Quasi padre – di Christian Bergamo

Quasi padre – di Christian Bergamo

Quasi padre – di Christian Bergamo

intervista a cura di Emma Fenu

Quasi padre

 

Quasi padre è il primo romanzo di Christian Bergamo edito da Longanesi oggi, 19 marzo 2020, in occasione della festa del Papà.

Sono capitata, seguendo un suggerimento di un’amica, nella pagina Facebook di Christian Bergamo, Quasi padre: ha più di 20.000 follower, ma non la conoscevo.

Scorsi i primi post e fattami un’idea, ho proposto un’interista contattando l’autore tramite Messenger.

Dopo due ore, avevo già letto il libro, mi ero emozionata, avevo inviato le domande e una manciata di vocali e mi ero raccontata, ricevendo una sincera risposta professionale e umana.

Il romanzo Quasi padre mi ha conquistata.
È un diario intimo ma non stucchevole, commovente ma divertente, maschile ma lontano da stereotipi, paterno ma scanzonato.

Senza la paura di svelare dubbi, contraddizioni e fragilità, Christian Bergamo ci porta nell’Eden delle prime volte, passando dalla Genesi fino alle parole di Mark Twain.

Un Lui e una Lei si incontrano nella conoscenza del bene, del male e di se stessi, danno nome e forma alle emozioni, scoprono con stupore l’essere uomo e donna, crescono ogni giorno, seguendo il ritmo del battito del cuoricino nel ventre.

Siete pronti a partire per in’avventura iniziata con Adamo ed Eva, un’avventura mai scontata, un’avventura che è mito, passato, presente e futuro?

Quale avventura? La vita.

Benvenuto nel nostro salotto, caro Christian, e tanti auguri per la festa del Papà. Come definiresti maternità e paternità? E come femminilità e mascolinità?

Grazie Emma, sono felice di essere con voi.
Credo che un genitore debba essere in grado di svolgere entrambi i ruoli, così come una persona dovrebbe avere entrambi gli aspetti sviluppati.
Etichettare è soltanto un modo per marcare il territorio e non approfondire ciò che accade al di fuori di esso.
Da uomo posso dirti che la maternità è un dono che a noi purtroppo non è concesso (l’attesa, il legame e tutto il resto), mentre la femminilità è un punto di vista sul mondo che è un vero peccato tralasciare.
Paternità e mascolinità, invece, sono due parole che andrebbero smussate e alleggerite, così davanti una birra ci sentiremmo tutti meno impacciati e impostati.

Come è nata l’idea di scrivere Quasi padre? Ci racconti il concepimento e il parto del tuo progetto?

Stavo per diventare padre dopo un lungo periodo di crisi individuale.
Mi venne consigliato di scrivere, sarebbe stato terapeutico buttar giù le sensazioni che provavo durante il percorso.
Lo feci per gioco su una pagina Facebook anonima, mi sarebbe servito per un confronto con chi non sapeva chi fossi.
Non avrei messo foto né invitato amici a seguirmi: erano cose troppo intime per poterle condividere con chi mi conosceva.
Dopo soli cinque mesi, c’erano seimila persone a leggermi quotidianamente (compresa mia moglie, lei sì).
Continuai per tre anni senza mai rivelarmi, poi si è affacciata l’editoria di crowdfounding per un progetto che mi incuriosì.
Avrei avuto cento giorni di tempo per raggiungere un numero di vendite che mi consentisse di pubblicare il libro che stavo finendo di scrivere. In 42 ore si chiuse la campagna (e mia mamma nemmeno lo sapeva) e allora Longanesi ha deciso di acquisirne i diritti. 

Scegli tre aggettivi per descrivere la generazione dei trentenni, ossia la tua generazione.

Spaesata, frettolosa, malinconica.

Forse userei gli stessi aggettivi per i quarantenni!

Perché si decide di fare un figlio? 

Per noia, per egoismo, per rimediare a una crisi di coppia, per una motivazione in più, per dispetto, per il proprio partner, per un’esperienza nuova. Non lo so perché fare un figlio è una di quelle mode che non passa mai.
Io ho fatto un figlio senza sapere effettivamente cosa volesse dire, quindi per incoscienza. Oggi posso dire che è stata una delle cazzate più belle che ho combinato.

Cosa vuoi insegnare al tuo bambino? Cosa hai imparato dalla vita?

A mio figlio vorrei insegnare la lentezza. Nell’assaporare, nel sapere aspettare, nel riuscire a godersi davvero le piccole cose.
Io ho imparato un sacco di roba che il più delle volte non so mettere in pratica, una degli ultimi insegnamenti è che i momenti negativi possono essere opportunità.
Ecco questo credo che sarà il mio mantra per il periodo assurdo che stiamo vivendo.
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Sinossi

Anche gli uomini aspettano un bambino.
Lo fanno tormentandosi, con la malinconia dei traguardi quasi raggiunti, la paura di non essere all’altezza, l’imbarazzo di sentirsi inutili e l’ansia di non darlo troppo a vedere.
Anche gli uomini a modo loro partoriscono.
Digrignano i denti, forzando un sorriso fintamente rassicurante e provano un millimetro alla volta a dare alla luce il papà che saranno, quell’essere mitologico che conosce tutte le risposte, non ha paura di nulla e sa usare un crick.

Questa è la storia di un Lui che insieme a una Lei percorre la strada che lo porterà a diventare padre e nel frattempo a girare intorno a sé stesso e alla propria vita, tra paranoie, riflessioni e bicchieri di gin tonic.

Un Lui che scalpita, si nasconde, cade, simula entusiasmo davanti all’ennesimo pigiamino ricevuto in regalo.
Un Lui poco più che trentenne che ricorda ancora bene com’era essere figli, non ha idea di come si faccia a fingersi padri in modo convincente, ma ha intenzione di scoprirlo un po’ alla volta.
Titolo: Quasi padre
Autore: Christian Bergamo
Edizione: Longanesi, 2020

 

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