“Amato papà” di Samanta Cinquini

“Amato papà” di Samanta Cinquini

Amato papà

“Amato papà” di Samanta Cinquini

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Amato papà.
Ero la tua “bambino”. No, non è un errore grammaticale. Ero Sam. Incosciente e così vicino al mio cuore, mi hai vista prima che potessero farlo le cellule. Giocavamo a carte. A biliardo. Stavo sui bordi, vicino al tappeto verde. L’odore delle sigarette, del Fernet, del legno, dei panini caldi con la mozzarella. Stavamo ai lati della chiesa. Guardinghi e, in qualche modo, cari alla mamma e alla sua fede. Le more, i serpenti, la pesca e Lele. Coloravamo i bicchieri di vetro e ci mettevamo le luci. Mi raccontavi dei morti, delle fantasmagoriche cicatrici sul braccio, d’un tempo della fuga, del collegio, dello scheletro di Chiuduno, dei ceffi sinistri, dell’infanzia, del tuffo nel fiume, il bagno nella vasca, dei tuoi amici… Mi sono fatta venire un mignolo storto per provarti quanto fossi coraggiosa. Ho quasi fatto il militare per sentirmi tuo figlio. E tu, quando ti dissi per la prima volta che amavo una femmina, a bassa voce, lontano dalle grida e dal dolore di mamma, mi dicesti: “Ho sempre saputo che ci piacciono le stesse cose”.

Poi il corpo cambia. E la volontà di Dio m’ha fatto donna. Lele, se n’è andato con i serafini. Hai continuato a parlare sempre meno. Ad abbracciarmi, quasi mai.

Eppure ormai la nostra storia d’amore era stata scritta.

Non esiste un padre perfetto. Una famiglia perfetta. Non esiste un rapporto senza qualche forma di dipendenza, o beata malsana condotta. Dobbiamo smetterla di voler aggiustare sempre tutto. La memoria e il futuro. Avere paragoni che si chiudono in una pellicola oppure in qualche alibi alla vita.

La nostra storia d’amore era stata scritta… e continua a scriversi.

Esiste mio padre. Esisti tu. Amato papà mio. E sei l’uomo che amo di più al mondo. E non me ne frega niente degli sbagli che hai fatto. Oppure degli abbracci che non riusciamo a darci. Adesso.

Ciò che conta sta nei nostri occhi. Quando di guardiamo. E lontano da ogni “idea” siamo esattamente sangue dello stesso sangue. E siamo la storia d’amore più grande dell’universo che continua…

Tanti auguri, amato papà mio…

 

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