L’eterna onda – di Maria Piras

L’eterna onda – di Maria Piras

L’eterna onda – di Maria Piras

Recensione di Pier Bruno Cosso

eterna onda

L’eterna onda della poetessa sassarese Maria Piras (A&A Marzia Carocci Edizioni – 2019) ti promette il mare nella copertina e nel titolo della sua silloge. E lo mantiene?

Entrare in un libro di poesie è come entrare nel castello solitario del poeta. Si può venire ammessi solo dal ponte levatoio, si varca un portone massiccio come un confine, e si entra in tutto un altro mondo.

Il castello del poeta contiene corridoi ombrosi, stanze con squarci di sole, e cortili ventosi ma fioriti. In generale, ma L’eterna onda oltre tutto questo contiene anche il mare.

Allora sì. Mantiene la promessa e nei versi (nel cortile del castello) trovi le onde e le rive. Trovi quel mare che travolge, che fa sognare, che fa partire. Quel mare che è anima.

Alla nostra poetessa bastano poche pennellate per rivelare tante immagini davanti ai nostri occhi. Sono dipinti della sua poesia che riflettono i disegni dei sogni… o le ombre dei nostri momenti bui.

Si dice che l’ispirazione nasca dal tormento, ma anche l’attimo rilucente si traduce in versi.

Lo senti tu l’ondeggiare della vita/ che sbatte e ritorna/ come l’eterna onda?/ È un perenne mutare di battiti/ nella sinfonia dell’oceano/ che si infrange e ritorna./ Lo ascolti tu il lamento degli abissi/ che attraversa e sconquassa?.

Il linguaggio poetico di Maria Piras è discontinuo. Il mezzo narrativo, nei versi, deve essere discontinuo. Tutte le parole, nelle sensazioni, nei suoni, nella stessa semiologia si devono accordare con le emozioni che si agitano dentro.

E lo devono fare con alti e bassi. La variazione di passo è poesia.

Così il passaggio lento e il passaggio veloce danno un ritmo quasi sincopato alle immagini de L’eterna onda. Ritmo del cuore, appunto. Il verso intriso di senso retorico, o quello tanto limpido da essere folgorante si completano in serie. Prima di slancio verso l’alto, per poi precipitare. Perché? Perché la poesia non può essere appiattimento.

Sospesa nella mia malinconia/ l’anima arresa dissimula gioia/ lo sguardo assente filtra effimere luci.

Come sempre, nelle poesie, e in queste di Piras in particolare, chi legge deve trovare se stesso.

Il verso, il poeta, o la pagina con sempre così tanto bianco inquietante, sono solo il motore di ricerca.

Sono le semplici indicazioni per trovare la tua interiorità, il tuo silenzio, il tuo mare, la tua pace.

No, la pace no. Perché in queste poesie la pace è, e deve restare, un desiderio che non si completa mai. Una fuga, più che un punto d’arrivo.

Voglio stare qui/ nella culla del mio mare/ dove l’eterna onda/ accarezza il mio delirio,/ si accovaccia nella mia infantile debolezza,/ intesse le sfilacciate vele/ della mia anima inquieta.

Ecco, i versi si leggono senza pensare allo sguardo della poetessa. I versi si leggono trovando dentro di noi paesaggi che ci erano sfuggiti. I versi si leggono per sentirci presi per mano dai nostri fantasmi.

Allora la poesia è nostra perché racconta di noi. E il bello è che lo possiamo scoprire solo noi. Sta anche lì lo spessore di questa silloge.

Noi, la pagina, i pensieri, le sue parole, i nostri ricordi, e quei versi che all’improvviso ti comprendono.

Forse non riusciremo a dirci tutto/ mentre ancora ci sfioriamo/ con occhi inesistenti/ lungo le membrane dell’anima/ Ci amiamo sulle labbra del desiderio/ smarrendo il respiro/ nella saliva del tempo solo nostro./ Noi, soffi di vento in fuga/ da un amore che ci intride.

L’amore, come il mare, è l’altra via maestra di questo libro. Il cuore, come l’onda, è bonaccia e tempesta, partenza e arrivo.

E ci si incontra d’infinito amore mio/ a intonare lo stesso canto/ a ricomporre conchiglie/ lacerate da marosi/ e lambirci dentro/ oltre l’eco dell’impossibile./ Mi porti con te/ nel riverbero di verità cercate/ e mi accogli tra questi flutti ostili.

Non c’è un inizio e non c’è una fine, sono versi, come L’eterna onda che quando si infrange sulla riva continua a vivere nel suo riverbero.

Parole e mare che si incontrano molto prima della linea dell’orizzonte.
Link d’acquisto:
https://www.ibs.it/eterna-onda-libro-maria-piras/e/9788894387889

Sinossi

L’intero elaborato di Maria Piras, non è altro che la simbiosi di una donna che vive tra cielo e mare dove ogni emozione, si trasforma in connessione all’energia di naturali elementi che si trasformano in salvifica forma a restare e persistere in quel mondo che vorremmo tutti, un mondo fatto di bellezza che oscuri il mare e dove l’incanto trasformi il sogno in realtà senza più lacrime da asciugare.

Titolo: L’eterna onda
Autore: Maria Piras
Edizione: A&A Marzia Carocci Edizioni, 2019

 

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