La ricamatrice di Winchester – di Tracy Chevalier

Semplicemente, donne.

La ricamatrice di Winchester – di Tracy Chevalier

La ricamatrice di Winchester – di Tracy Chevalier

recensione di Emma Fenu

Winchester

 

La ricamatrice di Winchester è un romanzo di Tracy Chevalier, l’ultimo, edito da Neri Pozza nel 2020.

 

Donne in eccedenza.
Sono troppe e sono troppo.

Dopo la Grande Guerra, sono molte, troppe, le donne rimaste senza uomini, senza mariti, senza figli adulti, senza parenti maschi.

Donne senza custodia, le chiamavano nel medioevo, quando, per avere un minimo di libertà e riconoscimento sociale, si doveva essere vedove.

Quelle che destano più preoccupazione somo le nubili, destinate a invecchiare senza essere mogli e madri, ossia donne complete, oppure ribelli alla morale nell’intrattenimento di relazioni fuori dal matrimonio, nella generazione di creature illeggitime e, addirittura, nella pratica di sesso improprio, fra donne.

Donne in eccedenza.
Sono troppe e sono troppo.

Troppo belle, troppo sciatte, troppo spudorate, troppo riluttanti a concedersi, troppo indipendenti, troppo coraggiose, troppo desideriose di riconoscimento professionale equo, troppo fiere di soffrire la fame pur di vivere libere e adulte al di fuori di un contesto familiare castrante o meglio bambinizzante.

Che facessero la brave figlie di famiglia, occupandosi di madri, padri, fratelli e nipoti.

Violet, la ricamatrice di Winchester, è una donna in eccedenza.
Ha perso il fidanzato in guerra, ma non le è dato piangerlo: ha già la colpa di essere sopravvissuta all’amato fratello primogenito. Lui era un uomo. Gli uomini non sono mai in eccedenza.

Attraverso uno stile preciso e accattivante, che calibra dialoghi, descrizioni, passioni e maldicenze, Tracy Chevalier non delude, catturando il lettore in una comunità in cui uomini e donne, consapevoli della brevitas della vita – la guerra è il miglior memento mori – desiderano lasciare un segno di sè che non sia una medaglia al valore militare, ma all’arte.

Campanari e ricamatrici si impegnano rispettivamente in ore senza sosta di difficili e criptiche melodie e in cuscini per la preghiera.

Tutti rendono onore alla Casa di Dio, ma fondamentalmente, in quelle iniziali a bordo opera, raccontano una vita di intrecci e di piccoli nodi da nascondere sul retro del canovaccio, ed a essa vogliono dare risalto e senso.

Perchè nessuno è in eccedenza, di troppo o libero, reo di essere eccesivamente se stesso.

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Sinossi

Winchester, 1932.
A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella.

La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio.

Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze.

A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale.

Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli.

Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile.

Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro.

Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

A vent’anni dalla pubblicazione de La ragazza con l’orecchino di perla, Tracy Chevalier torna con un impeccabile romanzo, capace di evocare meravigliosamente l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta e di offrire al lettore una storia senza tempo che «renderebbe orgogliosa Jane Austen» (USA Today).

Titolo: La ricamatrice di Winchester
Autore: Tracy Chevalier
Edizione: Neri Pozza, 2020

 

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