Intervista a Melany Star- autrice di Settembre Veneziano

Intervista a Melany Star- autrice di Settembre Veneziano

Intervista a Melany Star-

autrice di Settembre Veneziano

a cura di Barbara Gabriella Renzi

settembre veneziano

Settembre veneziano è una pubblicazione del 2019 di PAV edizioni, casa editrice giovane e romana.

 Dopo aver letto il libro ho pensato bene di intervistare l’autrice, donna colta ed interessante, che lavora come giornalista.

Qui di seguito l’intervista.

 

Benvenuta, cara Melania, nel salotto di Cultura al Femminile. Quando hai incominciato a scrivere?

Grazie dell’invito, Barbara.

Ho cominciato a scrivere quando mi è venuta voglia di raccontare una storia;

è accaduto in un momento in cui non riuscivo a trovare in un libro quello che cercavo, ossia qualcosa di divertente, appassionante da bere tutto d’un fiato, impegnato ma non noioso, con quel pizzico di glamour che piace anche nel terzo millennio e un po’ di denuncia.

Ho pensato: che ci vuole?; è più semplice scrivere quello che vorrei voluto leggere che saccheggiare le librerie!

Che pazza, non sapevo dove stavo per infilarmi.

Non mi spaventa scrivere perché lo faccio di mestiere, sono giornalista e prima ancora mi sono laureata in lettere e dunque mi sembrava di navigare in acque che conoscevo e invece ho scoperto che descrivere emozioni e sentimenti, non è come fare la cronaca di una rapina o di un’inaugurazione, è più come fare i funamboli e camminare sul vuoto con sotto il mare del ridicolo.

 

Il tuo essere donna influenza la tua scrittura?

Forse.

Quando racconto il sesso, la passione, l’amore magari sì, ma la politica mi appassiona molto ed è un’attitudine che divido più con gli uomini che con le donne e la scelta di un argomento di fantapolitica, seppure condito con l’erotismo, forse, dico forse, appartiene a quella parte di me più maschile.

Tutti noi uomini e donne del resto abbiamo una componente maschile e femminile.

Quali sono state le tue letture preferite?

Non ho preferenze.

Spazio dal genere giallo, a quello rosa, a quello storico.

Mi piacciono le biografie dei grandi che hanno cambiato la storia e anche trattati scientifici. Ci sono dei divulgatori che scrivono divinamente quando ti spiegano le teorie di Einstein.

 

Venezia: ma quanto la ami?

Moltissimo, Venezia è la città ideale per ambientarci una spy story.

Per tre secoli il governo della Serenissima ha fatto dello spionaggio l’arma con cui ha difeso le istituzioni dai nemici interni, ma ha anche contrastato le attività dei servizi segreti stranieri che operavano in città, inglesi, spagnoli, turchi.

Con informatori e sicari ha messo in piedi, ed è stata tra le prime potenze in Europa a farlo, un sistema spionistico estremamente efficiente e spietato.

Quello che non molti sanno è che negli splendidi palazzi veneziani tutt’ora avvengono scambi di informazioni di importanza internazionale, perché accolgono una vibrante vita mondana che attira mecenati, vip, artisti, ambasciatori, capi di stato da tutto il mondo.

La bellezza attira sempre la ricchezza e a questi due anelli ne sono concatenati altri come il potere, la passione, e poi c’è anche l’altro volto quello dell’intrigo, della prevaricazione, della violenza in varie forme, la più sottile è quella del ricatto.

Non dimentichiamo che è stata ideata a Mestre la bomba esplosa in piazza Fontana a Milano.

Sono state trovate tracce dell’organizzazione segreta neofascista “La rosa dei venti” al Lido di Venezia.

Porto Marghera ha fatto da culla a molti militanti del terrorismo rosso e sono state uccise tre persone, tra cui un dirigente della Digos.

Nel libro Settembre veneziano, ambientato nel 2014, alla trama della spy story si intreccia anche l’inchiesta sugli anarchici, che si è conclusa con un paio di arresti a Genova.
Ora su Venezia serpeggia un’attenzione particolare del terrorismo islamico e i servizi segreti hanno il loro bel d’affare a tenere lontani i potenziali kamikaze.

Non mancano nemmeno sacche dove reclutare i violenti dato che le infiltrazioni mafiose sono state ampiamente scoperte.

Si sospetta l’esistenza di una rete di relazioni illegale, accanto a quella legale, fatta di associazioni di varia nature e di rapporti tra ambienti che esercitano un certo peso nella vita sociale, tra cui quelle massoniche.

L’intrigo è nel Dna di questa città e io lo trovo un argomento affascinante calato tra i capolavori del Tintoretto e gli splendidi saloni di palazzi che si dividono pochi privilegiati.

Raccontaci di questo romanzo recentemente pubblicato? Ti piacciono gli intrighi?

Sì, come avrai capito, gli intrighi mi piacciono molto.

Settembre veneziano ruota attorno ad una giornalista per mestiere curiosa, ma anche molto temeraria di carattere, e di un esperto d’arte, che, inizialmente, si rifiuta di seguirla poi diventa la sua ombra in un’indagine serrata.

Tutto si svolge in appena sette giorni, i più movimentati dell’anno per Venezia: la prima settimana di settembre. La posta in gioco è alta. C’è il rischio che gli integralisti islamici abbiano nel mirino la Basilica di San Marco per un attentato terroristico.

Proprio in quell’anno l’Isis ha distrutto la Chiesa Verde di Tikrit nel nord dell’Iraq: uno dei più antichi monumenti cristiani in Medio Oriente. La trama si snoda in un clima di paura.

La basilica marciana è un altro simbolo superstite millenario, uno dei pochi rimasti in piedi.

Viene visitata da milioni di turisti ogni anno e in particolare in settembre fa da cornice alla mostra del cinema e ai ricevimenti mondani internazionali.

I paesi che espongono alla Biennale d’arte inoltre ne approfittano per calamitare l’alta politica e l’alta finanza anche nei loro eventi.

Quello che attira come un magnete la protagonista è un filo rosso che sembra collegare un suicidio molto strano di una donna e una serie di furti d’arte.

Non è facile per Lucrezia mantenersi sempre lucida sentendosi in pericolo e con Luca che continua a distrarla con giochi di seduzione a tratti turbolenti e passionali e a tratti ironici.

I film influenzano il tuo modo di scrivere?

Può essere. Se accade è a livello inconscio.

Tutti noi, credo, amiamo i film d’azione, ma raccontarli e un’altra cosa.

Spesso chi ha letto il libro non vive le stesse emozioni di quando vede il film che ne è stato tratto e viceversa.

 

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Sinossi

La paura di un attentato terroristico dell’Isis scandisce i giorni clou del settembre veneziano nel 2014.

Una giornalista e un esperto d’arte vivono una settimana da cardiopalma, mentre i riflettori del mondo sono puntati sulla Mostra del Cinema, la Regata storica, la consegna di un premio letterario, la Biennale di Architettura, le mostre e le feste faraoniche nei palazzi veneziani, organizzate in onore degli attori che approdano al Lido in cerca di pubblicità.

Il suicidio di una donna, a cui apparentemente non mancava nulla per essere serena, è la molla che spinge la reporter italoamericana, corrispondente per un’agenzia statunitense, a scavare negli ambienti nascosti della società che anima la vita mondana a Venezia e a scoprire un intrigo internazionale.

Nello sfondo, c’è una relazione turbolenta tra la giornalista e l’affascinante dirigente della Soprintendenza che tutela il patrimonio artistico della città. Difficile che scatti la fiducia reciproca tra loro, anche quando cercano di uccidere la donna.

La trama si snoda nel clima di terrore creatosi fino al 2014, nella città considerata obiettivo sensibile, ma da allora non è cambiato molto, anzi l’allerta è ancora più alta.

 

Titolo: Settembre Veneziano
Autore: Maelany Star
Edizione: Pav, 2019

 

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