“King Kong Theory” di Virginie Despentes

“King Kong Theory” di Virginie Despentes

“King Kong Theory” di Virginie Despentes

Recensione di Serena Pontoriero

Qualche mese fa un mio amico mi ha regalato il saggio di Virginie Despentes, King Kong Theory, nella sua versione originale, in francese. Non sono solita leggere saggi, non conoscevo l’autrice e il tema del femminismo (stupidamente, lo concedo) lo associo spesso ai romanzi storici, per cui la prima impressione è stata di perplessità. La copertina del libro, tuttavia, ha attirato la mia curiosità così come le prime righe della prima pagina:  

J’écris de chez les moches, pour les moches, les vieilles, les camionneuses, les frigides, les mal baisées, les imbaisables, les hystériques, les tarées, toutes les exclues du grand marché à la bonne meuf. Et je commence par là pour que les choses soient claires ; je ne m’excuse de rien, je ne viens pas me plaindre. Je n’échangerais ma place contre aucune autre, parce qu’être Virginie Despentes me semble être une affaire plus intéressante à mener que n’importe quelle autre affaire. *

Pagina dopo pagina ho capito di avere tra le mani un testo prezioso, completamente fuori dal coro, originale, spesso spiazzante. Scritto in un linguaggio del quotidiano, gergale, a volte volgare. Privo di qualsiasi abbellimento: nessuna storia romanzata, nessuna pillola indorata, nessun riferimento storico. Despentes schiaffeggia con il suo realismo, ci sbatte in faccia la verità, la sua almeno. 

Non condivido la totalità del suo pensiero ma ho apprezzato moltissimo la sua franchezza e il suo esempio di vita che spingono la riflessione sul femminismo al suo limite ultimo. 

Un testo esagerato, così come esagerata è stata la vita dell’autrice a cui ci sono continui rimandi. “King Kong Theory” è un manifesto femminista crudo, crudele a volte, in cui si affronta il tema del genere, della prostituzione, della pornografia, della violenza. Esso però è anche un testo liberatorio: senza mezzi termini, Despentes ci spinge a guardarci dentro e a interrogarci sulla società odierna, tanto da un punto di vista femminile che maschile. Ora che le carte sono scoperte, sta al lettore giocare: la vittoria sarà l’equità.

Nonostante siano passati diversi mesi dalla mia lettura, questo testo mi ha colpita a tal punto che ho aspettato uscisse la versione italiana per poterlo finalmente recensire! Peccato che l’immagine di copertina sia stata cambiata a favore di un’immagine meno scomposta ma anche meno parlante. E non avendo letto il testo italiano, spero che le parole non siano state edulcorate o rese più “accettabili”.

Virginie Despentes è entrata a far parte della prestigiosa Académie Goncourt e, in Francia, è considerata un’esponente di spicco della letteratura e della teoria del femminismo attuale. 

“King Kong Theory” è il suo primo saggio ed è un testo assolutamente da leggere se si vuole riflettere sui temi legati al genere in un’ottica moderna e autentica. 

 

 

*Traduzione in parte mia: Scrivo dal mondo delle brutte, per le brutte, le vecchie, le camioniste, le frigide, le malscopate, le inscopabili, le isteriche, le tarate, tutte le escluse dal mercato della gnocca. E inizio da lì perché le cose siano chiare: non mi scuso di niente, non mi sto lamentando. Non scambierei il mio posto con nessun altro, perché essere Virginia Despentes mi sembra un’attività più interessante da fare rispetto a qualsiasi altra attività.

 

Link d’acquisto: 

https://www.fandangoeditore.it/shop/marchi-editoriali/fandango-libri-2/king-kong-theory/ 

 

Sinossi 

Un testo cruciale per molti aspetti, il primo saggio pubblicato da Virginie Despentes è un moderno manifesto femminista che devasta l’ordine sociale contemporaneo nel quale i corpi delle donne sono a disposizione degli uomini. Muovendo dalla sua esperienza personale – una giovinezza che descrive come “virile” nei circoli punk, uno stupro a 17 anni, un periodo di prostituzione, prima del successo come romanziera –, la scrittrice e regista di Nancy, traccia in poco più di cento provocanti pagine una figura femminile eccentrica, ribelle, refrattaria a conformarsi alle norme di genere. Un libro che è tutt’ora un manifesto di liberazione per tutte quelle donne che non si sentono rappresentate, “le brutte, le vecchie, le camioniste, le frigide, le malscopate, le inscopabili, le isteriche, le tarate, tutte le escluse dal mercato della gnocca”. Con la nuova traduzione di Maurizia Balmelli, Fandango Libri ripropone uno dei più grandi successi della teoria queer e femminista degli ultimi anni, tradotto in sedici paesi, con oltre duecentomila copie vendute solo in Francia. Crudo, arrabbiato, autobiografico, il grido di Despentes è sempre più attuale.

 

Titolo: King Kong Theory
Autore: Virginie Despentes
Editore: Fandango

 

 

 

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