scolastica ha compreso sia aspetti umanistici, sia scientifici.

A latere ha studiato inglese, tedesco e i rudimenti del greco moderno, si è interessata di letteratura tedesca, ha frequentato un gruppo di danze popolari greche e, a partire dal 2000, si è appassionata alla modellazione della ceramica, partecipando con le sue opere a mostre e concorsi.

Nel 2003 vince il Premio della Provincia di Caserta con un bucchero che ora è in esposizione presso il Museo di Capua.

Alla poesia è approdata a partire dal 2010.

Ha pubblicato due raccolte: Come vento su monte (flower-ed, 2017) e La scorza delle parole (Eretica edizioni, 2018).

Inoltre ha curato la rubrica InSistenze per la rivista contaminata di arte e letteratura Diwali, ha fatto parte della giuria per alcuni concorsi letterari ed è co-responsabile del laboratorio di poesia Martedì(Di)Versi per il circolo letterario Bel Ami, di cui è socia e partecipa a reading e ad altre iniziative culturali dell’area romana.

Fa parte del gruppo di donne che, sotto la regia di Monica Giovinazzi, hanno portato in scena nel 2018 la performance Difforme dal senso comune – Voci di donne dal manicomio a Roma, Vienna e Latina.

Come vento su monte

Le donne, l’arte, gli amori. In questa raccolta di 45 poesie, Alessandra Carnovale mette in scena, con tocco ironico, come in un carosello, storie di relazioni incerte, precarie, in cui il risveglio emotivo risulta spropozionato rispetto alla reale natura del rapporto, esasperando così l’aspetto paradossale di questi amori moderni, davanti ai quali solo l’arte si rivela capace di condurre oltre il pragmatismo opportunista e di sollevare dal nichilismo. Tuttavia, il cammino delle donne verso la pienezza è ancora lungo e pieno di inciampi, nonostante la guida di maestre del calibro di Atena o Ipazia d’Alessandria, e così la donna continua a pagare “sulla propria carne/ogni intrusione esercitata/con la pretesa/di condizionare la sua vita”. Un profondo amore per la tradizione culturale occidentale si evidenzia sin dal titolo e attraversa tutta la raccolta, inchinandosi a omaggiare, tra gli altri, Saffo, Catullo e Shakespeare, in un dialogo intenso che è linfa di vita.

 

Ebook: https://www.amazon.it/Come-vento-monte-Pegaso-Vol-ebook/dp/B0779FN9JD/

 

Cartaceo: https://www.amazon.it/Come-vento-monte-Alessandra-Carnovale/dp/8885628117/

 

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