Lo sbaglio – di Flavia Piccinni

Semplicemente, donne.

Lo sbaglio – di Flavia Piccinni

Lo sbaglio – di Flavia Piccinni

recensione di Alessia Finco

sbaglio

Lo Sbaglio è un romanzo edito da Rizzoli e uscito dalla penna della bravissima Flavia Piccinni.

Il personaggio principale, Caterina Pagliai, raccontando la propria esperienza di vita, tocca tematiche estremamente attuali: anoressia e bulimia, tradimento, prostituzione universitaria e aborto.

Lo sbaglio mi ha portato a riflettere su quanto sia ancora lontana e piena di ostacoli la strada per una vera emancipazione in rosa.

Di anoressia soffre la madre Tina alla quale piace esibire con orgoglio un corpo secco e spigoloso.

La bulimia appartiene, invece, a Caterina che si nasconde in bagno a vomitare, le piace il buon cibo, ma allo stesso tempo vorrebbe essere magra.

Il tradimento viene trattato da molteplici punti di vista. C’è anche il «tradimento autorizzato», quello di cui parla sempre la nonna Ines. Un tradimento che fa meno male se ci sono di mezzo ai soldi a consolare.

La madre e la nonna le vogliono tarpare le ali, mentre Caterina, nel profondo del cuore, coltiva il sogno di diventare una scacchista e partecipare alle Olimpiadi.

In mezzo a un nucleo famigliare “difettoso” dove neppure il padre e il fratello Carlo sanno dimostrarsi un esempio di virtù, Caterina troverà una via di fuga nel gioco degli scacchi e nell’insegnate Reuben.

Davanti a un mondo composto da caselle bianche e nere si sente forte, adeguata e vincente.

Gli scacchi, infatti, non mentono mai e possiedono una logica spietata: o si vince o si perde.

Un destino già scritto il suo, dopo la laurea le toccherà lavorare nella farmacia di famiglia e sposare l’affascinate e benestante fidanzato Riccardo.

E l’amore? Quello vero?

Caterina non ci pensa nemmeno e anche quando scoprirà di essere incinta di Duccio, con il quale intrattiene una relazione di solo sesso, non sarà in grado di confessargli la verità e si dimostrerà altrettanto forte da non attribuire la paternità del nascituro a Riccardo.

Caterina ha già deciso e con grande coraggio riuscirà ad affermare le proprie idee, giocando sul finale uno scacco matto propri contro i suoi cari.

“Non mi permetterò di diventare vecchia.

Ho già progettato tutto: appena i capelli bianchi saranno più numerosi di quelli marroni, andrò al poligono.

Mentre la messa delle undici risuonerà per la chiesa di San Frediano, il parroco con le mani aperte che intona il Padre Nostro e i chierichetti nei loro grembiulini bianchi con i capelli puliti, punterò la pistola dei cinquanta metri non contro la sagoma, ma contro me stessa.

Chi non vuole radici sa che resterà solo e non può permettersi di invecchiare.

Deve preferire morire”.

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Sinossi

Davanti alle sessantaquattro caselle Caterina ha imparato a perdere ogni insicurezza, a rimandare le decisioni sgradevoli e ad accettare le partite della vita in cui per gli altri, i familiari o il fidanzato Riccardo, lei è solo una pedina.

Sa bene, Caterina, che una logica spietata impedisce alle cose di cambiare, e che il suo destino è già scritto: nonostante ora sia a un passo dalle Olimpiadi, sua madre ha deciso che dovrà essere una farmacista, nella migliore tradizione di famiglia.

Quando però una variabile imprevista irrompe nel suo mondo, tutto sembra andare in frantumi e a nulla servono gli sforzi di nonna Ines, che è arrivata da Taranto illudendosi di poter incollare i cocci.

Nel romanzo Lo sbaglio, sullo sfondo di una Lucca assonnata e infelice, impietoso specchio della provincia italiana di oggi, Caterina capirà che forse una via d’uscita c’è ma che, proprio come il suo idolo Paul Morphy, l’ultimo scacchista romantico, dovrà osare e rischiare tutto contro ogni logica, senza farsi dominare dalla paura.

Perché a volte la vita stessa è una crudele partita a scacchi in cui anche la mossa apparentemente più insignificante può rivelarsi fatale.

Titolo: Lo sbaglio
Autore; Flavia Piccinni
Edizione: Rizzoli, 2011

 

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