Amelia Edwards alla scoperta dell’Egitto

Amelia Edwards alla scoperta dell’Egitto

Amelia Edwards alla scoperta dell'Egitto

Amelia Ann Blandford Edwards (1831-1892) è stata una scrittrice, giornalista, suffragetta, pittrice, archeologa, egittologa e grande viaggiatrice inglese.

Figlia di un ufficiale britannico divenuto in seguito banchiere, Amelia Edwards venne educata in casa dalla madre, di origine irlandese, mostrando fin da bambina una promettente capacità letteraria. Scrisse il suo primo poema all’età di 7 anni e il suo primo racconto a 12. In seguito pubblicò articoli, poesie e racconti su di un gran numero di giornali tra i quali “Chamber’s Journal”, “Household Words” e “All the Year Round”, oltre ad articoli sui quotidiani londinesi “Saturday Review” e “Morning Post”.

Nel 1855 pubblicò il primo romanzo My Brother’s Wife, a cui ne seguirono molti altri, ben accolti dal pubblico, anche se il vero successo arrivò nel 1864 con il romanzo Barbara’s History, un racconto incentrato sul tema della bigamia, che consolidò definitivamente la sua fama di scrittrice.

Amelia Edwards alla scoperta dell'Egitto

A 30 anni, dopo la morte dei genitori, inizia a viaggiare. Non si è sposata e ha abbastanza risorse per essere indipendente. Inizia a esplorare l’Europa e racconta il suo primo viaggio in Belgio in Sights  and Stories: A Holiday Tour Through Northern Belgium nel 1862.

In seguito, intraprese un viaggio sulle Alpi che la portò a visitare le valli dolomitiche, raccontato nel libro Untrodden peaks and unfrequented valleys (Cime inviolate e valli sconosciute) del 1872. No si trattava certo di una rotta turistica e Amelia mette in guardia i suoi lettori:

I passi sono lunghi e faticosi per le donne a piedi e non dovrebbero essere affrontati da alcuno che non sia in grado di sopportare 8 o anche 10 ore a dorso di mulo”.

Viaggia con una compagna che le sarà a fianco tutta la vita, nominata sempre e solo con la iniziale L., con il mulo oppure a piedi. Sopporta il freddo, il fango, il caldo, le pessime condizioni delle strade o addirittura l’assenza di strade ma anche l’ostilità di abitanti e servitori. Nell’Italia di allora non sono viste di buon occhio due donne sole che vogliono raggiungere gli angoli inaccessibili delle montagne.

Nell’inverno del 1873, accompagnata da alcuni amici, partì per l’Egitto, affascinandosi alla cultura sia antica che moderna del paese. Partendo dal Cairo con un battello, chiamato dahabiyeh, viaggiò lungo il Nilo verso sud, vela o a traino quando incontrano le zone di secca e venti contrari, visitando Philae e raggiungendo Abu Simbel, dove il gruppo sostò per sei settimane; il viaggio durò in tutto 4 mesi.

Era meraviglioso svegliarsi ogni mattina sotto l’argine ripido e, senza alzare la testa dal cuscino, vedere, così vicina, quella fila di facce gigantesche stagliate contro il cielo. Apparivano già abbastanza sovrannaturali alla luce della luna, ma questo era nulla rispetto a quanto apparivano soprannaturali nel grigiore dell’alba.

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Quel viaggio fu decisivo per la sua vita: tornata in patria, Amelia Edwards scrisse un resoconto del viaggio egiziano, dal titolo A Thousand Miles up the Nile (Mille miglia sul Nilo) e da quel momento ebbe inizio il suo impegno attivo a favore della conservazione dei monumenti egizi contribuendo a fondare nel 1882 dell’Egypt Exploration Fund (diventato poi Egypt Exploration Society) insieme a Reginald Stuart. Si era infatti resa conto di come quei preziosi monumenti e i reperti ivi rinvenuti fossero oggetto di continue razzie da parte di esploratori senza scrupoli. All’epoca l’egittologia era una materia ancora sconosciuta; Amelia studia da sola i geroglifici, diventa una delle maggiori esperte, scrive sulle riviste accademiche, finanzia scavi.

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Amelia Edwards alla scoperta dell'Egitto

Il resoconto del viaggio sul Nilo, corredato di disegni e acquerelli, riscuote un enorme successo in una società in cui l’Egitto andava di gran moda ed era scelto come meta di luna di miele per giovani coppie audaci, come quella con cui viaggia Amelia. Lei però si avventura da sola in un periodo in cui nessuna donna viaggiava senza uno chaperon e in zone in cui non solo era socialmente disdicevole farlo, ma anche fisicamente pericoloso.

È un posto meraviglioso in cui stare soli -un posto in cui anche l’oscurità e il silenzio sono antichi, e il Tempo stesso sembra essersi addormentato.

Racconta paesaggi incantati tra dune cangianti e il fiume d’oro, spaventose tempeste di sabbia e meraviglie architettoniche che lasciano senza parole:

Io riuscivo solo a guardare, e a restare in silenzio.

Amelia Edwards alla scoperta dell'Egitto

Nel 1880 uscì il suo ultimo romanzo Lord Brackenbury, che si rivelò un nuovo successo e raggiunse le 15 edizioni.

La passione per i viaggi la caratterizzò sempre, tanto che due anni prima della morte partì per gli Stati Uniti, con un ciclo di letture di cinque mesi, i cui contenuti vennero in seguito raccolti in un libro intitolato Pharaohs, Fellahs, and Explorers.

Diventa un’attivista del diritto di voto alle donne sostenendo il movimento delle Suffragette e partecipando alla prima rivista femminista “English Woman’s Journal” e diventando vice-presidente della Society for Promoting Women’s Suffrage.

Riceve tre lauree honoris causa in America e una pensione in Inghilterra per i servizi resi alla letteratura e all’archeologia. La sua inesauribile energia subisce un duro colpo quando la compagna muore nel 1892. Pochi mesi dopo, il 15 aprile, anche Amelia lascia questa vita per le complicazioni di una influenza.

Dona all’University College di Londra la sua collezione di antichità egizie e un lascito per l’istituzione della prima cattedra in egittologia.

Amelia Edwards alla scoperta dell'Egitto

Ho trovato alcuni titoli di racconti in italiano: La carrozza fantasma, Il macchinista, È stata un’illusione, La storia di Salomè, Il nuovo passo, L’espresso delle 16,15.  Non mi risultano tradotti i romanzi mentre ho trovato disponibili i libri di viaggi.

 

 

 

 

 

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