“Suburra – romanzo o serie TV?” di Serena Pontoriero

“Suburra – romanzo o serie TV?” di Serena Pontoriero

“Suburra – romanzo o serie TV?”

di Serena Pontoriero

Suburra è una serie TV apparsa su Netfix nel 2017. Il successo è stato immediato e travolgente e, tutti noi fan, aspettiamo con ansia la 3° stagione. 

Inizio quest’articolo scrivendo della serie TV perchè io ho scoperto dapprima la serie TV e, dopo aver divorato le due stagioni, ho letto l’omonimo romanzo da cui la serie è tratta. 

Sto per svelarvi qualcosa che scioccherà alcuni di voi: per una volta, la prima volta della mia vita, ho preferito la serie TV al romanzo. Il motivo è che la serie è una libera, molto libera, adattamento del romanzo per cui a parte l’ambientazione e uno, forse due, personaggi, le due versioni non hanno niente in comune. Si dice che la serie sia un prequel del romanzo ma io non credo a quest’interpretazione poiché le incoerenze sono molte.

La serie TV è magnifica e mi sono avvicinata al romanzo sperando mi portasse ulteriori elementi per ampliare il quadro di ciò che avevo visto alla TV, ma non è stato così.

La vicenda, in entrambi i casi, racconta la malavita e si svolge nella Roma dei nostri giorni. Per forza di cose, i dialoghi sono tutti in dialetto romano. In entrambe le versioni si parla di Spadino, di Cesare Adami, detto “er numero 8” e del “Samurai”, capo della malavita romana ed antico collaboratore della banda della Magliana. Questi personaggi sono implicati, in vario modo, nella costruzione di un grande progetto sul porto di Ostia, il Waterfront, per riciclare denaro sporco e far transitare ogni tipo di merce illegale. Ad essi si alleano o si oppongono altre sfere della pubblica amministrazione, prelati, prostitute, usurai e mafiosi.

Ma qui si fermano i punti in comune. 

Il romanzo è un poliziesco: il personaggio principale è Marco, un poliziotto, appunto, che conosce il Samurai, a seguito di un passato da adolescente turbolento. Grazie ad un gioco di piste risale al progetto del Waterfront e mette in atto dei tentativi di sabotaggio. Alla trama principale, si aggiungono trame secondarie: l’amore di Marco per Alice, una militante comunista; la vita del Samurai, le sue prediche filo-naziste e l’influenza che esercita su dei giovani in cerca di riferimenti; Nicce, detto il filosofo, che finirà per innamorarsi della sua vittima; il clan degli Adami, separato da una lotta fratricida. 

La trama del romanzo è dunque ricchissima e, forse, lo è a discapito della storia principale che fatica a venire fuori in questa moltitudine di intrecci sovrapposti. 

Suburra

La serie TV, che pure è ricca di personaggi e intrecci alla “Game of Thrones”, si concentra maggiormente sulla storia principale che non viene mai persa di vista. Ciò lascia più spazio all’evoluzione dei personaggi che risultano più ricchi e più reali. Ne apprezzo anche l’angolo, originale: quello di un’amicizia fra tre personaggi maschili che tutto sembra separare ma che la vita decide di unire nello stesso campo, il loro. L’amicizia fra uomini è un tema non molto raccontato, come se gli uomini avessero amicizie semplici e standardizzate. Suburra, la serie, sdogana questo cliché.
Le storie d’amore sono presenti, anche nelle forme più inaccettabili, fra le quali l’incesto, ma non la fanno da padrone.     

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Solitamente credo che le immagini televisive o cinematografiche ledano al potere dell’immaginazione, poiché le prospettive, così come l’aspetto dei personaggi, sono scelti del regista mentre, leggendo i romanzi, ognuno è libero di immaginarsi ciò che desidera.
Tuttavia, Suburra è un’eccezione: nella serie TV la vera, indiscussa, protagonista è Roma! Con i suoi scorci, i suoi bei quartieri e la periferia, il mare di Ostia e il fasto degli ambienti del Vaticano. Una Roma così reale e così sublime che le parole non bastano a descriverla.
La bellezza è ovunque: millenaria eppure afferrabile solo in istanti fugaci, fatti d’impressioni.
Essa transcende la parola e solo un cittadino innamorato può coglierne l’essenza. E cos’è la poesia se non l’impressione di catturare per un attimo ciò che va oltre i nostri umani limiti? 

La serie Suburra, grazie a una sceneggiatura eccellente, riesce a cogliere la poesia che è Roma. 

E, per un’espatriata come me, che ha il cuore sempre rivolto alla sua città natale, questo è il suo merito più grande. 

Romanzo: 

Link d’aquisto: 

https://www.amazon.it/Suburra-Carlo-Bonini/dp/8806237144

Sinossi: 

Una Roma lunare e sguaiata scenario di una feroce mattanza. Un Grande Progetto che seppellirà sotto una colata di cemento le sue periferie. Due vecchi nemici, un bandito e un carabiniere, che ingaggiano la loro sfida finale. Intanto, mentre l’Italia affonda, politici, alti prelati e amministratori corrotti sgomitano per partecipare all’orgia perpetua di questo Basso Impero criminale.

Titolo: Suburra
Autore: Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo
Casa editrice: Einaudi 

Serie TV

Sinossi 

Samurai è un criminale ossessionato da un progetto ambizioso: trasformare il lungomare di Ostia in una vera e propria Las Vegas. L’uomo ha un passato come membro della rinomata banda della Magliana e conosce gli esponenti politici giusti.

Netflix: https://www.netflix.com/fr/title/80081537 

Regia: Michele Placido, Andrea Molaioli, Giuseppe Capotondi

Colonna sonora: PIOTTA feat. Il Muro del Canto – 7 vizi Capitale https://www.youtube.com/watch?v=NKHYXng1KqA 

 

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