Il tè del venerdì con Valentina Villani

Semplicemente, donne.

Il tè del venerdì con Valentina Villani

Il tè del venerdì con Valentina Villani

Un tema difficile da affrontare, quello della perdita precoce di un genitore, un percorso di crescita, di ricostruzione, di scoperta di sé: questo e molto altro è”Ape Bianca”, il nuovo lavoro di Valentina Villani, psicologa e psicoterapeuta romana, oggi con noi per una chiacchierata informale nel nostro salottino.

Ciao Valentina e benvenuta al tè del venerdì!

Prima domanda sempre personale: come sei arrivata alla scrittura? Quando è nato l’amore per la psicologia?

Intanto grazie per l’invito.

L’amore per la scrittura c’è sempre stato, tendenzialmente prediligo la parola scritta rispetto a quella parlata, per una serie di motivi tra cui il tempo. Scrivendo seguo l’andatura naturale dei miei tempi, che possono essere più o meno lenti, dipende da vari fattori come lo stato d’animo, il grado di immersione in una storia, la concentrazione del momento, l’ispirazione. E poi con il tempo posso far scorrere le parole dentro prima di tirarle fuori, ci posso giocare, le posso cambiare e posso selezionarle con cura. Di fatto, nella vita, ho scelto invece un lavoro in cui la parola orale, la famosa talking cure per dirla con le parole di Freud, è lo strumento principale di cui mi avvalgo. Il linguaggio che il paziente e l’analista costruiscono insieme ha un grande valore terapeutico. Ma questo tipo di dialogo non lo vedo così distante dalla scrittura, anzi, ci sono molti aspetti legati alla narrazione e alla creatività che sono molto simili, fare psicoterapia è un po’ come scrivere un libro a quattro mani.   

valentina villani ape bianca

Parliamo di “Ape Bianca”: una storia complessa e difficile da affrontare: dove è nata l’ispirazione?

L’ispirazione è nata in un momento molto creativo della mia vita in cui erano state pubblicate in un volume alcune mie fotografie insieme a una parte di testo che le collegava. Sentivo la necessità di esprimermi con maggiore libertà, in un progetto che mi rappresentasse ancora più profondamente seguendo comunque la scia di questo connubio, secondo me fantastico dal punto di vista espressivo, di fotografia e scrittura.

Essere figli, essere genitori, essere se stessi: come trovare l’equilibrio giusto?

Un figlio quando è piccolo impara dal genitore e quando lui stesso diventa genitore impara dal figlio a fare il genitore. L’equilibrio secondo me sta nella consapevolezza di dover imparare sempre qualcosa a prescindere dal ruolo, nella possibilità di modulare e modificare i propri comportamenti, nell’adattarsi ai cambiamenti dell’altro, nel darsi la possibilità di crescere insieme, come genitore e come figlio, nel condividere l’idea di rispetto, nella capacità di aspettare senza pretendere, nella possibilità di lasciarsi sorprendere ogni volta.

valentina villani ape bianca

Fotografia e scrittura: ci racconti come coniughi queste due passioni, e in particolare nel libro “ape bianca”?

Unire il mondo delle immagini a quello della parola ha per me un grande senso, il pensiero stesso è fatto di immagini e poterlo tradurre nello stesso momento in parole e rappresentazione è una ricchezza dal mio punto di vista. Nel libro Ape Bianca ho trattato un tema carico di emozioni, la vita e la morte intrecciate. Ma un conto è parlare di emozioni, un altro è far arrivare le emozioni al lettore. Per quanto la parola possa avere un grande potere evocativo, l’immagine ha una straordinaria potenza a livello di impatto emotivo.

La tua attività di psicoterapeuta quanto influenza la tua scrittura? Fantasia, realtà: come ti relazioni con la penna?

Indubbiamente e inevitabilmente dentro la scrittura c’è una persona che non può essere così separata da ciò che è nella vita. Per il momento mi sono occupata di realtà ma mi piacerebbe presto provare a spostarmi anche su un versante più onirico.

valentina villani ape bianca

Cultura al femminile: che significato ha per te personalmente questa definizione? Esiste una cultura, una letteratura al femminile?

La letteratura italiana, ma anche quella straniera, è stata per anni dominata dalle figure maschili per colpa di un sistema poco equilibrato che non approvava né sosteneva la presenza della donna nel mondo letterario e non solo. Eppure nel 900 in Italia basti pensare a donne coraggiose, determinate e piene di passione come Sibilla Aleramo, Elsa Morante o Alda Merini, solo per fare alcuni nomi, che hanno lasciato un segno importantissimo nella letteratura e nella poesia. Esiste oggi una cultura al femminile molto vivace e attiva dal punto di vista di iniziative e manifestazioni artistiche, culturali e politiche, e spero che questo fermento creativo e, in generale, questa valorizzazione del pensiero femminile, diventi sempre di più un fenomeno culturale e non una tendenza del momento.

Progetti futuri? Quali temi vorresti affrontare come autrice e quali invece non ti attirano proprio?

Mi piacerebbe sorprendermi a scrivere su qualche tema insolito per me, qualcosa su cui non avrei mai immaginato di avvicinarmi. Mi affascina l’elemento ignoto di un’idea che si origina da qualche parte del cervello e progressivamente prende forma, come uno scarabocchio iniziale dal quale poi esce fuori una figura strutturata. Mi piace l’idea di partire da un concetto di semplicità per aggiungere gradualmente strati e livelli di complessità. Credo che lo sfondo psicologico possa essere una costante nel mio caso. Sono meno attratta dal fantasy e dal romanzo storico sia come lettrice che come autrice, se una cosa non mi attira non potrei scriverci un libro. Almeno credo, chissà che non possa sorprendermi.

valentina villani ape bianca

Nessuno lascia questa pagina senza aver risposto all’ultima domanda. Come prendi il tè?

Bollente, con limone, poco zucchero, meglio se in un giorno di pioggia, da sola o al massimo con un’altra persona. Mi piace anche il rumore ritmico del cucchiaino sulla ceramica e l’atmosfera di intimità che si crea.

Ciao e grazie per averci fatto compagnia!

Grazie a voi!

Valentina Villani

Valentina Villani

Nata a Roma, dove vive e lavora come psicologa e psicoterapeuta, Valentina Villani coltiva la passione per la fotografia e la sceglie come mezzo per raccontare storie di vita, di dolore, intime sensazioni e denuncia sociale. Ha partecipato a diversi concorsi e organizza mostre fotografiche.

Nel 2015 vince il concorso nazionale bandito dall’associazione Il filo di Eloisa, per la valorizzazione del pensiero e della creatività femminili, con un progetto di cinque foto e relativi testi. Il progetto è stato pubblicato nel volume “Lo spazio consapevole” (Iacobelli Editore).

Ape bianca

Dolore, assenza, ricordo, conflitto: nel suo libro la Villani trascina con sé il lettore nella tormentata e paralizzante esperienza della perdita precoce di un genitore. Chi la vive subisce una crudele disconnessione da una parte profonda di sé, tanto che pensieri ed emozioni paiono precipitare in un vortice sinuoso e inesorabile come l’interno di una conchiglia.

E, quando il rapporto tra madre e figlia si rivela complesso, intricato, conflittuale, eppure intimamente profondo, quell’assenza si manifesta in tutta la sua brutalità dilatandosi in un atroce senso di irrisolutezza.

La nascita di un figlio durante la malattia fatale della madre conduce l’autrice in un luogo sospeso tra vita e morte, un regno di opposti dominato da un’atmosfera onirica. Le sue parole rievocano

la faticosa esplorazione di sé alla ricerca di quell’assenza, di quella madre prima presente ma distante, affettuosa eppure eclissante, e delle sue reliquie ora spezzate e pungenti.

L’analisi introspettiva del ricordo diventa, così, evento di riconciliazione tra passato e presente, ombra e luce, assenza e presenza, un viaggio nel tempo e nell’amore, “un canto straziante ricolmo di poesia”, come lo definisce lo scrittore Paolo Valentino, che esorcizza la morte.

È uscita il 10 giugno la nuova edizione di “Ape bianca”, il bestseller della psicologa e psicoterapeuta romana Valentina Villani pubblicato da Adiaphora Edizioni (pp. 148, euro 17). Una nuova veste grafica e un corredo di scatti fotografici dell’autrice impreziosiscono il ritorno in libreria del memoir diventato in poco tempo un bestseller amato da critica e pubblico.

Titolo Ape bianca

Autrice Valentina Villani

Casa Editrice Adiaphora Edizioni

Isbn 9788899593216

Uscita 10/06/2019

Genere Memoir

Pagine 148

Euro 17,00

 

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