Nessuno esca piangendo – di Marta Verna

Nessuno esca piangendo – di Marta Verna

Nessuno esca piangendo – di Marta Verna

recensione di Alessia Finco

nessuno esca piangendo

 

Nessuno esca piangendo è un romanzo di Marta Verna edito da UTET nel 2016.

Adoro questo libro, nei momenti di sconforto rileggo le frasi che ho sottolineato a matita (guai a rovinare i libri!) per trovarne conforto.

Pensate a Parma, una città qualunque, abitata da una coppia qualunque che matura tra le mura domestiche il sano desiderio di allargare la famiglia.
È quello che succede a Marta e Fabio e fare l’amore per loro acquista un nuovo sapore, ma dopo unnanno di tentativi finiti “a vuoto” la coppia, in preda alla frustrazione, decide a malincuore di rivolgersi a dei medici specialisti.

Il romanzo si apre con una frase spacca cuore:

“Caterina non esiste.

E’ la figlia che stiamo aspettando da molto tempo.

L’infelicità di una famiglia è un avvenimento intimo e potente.

Laddove la felicità crea uguaglianza, l’infelicità genera differenza.”

Il giorno in cui Fabio scopre che i suoi spermatozoi sono tozzi, lenti e deformati lei scrive:

“Quella mattina fredda, in piedi sul viale dell’ospedale, si delinearono nettissime tre strade: la sua, la mia e la nostra.

Con senso di vertigine avvertii la concreta possibilità che quelle strade avrebbero potuto prendere direzioni diverse.”

Marta  non si perde d’animo e senza neppure riflettere sulle conseguenze delle terapie ormonali inizia uno degli innumerevoli percorsi di fecondazione assistita, vergognandosi di provare paura per l’anestesia.

Sì, perché lei è medico presso il reparto oncologico e ogni giorno vede i bambini soffrire, sperare, guarire o morire.
Ed eccolo lì il mistero della vita: da un lato una donna che lotta a colpi di iniezioni pur di concepire un figlio e dall’altro madri rassegnate alla morte dei loro piccoli.

Dov’è allora il confine tra lecito e illecito? Tra felicita e tristezza?

Ammiro Marta quando ammette:

“La maledetta felicità in realtà esiste quando smettiamo ossessivamente di cercala mentre viviamo.”

Sono parole sagge che sanno infondere una profonda tranquillità.

Purtroppo, ancora oggi, la sterilità di coppia viene vissuta come un enorme tabù, si fatica ad accettare che una famiglia possa essere composta solamente da due individui.

Vi assicuro che le coppie sterili vorrebbero solamente essere comprese e accettate insieme al loro pesante bagaglio carico di delusioni, sconfitte e tribolazioni.

Usate la vostra empatia, evitate le domande scomode.

Se vedete che la culla in casa altrui nonostante il passare degli anni continua a rimanere vuota forse dietro vi è nascosto un drammatico perché. Sorridete a chi non ha figli, mostrategli la vostra umanità.

Crudo, drammatico ma dannatamente vero, da leggere tutto d’un fiato.

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Sinossi

“Questa storia racconta di Caterina, che ancora non c’è, e di tutte le Caterine che già ci sono. Dice di una assenza e di molte presenze che cercano uno spazio sicuro dove convivere dentro di me. Dice della infelicità ma anche della meraviglia in essa contenuta.”

Caterina non esiste.

La figlia che Marta e Fabio da lungo tempo sognano di avere non è mai arrivata, nonostante tutti i progetti e tentativi – dalle visite specialistiche ai cicli ormonali, dalla fecondazione assistita ai consigli degli esperti, veri o presunti – che negli anni hanno tenuto viva la speranza ma anche incrinato la felicità della coppia.

Marta, medico competente e appassionato, trascorre intanto le sue giornate nel reparto di ematologia e oncologia pediatrica in cui lavora cercando di salvare i figli degli altri, trasformando, nei momenti migliori, l’ospedale in un mondo quasi magico in cui tenere a bada “il drago del dolore”.

In questo commovente e lucidissimo memoir, che parla di malattia e infertilità di coppia con una scrittura limpida e precisa, Marta Verna condivide con i lettori le sue esperienze di medico e di paziente, riuscendo a intrecciare, con grazia, dolore e speranza: “Quanto si impara quando si diventa pazienti, quanto si capisce dell’importanza di dosare ogni singola parola, ogni gesto che si compie”.

“Ci fu un tempo in cui fummo nostro malgrado soli nel dolore comune. Poi ci fu un tempo in cui fummo insieme nel dolore condiviso. Poi restò solo il tempo in cui avremmo voluto essere soli per potere smettere di vedere tutto quel dolore”.

Perché, nel momento in cui si desidera un figlio, non è più possibile tornare alla dimensione precedente, sia che il figlio arrivi sia che esso non arrivi mai. Ma se Caterina non esiste, esistono invece i pazienti che Marta ha in cura: sono nati e lottano per continuare a vivere Andrea, Giulia, Pesciolino e tutti gli altri bambini che incontriamo in queste pagine toccanti. I bambini a cui Marta ha donato il suo tempo, un po’ di sollievo, un percorso di guarigione… A volte, nei casi più fortunati e preziosi, la possibilità di una vita nuova.

“Un libro delicato e potente… perché il dolore può diventare il codice segreto di due innamorati.” – Chiara Gamberale

Titolo: Nessuno esca piangendo
Autore: Marta Verna
Edizione; UTET, 20016

 

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