Tinder sorpresa – di Laura Saija

Tinder sorpresa – di Laura Saija

Tinder sorpresa – di Laura Saija

Tinder

Mia nipote di 14 anni dice che sono vecchia perchè uso Facebook.

Ha preso il suo I-Phone e mi ha mostrato tutte le “app” che vanno di moda oggi. App, nel gergo contemporaneo degli adolescenti con
i jeans bucati e i capelli rasati da un lato, significa applications, ma loro credo che non lo sappiano.
Una cosa che non è cambiata in Italia dai tempi in cui io andavo al liceo è l’insegnamento dell’inglese: sempre 2 misere ore a settimana.

Gli studenti mica lo sanno che vuol dire app, mouse, PC!

Allora, tornando a mia nipote: mentre lei, tutta contenta, mi fa vedere Snapchat, TikTok, Spotify eTumblr – questo non riesco neanche a pronunciarlo io che parlo 8 lingue, come fa mia nipote?

Non potevano chiamarla “formaggio”? Arebbero evitato ‘sto scioglilingua.

Io, con aria di sfida, le dico che conosco un’ app che lei sicuramente non ha mai visto. O almeno, mi auguro.

“Tesoro, è una cosa per i grandi quindi te la faccio vedere, ma non la puoi scaricare finchè non avrai compiuto 18 anni. Ma a quel punto forse ci si incontrerà solo per videochat”.
Pensate che dovrei tenerglielo segreto? E perchè?

Mia nipote non ha il diritto di sapere con largo anticipo che dopo i 35, gli uomini, li potrà incontrare solo su Tinder?

E inoltre, nel 2041 le sue amiche saranno sposate con uomini di Tinder; ai miei tempi faceva scandalo che avessi incontrato il fidanzato in Erasmus. Tutte saranno anzi, sposate per la seconda volta! E io, divorziata, se continuo così…Poichè siamo cocciute noi donne: se una volta non ha funzionato, ritenta la seconda, sarai piu’ fortunato.
Fortunato, come quell’incontro che ho fatto a Luglio di 4 anni fa.

Alessio su Tinder aveva pubblicato delle foto carine di lui in montagna, in cucina con un grembiule simpatico, in un bar con una chitarra in mano. Sembrava un tipo carino, anche se la faccia non la vedevo proprio bene.

Navigare su Tinder è come andare al supermercato. Sai cosa cerchi, ma nel frattempo hai visto talmente tanti altri prodotti che hai riempito il carrello di tutto, fuorchè di quello che cercavi.

Credo che la maggior parte degli uomini a cui ho dato il mio ‘like’, li abbia trovati mentre ero seduta sul WC a fare i miei bisogni. Quindi se qualcuno di voi per caso fosse qui in sala… ecco, che non si monti troppo la testa!
Vi raccontavo di Alessio.

Mi dà appuntamento in un baretto vicino a Piazza Santo Stefano alle 5 del pomeriggio di sabato.

Si muore di caldo a Bologna; vado a Bologna ogni due mesi per lavoro.

Per fortuna ho fatto la ceretta alle gambe qualche giorno fa e posso mettermi la minigonna. No, cambio idea, pantalone di lino beige tipo esploratore che va a fare il safari.

Sembro in pigiama? Ma chi se ne frega, tanto sarà uno dei soliti ingegneri noiosi senza interessi a parte il computer.

E io non ho tempo da perdere, sono a Bologna solo per qualche giorno, se non sei di compagnia, caro Alessio, me ne torno in albergo. Indosso occhialoni da sole e un cappello di paglia comprato a Tenerife: sembro una turista inglese, ma la mia è una tattica… se vedendolo da lontano non mi piace, potrei decidere di girare l’angolo e manadre all’aria l’appuntamento.
Invece davanti al bar c’è uno alto, ben piazzato, senza sandali coi calzini bianchi, tipo i tedeschi – mi è capitato pure quello – e una bella chioma folta!

Eh, perchè mentre le donne riempiono le loro foto di filtri prima di pubblicarle su Tinder – tutte con gambe snelle, pelle vellutata e tette sode – i maschi hanno la tendenza, per non chiamarla ossessione, a pubblicare foto di 15 anni prima quando avevano i capelli.
Su Tinder, donne, non ce n’è uno che non sia pelato. Tranne Alessio.

Che per stasera, mi dispiace per voi, è impegnato con un’esploratrice inglese in missione a Bologna. Ci sediamo e ordiniamo una bionda e uno Spritz.

Cominciamo a chiacchierare come se ci conoscessimo da anni, nessun imbarazzo.

ùDoùpo due ore di chiacchiere siamo nel bel mezzo di una delle più belle sc…serate, s-e-r-a-t-e- della mia vita! Solo che, ahimè, ci rendiamo conto che io non sono la sua Sara e lui non è il mio Alessio. Siamo la coppia sbagliata, avevamo appuntamento con Alessio e con Sara, invece siamo Laura e Luigi.

E non importa, sarà il karma per una volta!

***

A Bruxelles mio marito si lamenta che le tasse quest’anno sono aumentate di nuovo e che i lavori in casa procedono con una lentezza degna del Pole Pole africano.

Io sono troppo impegnata a organizzare i miei regolari viaggi di lavoro in Italia; la conferenza internazionale a Bologna mi prende tutte le energie e non ne posso più delle lamentele di Mauro. “Che vuoi bello mio, che le tue lagne sulla finanza belga cambino qualcosa?!”.
Mi chiedo come sarebbe stato se fossi veramente andata a farlo quel giro del mondo con Luigi.

Mi consola vederlo ogni 2 mesi a Bologna.

L’appuntamento ce l’abbiamo sempre lì, fisso da anni, al baretto di Santo Stefano. Poi andiamo puntualmente a casa sua.

E’ un po’ ingrassato ultimamente, ma non perde un capello. Qualche filo grigio di barba c’è e secondo me lo rende ancora piu’ affascinante.

Da quando è tornato dal suo ultimo viaggio in Nepal ha anche trovato una fidanzata, una tipa spagnola carina, capelli neri e lentiggini, studentessa in Erasmus credo, giovincella per lui, ma in fondo lui ha un animo da ragazzino.

Mi vorrebbe persino presentare i suoi genitori. “Pazzo, che gli dici che sono la tua amante di Tinder, l’amica ‘con benefits’ da più di 4 anni? Lascia stare Luigi, anzi, stai zitto che mi sta telefonando Mauro, sicuramente è scoppiato un altro tubo a casa a Bruxelles.
Pronto, amore?”

***

Cilecca, Mauro ha fatto cilecca ieri sera per la prima volta.

Una performance così scarsa non capitava da dopo che aveva preso la varicella al terzo anno di università. Forse è colpa mia. Sto perdendo interesse per lui.

L’amore cambia e dopo tanti anni di matrimonio non troviamo piu’ quel pepe di prima. Dopo Luigi, soprattutto, ma che vuoi fare, Mauro?

Le relazioni extraconiugali, l’ho sempre sostenuto, salvano i matrimoni, anche quelli più in crisi. Anche ai tempi di Tinder.

 

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