L’amore che dura – di Lidia Ravera

Semplicemente, donne.

L’amore che dura – di Lidia Ravera

L’amore che dura – di Lidia Ravera

recensione di Marilena Fonti

amore dura

 

Di Lidia Ravera avevo letto solo Porci con le ali, scritto alla fine degli anni ’70 insieme a Marco Lombardo Radice, il neuropsichiatra infantile morto troppo presto e ricordato da Francesca Archibugi nello splendido film Il grande cocomero.

Nel frattempo, la scrittrice ha continuato a pubblicare romanzi con cadenza regolare, quasi un libro l’anno.

Poi, a distanza di due anni dall’ultimo, Terzo tempo,  Lidia Ravera ha pubblicato con Bompiani, nel 2019, L’amore che dura.

Questo romanzo mi ha dato l’impressione di riprendere il discorso interrotto alla fine di quel primo libro: Porci con le ali, che è la storia di due adolescenti post-sessantottini Rocco e Antonia, alle prese con problemi politici e esistenziali tipici dell’età e di quegli anni.

Emma e Carlo, protagonisti di L’amore che dura, all’inizio della loro storia, sono due adolescenti, che iniziano ad amarsi a sedici anni, ai tempi del liceo, e seguono un percorso quasi obbligato che li porta a sposarsi, in un matrimonio riparatore, come lo definiscono, voluto più dai genitori che da loro, e a realizzarsi nelle rispettive passioni, l’insegnamento per Emma, il cinema per Carlo.

E iniziano a dividersi nel momento stesso in cui decidono di stare insieme.

La separazione effettiva avviene vent’anni dopo il loro matrimonio, seguita dopo dieci anni dal divorzio.

Le differenze che si manifestano nel corso degli anni sono troppe e troppo grandi e Emma, arrivata a un certo punto del loro rapporto, decide che i suoi studenti della periferia romana, i suoi “figli per finta” siano più importanti di una casa in cui non si sente mai a posto

(… io non l’ho arredato che con i miei libri, questo appartamento in cui mi sento come sul set di un film di cui non sono protagonista),

e di un marito alla costante ricerca del successo e del riconoscimento economico e insofferente della sua mania di portarsi il “lavoro”, cioè i suoi studenti più bisognosi di cure, a casa.

Ma i “giri immensi” che fa la vita per tornare al punto di partenza a volte lasciano di stucco anche i più scettici e i più risoluti.

Questo della Ravera è un romanzo sull’impossibilità di mettere da parte sentimenti e esperienze che hanno segnato la fase dell’esistenza più permeabile e vulnerabile, quella in cui qualsiasi cosa succeda è destinata a lasciare tracce che niente e nessuno potranno mi cancellare: l’adolescenza.

Dopo dieci anni, durante i quali Carlo si è trasferito a New York, si è sposato con un’altra donna, diventando anche un regista di discreto successo, Emma scrive una recensione non benevola sul film da lui diretto e in cui racconta la loro storia di adolescenti innamorati e impegnati nelle lotte studentesche del 1977, il cui titolo è, appunto, Kids:

“…non mi è piaciuto il tuo film. E potrebbero non piacermene altri. Se ne farai ancora. E avrò sempre voglia di dirtelo. Perché con le persone che ami non sei mai gentile”,

scrive nel suo diario, che Carlo, che ne è venuto in possesso in modo drammatico, legge e da cui apprende verità fino a quel momento ignorate e che lo sconvolgono.

E Emma scrive ancora:

“Io la nostra storia la porto addosso, e non cerco neppure di liberarmene. Tu hai voluto farne spettacolo”,

e lei non glielo perdona. È una donna inflessibile, Emma, coerente fino alla fine. Coerente con i propri principi, con uno stile di vita che si era scelto ai tempi del liceo e non ha mai tradito, e da cui Carlo ha invece preso le distanze, ed è coerente con la sua idea di amore.

Ed è questa l’unica cosa che ha in comune con il suo ex marito il quale, a una giornalista che lo intervista a proposito del film, dichiara:

“Non ce n’è mai un secondo, ti innamori quando è il momento giusto per innamorarti. E ce n’è uno solo di amore, nella vita.”

L’amore che dura, appunto. Rocco e Antonia si trasfigurano in Carlo e Emma, che ne proseguono e concludono la storia.

In questo romanzo Lidia Ravera, impiegando due punti di vista, quello di Carlo e quello di Emma, e grazie a un diario, aggiornato dalla donna con meticolosa precisione non solo per quel che riguarda i fatti, ma anche le emozioni, esplora gli entusiasmi e le inquietudini di una generazione filtrandoli attraverso due personaggi profondamente calati dentro le contraddizioni di un’epoca.

Il racconto si trasforma nel resoconto di quaranta anni di vita di quest’uomo e questa donna, e diventa un’indagine accurata dei sentimenti più profondi influenzati da un contesto definito.

La lettura di L’amore che dura è quindi doppiamente coinvolgente, poiché la prospettiva abbraccia sia il campo personale che quello sociale.

 

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Sinossi

Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo.

È piuttosto una resa dei conti.

A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare sé stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata.

Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo.

Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online.

Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore.

L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina.

Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come.

All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità.

Ma la resa dei conti non avrà luogo.

Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto.

Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente?

Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace?

L’amore che dura è la storia di un amore nato al tempo della rivoluzione femminista.

Lidia Ravera coglie con esasperata sensibilità gli slittamenti della vita di coppia, interrogandosi sulle ragioni del sentimento amoroso: dura quando l’altro è il fantasma che insegui e che ti insegue, il tuo pezzo mancante?

Titolo: L’amore che dura

Autore: Lidia Ravera

Edizione: Bompiani,

 

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