“L’inganno perfetto” di Silvia Bodini

“L’inganno perfetto” di Silvia Bodini

Josh osserva Amanda truccarsi.

È domenica e hanno passato la giornata seduti sul divano, guardando la tv e scambiandosi a malapena qualche parola. 

Da qualche mese la sente distante, teme che abbia un altro.
Anche questa sera, infatti, uscirà con la compagnia teatrale nella quale recita da un anno. Lui se ne starà a casa, solo come un cane. Fortuna che sua madre ha insistito perché passasse da lei, almeno per un caffè dopo cena. Non hanno avuto un rapporto facile i due, ma negli ultimi anni si sono riavvicinati e di questo Josh ne è felice. 

«Non credi sia troppo provocante questo vestito?» chiede ad Amanda, preoccupato dalla scollatura del tubino rosso che indossa.
«Josh, quante volte te lo devo dire che mi vesto come voglio?!» risponde lei scocciata.

«Certo, è solo che… con anche quel rossetto… non so… mi sembri tanto appariscente. Non vorrei che qualcuno si faccia strane idee» aggiunge, quasi intimorito.
«Strane idee? Ma vuoi smetterla con queste paranoie? Te l’ho detto: se continui così finisce male!» urla Amanda. 

Desolato dalla scarica di rabbia subita, fa per tornarsene in sala, quando la sua attenzione è catturata dal telefono di lei, posato su un mobile del corridoio. C’è una lucina che si spegne e accende a intermittenza, il che significa nuovi messaggi.
Digita il codice: 030615. Codice errato. 

Avrà sicuramente sbagliato a pigiare qualche tasto.
Lo digita di nuovo: 030615. Niente da fare.
Amanda deve averlo cambiato nelle ultime settimane, probabilmente da quella brutta scenata di gelosia che lui le fece a inizio maggio, dopo la prima dello spettacolo.
Allora ci aveva visto lungo! 

Non esagerava quando l’aveva accusata di tradirlo con quel Mark. Gli sguardi d’intesa che quei due si scambiavano erano realtà e non frutto della sua gelosia. 

Del resto non era iniziata proprio così la loro storia d’amore? Con cene in compagnia dove i loro occhi si cercavano senza filtri? Con bugie e sotterfugi? Con lei sposata ad un uomo che non amava più ma non sapeva come lasciare?
Josh è in stato di shock. Si infila di fretta la giacca, sbatte la porta, corre in auto e mette in moto. 

Nel frattempo, Mary sta sistemando la casa mentre aspetta il figlio: il suo amato e adorato Josh. Ripensa a quando, poco più che ventenne, scoprì di essere incinta. Era terrorizzata e disperata ma le bastò qualche secondo con quello scricciolo tra le braccia, per capire che quello era il dono più bello ricevuto in vita. Lo avrebbe protetto, contro tutto e tutti.
D’improvviso i suoi pensieri vengono interrotti dalla porta che si apre.

«Ciao Mamma» la saluta, triste, Josh. 

«Tesoro, eccoti finalmente! Sediamoci in cucina, il caffè è pronto» dice Mary sorridendo, nella speranza di tirarlo su di morale.
Si rende presto conto, però, che non c’è sorriso di mamma che tenga quando è l’amore a fare male. Sa che le cose con Amanda non vanno bene e, purtroppo, lo aveva capito da subito che quella non era la donna adatta a lui. Una madre certe cose le sente. 

E proprio questa sera Mary ha una brutta notizia da dargli. Probabilmente lo annienterà, ma si fa forza: si era promessa che l’avrebbe protetto ad ogni costo.
«Ecco Josh, c’è una cosa che vorrei dirti. L’altro giorno, mentre passeggiavo sul lungomare, ho visto Amanda in spiaggia con quel tale… Mark. Non so come dirtelo, erano abbracciati e lui a un certo punto l’ha baciata».

Nel frattempo, dall’altra parte della città, Amanda guida l’auto pensierosa.
È dispiaciuta, forse non avrebbe dovuto urlare in quel modo, forse questa sera non sarebbe dovuta uscire con i colleghi di teatro. Non si riconosce più, in questi ultimi mesi sta sbagliando troppe cose.

 

Mary osserva il figlio salire in auto e confondersi nel traffico della città. Non può sopportare l’idea di vederlo soffrire, ma doveva dirgli quello che aveva visto. Doveva sapere la verità su Amanda.

Si dirige in salotto e  prende tra le mani la cornice che contiene la foto del figlio con la moglie, appena sposati, sulla spiaggia di Malibù.
Osserva disgustata quella ragazza dai capelli raccolti e il viso truccato.
«Il mio Josh meritava molto di più di una donnaccia come te» dice ad alta voce.
Dopodichè nasconde la cornice nel cassetto del mobile e la sostituisce con una che raffigura Josh nel giorno della sua laurea. 

Amanda nel frattempo è arrivata al ristorante. Prima di scendere dall’auto promette a se stessa che farà il possibile per far funzionare il suo matrimonio. Sta persino organizzando una sorpresa per lui, ragion per cui ha recentemente cambiato codice al telefono.
In fondo sa che Josh la ama, è solo un uomo con un passato duro, fatto di trappole mentali costruite dalla malattia della madre, Mary. La terapista di sua suocera, del resto, li aveva avvisati: riavvicinarsi a lei sarebbe stato rischioso per l’equilibrio mentale di Josh, ma lui non se la sentiva di abbandonarla di nuovo. Ora che era adulto, poteva gestirla, si era detto. 

Mary torna in cucina, versa dell’acqua nel bicchiere e rovista nel mobiletto delle medicine, alla ricerca degli antipsicotici che il Dr. Cohen le prescrive ogni mese. Servono per tenere a bada i sintomi della schizofrenia paranoide che le è stata diagnosticata poco dopo la nascita di Josh. Una malattia che ha segnato il rapporto con il figlio e che lo ha reso insicuro e paranoico soprattutto nei rapporti con le donne. 

Beve un sorso, dopodichè butta la pasticca nella spazzatura.
Deglutisce, convinta di aver assunto il medicinale e, forse, ancora più convinta di aver fatto la cosa giusta per il figlio. 

È una storia, questa, che si ripete da un anno, da quando quella strega di Amanda ha sposato il suo Josh. 

Avendo smesso le cure, Mary non distingue più tra realtà e finzione e, così, senza accorgersene, ha creato l’inganno perfetto. 

La scena in cui Amanda bacia Mark è esistita solo nella sua mente, ma lei ha piantato un seme in quella di Josh. Un seme che, nella testa di uomo equilibrato potrebbe non valere niente, ma in quella di suo figlio potrebbe divenire una pericolosa realtà illusoria.      

 

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