Ignari di tutto – di Roberto Balsarin

Ignari di tutto – di Roberto Balsarin

Ignari di tutto – di Roberto Balsarin

recensione di Loriana Lucciarini

ignari

 

Dopo l’ottimo esordio con il romanzo Ombre di cuoio, Roberto Balsarin con Ignari di tutto realizza un’eccellente prova narrativa di racconti brevi. 

Si conferma autore emergente tra i più talentuosi e capaci della narrativa contemporanea italiana.

Prendete una pellicola in bianco e nero.
Campo lungo su una sera di primavera.
L’inquadratura stringe, punta alle finestre di un palazzo. Zoomata sulle luci accese, carrellata sulle finestre aperte, le tende scostate si muovono alla brezza leggera.

Interno notte, il flash è un primo piano su un posacenere con le cicche spente.

Altro flash, una biscottiera panciuta, appoggiata sul tavolo di una cucina. Poi peluche di bambina, luci soffuse, stelle fluorescenti al soffitto. Ancora, un pigiama su una sedia, la manica destra ha il polsino è scucito.

Cambio: scarpe sfilate, calciate vicino a un letto. Merletti e centrini, un santino, una candela.

Nuovo stacco, una bottiglia di whisky, un libro. Pillole nel bagno, un rasoio. Orecchini e rossetto su un comò, accanto a una foto.
Le sequenze durano pochi istanti, si accavallano; in sottofondo musica jazz.

Lo sguardo attento dell’autore dirige le storie come un regista di noir in bianco e nero.
Sceglie inquadrature sbieche, primi piani senza filtri, luci fredde e ombre dense per descrivere pensieri e gesti trattenuti.

Coglie la voglia di volare che non si libera, fissa occhi bassi e sudore e pianto.

Punta a ricordi di sole e giorni di pioggia, giorni a metà e futuri sbiaditi.

Racconta di sguardi incolori, quasi sfuggenti e di pensieri mai davvero pensati.

Riparte il film. I flash evocativi ci inducono a immaginare la vita nelle case degli altri.

…Il quarantenne inquieto del primo piano, che scrive poesie sperando di afferrare un amore sognato che non è quello immaginato. Lui ha la faccia graffiata d’infelicità e un sogno già finito.
…Dai vetri dell’appartamento del terzo piano s’intravedono quadri colorati da una felicità bambina, appesi al muro come un “non dimenticare mai” che è monito, memento e benzina per andare avanti, un passo dietro l’altro, attraverso momenti avari di gioia.

“Era mia abitudine attardarmi tra le sponde fino a rimanere l’unico umano nel turbamento che regala la solitudine. Sospiravo riconoscente, convinto che fosse un privilegio far parte dello scenario.

M’immergevo, galleggiando nell’ansa a ridosso di uno sperone di roccia.
Una parte del viso fuoriusciva dall’acqua, incorniciando i lineamenti come un quadro. Il respiro si faceva regolare, gli occhi guardavano oltre l’azzurro dell’aria, verso le nuvole lontane. Non distinguevo più i confini che separavano cielo, acqua, alberi. Sembrerà strano ma, talvolta, e per pochi istanti, riuscivo a scorgere lo spessore della gioia, quasi fosse un evanescente lenzuolo sopra di me.”

…L’alloggio accanto è fatto di niente, ha esistenze trasparenti, dunque inconsistenti. Fantasmi che passano accanto veloci, senza spessore.
…Al decimo piano eccoli lì, l’uomo in giacca e cravatta e la donna con la scopa in mano. Lui ha il viso da perdente ma occhi da predatore.

Lei invece si porta dietro una passato in una valigia che ha provato ad abbandonare in un angolo della stazione, ma che rimane dentro, non va via.

“La solitudine di un uomo si riflette nelle camere stropicciate, nella piega amara delle sue labbra, sul solco biancastro nell’anulare della mano sinistra, scavato da una fede nuziale rigirata per anni e ora gettata dentro un cassetto. La solitudine di un uomo chiude la porta di casa, la sera, come se fosse l’ultima persona a entrare.”

 

Stacco. Cambio di inquadratura. Di nuovo esterno. L’obiettivo si allarga. Panoramica.
La notte è tiepida e cheta ma questo è un film noir in bianco e nero, e le luci e le ombre piombano dritte sui visi disegnando spietate realtà. L’inquadratura non edulcora, straccia veli, scopre verità. Le rughe diventano sentieri di una vita, percorsi tra i “vorrei” e i “non posso”. I sogni si intravedono tra fotogrammi di presente incolore. Le esistenze al buio cercano la luce ma sanno vivere solo nell’ombra, incapaci di fare i protagonisti, forse neanche buoni a far da comparsa.

Non ci sono infatti primedonne negli otto racconti di Roberto Balsarin. In Ignari di tutto non ci sono vincitori.
Ma Roberto Balsarin è un raccoglitore di anime, le prende in custodia, non le giudica.

Le accompagna per un po’ e poi ce le riporta, cesellando parole scarne per arrivare a restituirci la sequenza breve.

Nel suo verismo fatto di parole sembra manchi la speranza tuttavia, talvolta, inaspettatamente si aprono spicchi di luce. Come quelle pellicole noir
in bianco e nero dove bastava uno sguardo a raccontare una storia, dove basta un silenzio a riempire lo schermo.

Eccolo, lo spessore della gioia si è raggrinzito come me. Il tempo l’ha logorato, straziato, rammendato. Poco importa, in qualunque modo, come uno straccio, riesce ancora a proteggere i pochi sogni rimasti.

Link d’acquisto

http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/racconti/ignari-di-tutto.html

Sinossi

Otto racconti che narrano la terribile semplicità delle nostre esistenze: relazioni e amori mai sbocciati o che mutano inaspettati, luoghi di lavoro all’apparenza tranquilli, dove gli atteggiamenti cambiano repentini, la disperata e farneticante ricerca della felicità tra le coperte del proprio letto, angoscia e il tormento lasciato da chi parte per non tornare più.

I personaggi si muovono tallonati dalla solitudine, opaca compagna insediata tra i pensieri. Annaspano inconsapevoli tra le ore del giorno, talvolta rasserenati da qualche sprazzo ironico, molto spesso maldestri, nel goffo tentativo di sopravvivere quotidianamente agli eventi che la vita ci riserva.

Titolo: Ignari di tutto
Autore: Roberto Balsarin
Edizione: Arpeggio Libero editore, 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici + diciannove =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.