La libertà possibile – di Margaret Wilkerson Sexton

Semplicemente, donne.

La libertà possibile – di Margaret Wilkerson Sexton

La libertà possibile –

di Margaret Wilkerson Sexton

Recensione di Emma Fenu

libertà possibile

 

La libertà possibile di Margaret Wilkerson Sexton è un romanzo edito da Fazi nel 2019.

Il titolo, nell’affermazione, nasconde una domanda: esiste una liberta possibile?

È una domanda retorica, perché tutti vogliamo credere che si possa essere liberi nell’accezione più ampia del termine.

Andiamo per gradi.

Il romanzo è una saga familiare che si snoda dagli anni ’40 fino ai nostri giorni, la narrazione si interrompe circa un decennio fa,  a New Orleans.

Il lasso di tempo ampio permette riflessioni sull’evoluzione dei diritti e della qualità di vita della popolazione creola nelle ultime tre generazioni.

È la storia di donne e uomini che diventano da figli, genitori e, infine nonni e, in questa trasmissione di geni – pelle color biscotto di zenzero, occhi nocciola, chiome morbide – si evidenzia un carattere somatico fonte di razzismo che nega la libertà di essere inseriti in un sistema democratico di potere sociale.

Spesso si resta ai margini, nell’impossibilità si sedersi dove i bianchi possono, e non ci si limita ai mezzi di trasporto, e questa discriminazione a suon di manganello e violenza psicologica porta a dover compiere una scelta che ad altri non è chiesta.

Sarò un uomo libero, senza essere chiuso in una prigione, o sarò un uomo che violerà il sistema per essere, paradossalmente, libero dentro una cella?

La risposta viene data, nel romanzo, senza saccenza, ma con umano trasporto, umanità pura, voglia meritata di riscatto.

Ma non c’è una sola libertà, e, in questo contesto che tratteggerò, essa non è legata al colore della pelle o alle origini dei propri antenati.
Quanto si è liberi dagli stereotipi familiari?

Quanto si può essere realmente se stessi, con consapevolezza e autostima, in un nucleo in cui ci vengono imposti modelli a cui aderire?

Ci sono persone che devono essere perfette, sempre, e altre che non sono ritenute mai abbastanza.

Questa dinamica è evidente soprattutto nel rapporto fra sorelle e fra padri e figli maschi.

Compaiono, lungo la saga, due coppie di sorelle, le prime sono Evelyn e Ruby: una è timida e rigorosa quanto l’altra è sfacciata e vorace; una troverà subito l’uomo adatto a lei mentre l’altra avrà mariti e figli in successione, fino a trovare una stabilità affettiva.

Del resto, questo ci si aspettava da loro.

Questo inculcavano i genitori pur vedendo frustrato il loro desiderio di escalation sociale tramite il matrimonio con un “buon partito”.

La seconda coppia di sorelle sono le figlie di Evelyn, Sybil e Jakie: una è una affermata donna in carriera senza compagno e figli, che pare non sbagliare mai; l’altra ha un bimbo con un tossicodipendente di crack e vivrà nella precarietà, nell’abbandono e nella scarsa considerazione, anche da parte di se stessa.

Al lettore appare evidente che Sybil ha una grande carenza di rapporti umani autentici e affettivi e che si mostrerà nel suo lato più fragile, e quindi più amabile, solo con i bambini che lei ha scelto, o non scelto, di non generare.

E saranno i bambini, morbidi batuffoli dai ricci neri e dalla pelle caffelatte unta di vasellina a dare un senso e un nesso alla saga: la libertà è una conquista che non si limita ad una esistenza, si lascia in eredità ai figli e ai nipoti perché possano avere il potere e non conoscere la sudditanza, anche mascherata.

Un ultimo accenno sullo specifico rapporto dei bambini, ritratti sempre da neonati o sotto l’anno di età, con i rispettivi padri, ossia con il modello maschile che condizionerà le loro vite e garantirà loro di maturare un modello vero e accessibile di uomo nero inserito nella società.

Una società che rende la libertà possibile, grazie al diritto e al superamento dell’ignoranza.

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Sinossi

1944, New Orleans. Evelyn proviene da una delle più rispettate famiglie della città e quando si innamora di Renard, un ragazzo qualsiasi, senza soldi e dal futuro incerto, in casa scoppiano le tensioni.

Le riserve della famiglia di lei e la decisione di lui di partire per la guerra come volontario metteranno alla prova la relazione tra i due.

Negli anni Ottanta, la figlia di Evelyn, Jackie, è una madre single: il marito Terry è andato via di casa nel tentativo di combattere la sua tossicodipendenza, lasciando soli lei e il figlio T.C.

L’inaspettato ritorno dell’uomo sconvolge la ritrovata normalità di Jackie, la quale è lacerata dall’idea di dargli un’altra opportunità.

Nel 2010, in una New Orleans che porta ancora i segni dell’uragano Katrina, il venticinquenne T.C. è appena uscito di prigione quando il suo amico Tiger gli propone un “grande affare”.

L’arrivo di un figlio sconvolgerà i piani del ragazzo, ma non il giro di eventi che ormai si è innescato.

Tre generazioni, tre destini e tre epoche a confronto: “La libertà possibile” racconta la faticosa conquista della libertà da parte dei membri di una famiglia di colore, oltre i pregiudizi sociali e le aspettative dei familiari, fra sogni infranti e porte che invece si aprono.

Titolo: La libertà possibile
Autore: Margaret Wilkerson Sexton
Edizione: Fazi, 2019

 

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