Il respiro dell’isola – di Giovanna Pandolfelli

Il respiro dell’isola – di Giovanna Pandolfelli

Il respiro dell’isola – di Giovanna Pandolfelli

Recensione di Anna Fresu

 

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Lampedusa, un’isola che respira nelle storie delle tre protagoniste: Angela, Adele, Amina.

Respiri diversi, come diverse sono le loro vite, le loro personalità.
Due di loro, Angela e Adele, sono amiche da sempre, si spalleggiano, si accompagnano, si inseguono, si scontrano.
Angela, più introversa, non bella, con un handicap fisico che ne ha segnato l’infanzia negandole un destino da bambina, un futuro – forse – da madre; ma che, grazie a questo, la renderà più libera, libera di giocare come un maschio, correre, saltare, arrampicarsi; libera – anche se, inizialmente, non per sua scelta – di studiare; libera di lasciare l’isola.
Adele, poco portata agli studi, bella e provocante, cosciente del fascino che esercita sugli uomini e abbastanza audace, se pur di nascosto – per quanto lo consenta il vivere in una piccola comunità – da sfruttarlo per costruirsi un futuro che la strappi alla sua condizione di povera figlia di pescatori.

Il destino delle due amiche sfuggirà però a tutte le previsioni, personali e familiari.

Il ritorno all’isola sarà necessario e desiderato.

L’isola, fino a poco prima tagliata fuori dal mondo ma che il mondo, gli altri, raggiungeranno a forza, spinti dalla necessità, dalla ricerca di un futuro anche a rischio della vita.
Cambiamento che metterà alla prova le due amiche e l’intera isola, che sarà prova di apertura, di accoglienza, di solidarietà e, a volte, di chiusura, di rifiuto.
Cambiamento che porterà nella vita di Angela, divenuta medico, Amina, giovane nigeriana fuggita da privazioni, torture, violenza, stupri di cui lei non parla e che l’autrice ci lascia però intuire.
Amina che rifiuta di confrontarsi con il suo passato.
Angela, che si trova ad affrontare la pietà e il suo desiderio di maternità.

Gli aromi, le piante, marcano similitudini e differenze, sensazioni e sentimenti; profumano i corpi e gli accadimenti; sanno di origano, capperi, peperoncino; si separano e si mischiano, danno sapore alla vita.

Realtà e sogno, verità e finzione, scandiscono il tempo dei personaggi, soprattutto la relazione fra Angela e Mariasole, sua figlia; aiutano a capire, a
svelare la storia.

Mariasole, la figlia di Angela, e Laila, la figlia di Adele, sono il segno del nuovo che arriva nell’isola -e non solo-, sono il domani, sperando che sia per un mondo meno statico ed egoista.

Giovanna Pandolfelli tende i fili del racconto con sapienza e abilità, conducendoci dove lei vuole, lasciandoci trasportare, con gioia, all’interno delle
vicende narrate, facendoci amare l’isola e i personaggi anche nelle loro contraddizioni.

Le citazioni dall’Orlando furioso dell’Ariosto, all’inizio di ognuna delle tre parti di cui si compone il romanzo,  descrivono perfettamente la bellezza, la forza e la violenza dell’isola e del suo mare; così come i bei disegni di Flavia Filpi che si inseriscono nella narrazione e la arricchiscono.

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Sinossi

Angela, Adele, Amina. Tre donne le cui vite si intrecciano sulla stessa Isola.
Andare e venire, partire e tornare, perdersi nel continente.

Eppure il respiro costante dell’Isola alita sulle loro esistenze tanto da farle sentire d’un tratto, in un modo o nell’altro, isole esse stesse.

Un vento che trascina con sé odori e sapori: origano, capperi e peperoncino condiscono quella che, pagina dopo pagina, può essere letta come una storia universale, un messaggio di speranza per chi valica i confini della (in)certezza muovendo verso mete imprevedibili e trovando, perché no, un briciolo di serenità dall’altra parte del mare o semplicemente facendo un giro attorno all’isola in cui in fondo ha sempre abitato.

Titolo: Il respiro dell’isola
Autore: Giovanna Pandolfelli
Edizione: Kalós, Palermo 2020
Illustrazioni di Flavia Filpi

 

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