Lo stile barocco nella musica di Bach e Haendel

Lo stile barocco nella musica di Bach e Haendel

Lo stile barocco nella musica di Bach e Haendel

a cura di Gianna Ferro

 

Barocco

Il Barocco è un movimento culturale che abbraccia un periodo che va dal 1600 al 1750, circa.

Questo periodo è caratterizzato dal grande sviluppo della musica strumentale: la scrittura rigorosamente polifonica, in cui tutte le voci hanno la stessa importanza; si afferma la monodia accompagnata e l’incontro delle parti in senso verticale che determina lo sviluppo dell’armonia.

Coinvolge le arti figurative, ma, dunque, anche la musica, la letteratura e la filosofia.
Sull’origine del nome c’è chi lo fa derivare dal francese “baroque”, che significa “bizzarro” e chi dal portoghese “barocco”, nome dato a una perla irregolare.

Nata con la monodia accompagnata, la musica del Barocco si sviluppa il basso continuo: una linea più grave di una composizione, sopra la quale gli strumenti con possibilità polifoniche realizzavano estemporaneamente, durante l’esecuzione, gli accordi adeguati.

Parallelamente alla musica strumentale, si affermano, nel Barocco, in campo vocale i generi dell’oratorio, della cantata e del melodramma.

La musica barocca mostra la sua sfarzosità con elementi significativi del tempo: cambi di tempo, passaggi di grande virtuosismo, l’uso del contrappunto e della fuga e il senso d’improvvisazione.

Quella del Barocco diviene così l’arte dei sentimenti e delle emozioni che saranno, alla fine del secolo, così esasperati che rasenteranno la sdolcinatezza e la frivolezza.

Johan Sebastian Bach e Georg Friedric Haendel rappresentano il momento culminante della musica del Barocco; sono le due massime personalità del periodo, la sintesi dei suoi valori e dei suoi contrasti.

Mentre Bach rappresenta l’anima mistica del barocco, raccolta in una pietà devota, volta a perfezionare fino all’estremo, attraverso un lavoro paziente, tenace e silenzioso l’arte e le forme del passato, polifonia, contrappunto, fuga;

Handel rappresenta invece l’anima realistica, esuberante, affacciata nel presente e avida di novità, di modernismo e di successo, attraverso l’omofonia, il melodramma, il concerto.
Bach sintetizza il passato, riassumendo tutta l’arte contrappuntistica; Handel abbraccia il presente, seguendo tutte le esperienze contemporanee al suo tempo.

La vita di Johan Sebastian Bach è quella di un onesto e laborioso organista tedesco del nord.
Nasce a Eisenach (Turingia) nel 1685 e morì a Lipsia nel 1750.
In Bach confluiscono le due scuole organistiche della Germania del nord e quella del sud: la prima un’arte severa, la seconda amava i forti contrasti di colori e di ritmo. Maestro della polifonia, il suo stile è intimo, il quale riassume tutta l’arte contrappuntistica del passato.


Variazioni Goldberg eseguite da Beatrice Rana

C’è un aneddoto che racconta l’origine di questa composizione per clavicembalo: il nome viene ricondotto al clavicembalista Johann Gottlieb Goldberg, brillante allievo di Bach, che era al servizio del conte Hermann Carl von Keyserling, il quale, soffrendo d’insonnia, chiese a Bach di comporre per lui una serie di variazioni per allietare le notti insonni.


6 Suite per violoncello solo BWV 1007-1012 eseguite da M. Rostropovich

Queste suite sono una parte essenziale del repertorio per violoncello, innanzitutto per le loro qualità musicali, in cui Bach evidenzia tutte le possibilità polifoniche dello strumento.

Mstislav Rostropovich suono’ l’11 novembre 1989 il violoncello davanti al muro di Berlino, che crollava, per festeggiare la fine della guerra fredda.

”Quel maledetto muro ha diviso la mia vita, e’ stata una lacerazione per il mio cuore. Nel 1974 l’Unione Sovietica mi ha buttato via come uno straccio, prima di allora non potevo suonare a Berlino Ovest, dopo non potevo andare a Berlino Est.

Quando il muro e’ crollato la mia vita si e’ riunita.

Non volevo suonare per la gente, ma per ringraziare Dio di quello che era accaduto. Quando sono arrivato li’ ho dovuto chiedere in prestito una sedia ad un abitante di Berlino.

Ho suonato arie con accordi maggiori perche’ ero felice, la mia vita si era riunita.

Poi ho visto un giovane ed ho pensato che per quel muro erano morte molte persone.
Allora ho suonato un’aria in re minore. Alla fine quel giovane si e’ messo a piangere” (Ansa it)

Georg Friedrich Haendel nasce ad Halle, in Germania, nel 1685, lo stesso anno di Bach.
Uomo onesto, retto e di sani sentimenti religiosi, Handel desiderava morire nel giorno del venerdì santo: si spense nel giorno del sabato santo del 1759.
La natura drammatica di Haendel si afferma vigorosa insieme al suo genio musicale.

Egli dà più rilievo agli elementi drammatici dell’azione più di quanto facessero gli italiani, sottolinea le situazioni gaie, comiche e patetiche, i suoi recitativi accompagnati appaiono come potenti pitture di stati psicologici.
Fu cosmopolita, seppe amalgamare tutte le esperienze vocali e strumentali con le quali era venuto in contatto. Meno intimo di Bach, più esteriore e mondana la sua arte, ma non meno sincera.

 


Messiah Messiah, HWV 56, Pt. 1: XII. For Unto us a Child is Born

L’argomento è l’attesa della nascita del Messia e il suo futuro destino in terra.

I testi sono tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento.

In realtà sulla vita di Cristo ci si limita a citare i passi evangelici sulla sua nascita.

L’argomento verte più sulla funzione del Cristo che non sul suo insegnamento o sulla sua vita.

La forma musicale dell’oratorio corrispondeva a quella di una specie di melodramma senza costumi e senza azioni, ma nel ‘Messiah’ l’aspetto drammatico è quasi assente.

“Per molti amanti della musica il Messiah di Handel è per l’oratorio quello che lo Schiaccianoci è per la danza classica”,

scrive il direttore d’orchestra Hogwood nelle note di una edizione del Messiah.

Tutta la musica europea, e particolarmente quella tedesca del Barocco, sarà debitrice delle ispirazioni e degli orientamenti tecnici di questi due grandi Maestri:

“Bach ricerca dentro di sé; Handel guarda intorno a sé”

 

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