Ponti di corda – di Anna Fresu

Semplicemente, donne.

Ponti di corda – di Anna Fresu

Ponti di corda – di Anna Fresu

Recensione di Pier Bruno Cosso

 

I Ponti di corda di Anna Fresu (Temperino Rosso 2018) sono ponti di metafore. Sono poesie, e le poesie camminano su vie lastricate di metafore.

I Ponti di corda, quelli reali sospesi nel vuoto, attirano per il loro aspetto precario. Perché sono una sfida, una sfida precaria. Ma se li attraversi diventa precaria anche la tua vita.

Come attraversare il vuoto sulle ali della poesia.

Ne hai paura perché è instabile, non ci passi, e resti lì. Fermo sul bordo del burrone a invocarlo a distanza di sicurezza. Devi scegliere tra sicurezza e sensazioni che ti portano in alto.

L’autrice Anna Fresu lo ha attraversato per te e ti fa da spirito guida. Ma se ci passa un poeta è la prova che il ponte è davvero pericoloso.

Sono le sue visioni, sono i suoi dubbi sospesi nel vuoto che attirano.

Dalla prima poesia svela i suoi dubbi con una domanda retorica:

Saranno da poeta/questi versi/un po’ sghembi/scritti a sera/con la testa/posata sul cuscino?/O sospiri/sfuggiti/al sonno/quand’è quasi/mattino?

L’autrice è dentro quei versi. Gioca con le sua visioni. Ce le tratteggia in bianco e nero per giocare col chiaro e scuro. Luce e ombre negli stessi versi per chiedersi da che parte andare.

Ma è una domanda retorica, perché Anna Fresu è già sul ponte sospeso. Ha già risolto i dubbi, ha scelto la strada sospesa, ma ancora si interroga.

Ecco in questo interrogativo si sciogli il nodo della poesia.

La luce, la poesia, l’oscuro, le parole. Sceglie l’ombra, e all’improvviso uno scoppio di luce interiore, nella chiusa emblematica:

Ponti di corda/fra quest’IO/e il SONO

L’autrice cerca il modo di affermarsi con quelle ultime lettere tutte maiuscole. Quel verso urlato sembra un tentativo di convincere se stessa. Una corsa verso una luce, come un bisogno, e mai una certezza.

Così in un’altra poesia ritorna a giocare con luci e ombre. Cercando l’alba, ma venerando la notte.

È un risveglio/che sa di notte e pioggia./È la luce che sale./È un albeggiare/che nasce non dal sole/ma dall’anima

Dove sta lei? Dove sta chi attraversa i suoi ponti sospesi? I suoi Ponti di corda

Anna Fresu ce lo dice in un altro verso:

Quel vento che era voglia/di partire cercando/la bonaccia in un altrove

Ecco la direzione giusta. La via che l’autrice ci indica. È là, dove c’è ombra, dove c’è alba: è là in un altrove.

E il lettore resta affascinato da questa ricerca di un altrove. Forse ha bisogno di una pausa, forse deve abbassare le luci per riflettere. Forse quel altrove è dentro di noi. E per questo è difficile da trovare.

Ma è per questo ci sono i poeti.

Il bello di questi versi è che li senti immediati. Non sei rimandato su parole che vorticano prima di formarsi in un significato.

Questi versi ti indicano una strada lineare. Che porta in un posto semplice, fatto di dubbi e di speranza. In un altrove che non è sospeso, ma che è dall’altra parte dei Ponti di corda

Dove saranno/gli amorosi sorrisi/l’ira, lo sdegno/le carezze e i baci?/Dove i conflitti, i sogni le speranze?/Parole senza suono/echi lontani/di una vita oramai/fuori dal tempo.

Non bisogna complicare i termini. Non bisogna rombare frasi. La poesia qui è immediata, anche quando è in echi lontani fuori dal tempo.

L’autrice posta la poesia dentro di noi, dove c’è luce, dove c’è ombra, deve c’è un altrove. Dove c’è ombra, ricordo struggente e alba.

Link d’acquisto: http://www.temperino-rosso-edizioni.com/catalogo-casa-editrice/ponti-di-corda

Sinossi:

Ponti di corda, fatti a mano, col sudore della fronte, a volte all’improvviso, ponti unici, personali, ponti che si muovono, sospesi nell’aria, ma che resistono nel tempo e nello spazio, anche se sembrano fragili, costruiti per chi li userà, li attraverserà.

Ponti di corda / fra quest’IO / e il SONO.  Ponti verso la conoscenza dall’io del poeta, dallo spirito intimo, unico, individuale, verso l’esterno, il mondo, gli altri, perfino le emozioni e i sentimenti, le esperienze.

La poesia assume una funzione di intermediazione tra l’IO poetico e la conoscenza del fuori, non semplicemente contemplato ma vissuto, usufruito intensamente, intimamente

Titolo: Ponti corda
Autore: Anna Fresu
Edizione: Temperino Rosso, 2018

 

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