Azzorre –  di Cecilia M. Giampaoli

Azzorre –  di Cecilia M. Giampaoli

Azzorre –  di Cecilia M. Giampaoli

recensione di Gianna Ferro

Azzorre

Azzorre è una storia vera, sofferta e un po’ taciuta.
Questo libro, edito da NEO nel 2020, vuole ricordarla, in maniera differente, attraverso le parole di una figlia che cerca la sua verità.

Il Boeing 707 della Independent Air, una sconosciuta compagnia aerea americana, decollato dall’aereoporto di Orio al Serio, Bergamo, con a bordo 144 passeggeri, compreso l’equipaggio, e diretto a Santo Domingo non è mai atterrato.
Quell’8 febbraio del 1989 tante persone erano partite sognando di trascorrere qualche giorno di vacanza in un angolo di paradiso, sotto il sole dei Caraibi. Doveva essere uno scalo tecnico, quello a Santa Maria nelle Azzorre, arcipelago al largo del Portogallo, per poi proseguire per Santo Domingo,ed invece il Boeing 707 si schianta sul Pico Alto, una montagna dell’isola.

Un errore del pilota, un equivoco con la torre di controllo, le cattive condizioni climatiche? Non si hanno risposte. Si sa solo che nessuno si è salvato.

Papà Giuliano amava l’estate e d’inverno era solito fare un viaggio in paesi caldi.  Cecilia era contenta perchè ogni volta che il suo papà tornava da un viaggio le portava un regalo. Quella volta Giuliano non era convinto di voler partire per Punta Cana e a Cecilia, che aveva sei anni, un po’ le dispiaceva perchè non avrebbe ricevuto nessun dono se papà non fosse partito.
Si era sempre sentita in colpa per questo.
Un pomeriggio qualunque nell’oreficeria Giampaoli e quel giorno c’era anche Cecilia. La mamma apprende dalla radio la tragica notizia e da lì fiumi di telefonate.
I telegiornali della sera di quell’8 febbraio del 1989 sono stati come una sorta di condanna a morte.

Sono passati venticinque anni dal disastro aereo e Cecilia Giampaoli, ora che di anni ne ha trentuno, parte per l’isola delle Azzorre.

“Non cerco spiegazioni, vorrei solo alleggerire i miei sentimenti.”

Il viaggio della resa dei conti, la necessità di voler fare una buona volta pace con quel luogo che le rimanda una verità ancora offuscata. Quella verità che cerca in tutte le storie raccolte su quell’isola. Incontra persone, nascono amicizie.

Cecilia vivrà pienamente quel luogo incantato, con dolore, con rancore, con rabbia, ma godrà anche di momenti di calma, di gioia e di speranza. Cecilia arriva in quest’isola per sentire ancora il suo papà vicino, per continuare ad aggiungere qualcosa alla lista dei ricordi che la legano a lui.
Quante storie ascolterà ed ognuna con un finale diverso, tanto da chiedersi:

“Ma quante storie in questa storia?”

Azzorre non vuole essere un’inchiesta, né trovare colpevoli.

I giorni trascorsi da Cecilia con persone, fino ad allora sconosciute, che l’hanno accolta, capita, consolata e coccolata, l’hanno resa una persona sicuramente più forte.
Forse ora è pronta per accettare pienamante il suo lutto.

“Il passato è passato ma il presente, prima di scivolare indietro anche lui, determina ogni futuro possibile.”

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Sinossi

Cecilia Giampaoli nell’agosto del 2014 parte per S. Maria delle Azzorre: l’isola che nel 1989 era stata scenario di un’immensa tragedia, in cui il suo papà Giuliano aveva perso la vita nello schianto dell’aereo su cui viaggiava, diretto a Punta Cana.

Cecilia parte con l’intento di scoprire quei luoghi e saperne di più.

Prima di arrivare a S. Maria, sosta a Lisbona dove l’incontro casuale con un sacerdote, Duarte, forse il fato chissà, le darà speranza:

“Le persone che muoiono non scompaiono, si manifestano in noi, nei nostri cambi di umore e in questo modo ci segnano nel corso della vita”.

Il mattino seguente si imbarca per le Azzorre. Quando arriva a S. Maria ad attenderla c’è una ragazza giovanissima, Teresa, con la quale Cecilia aveva preso contatti dall’Italia. Durante il tragitto Teresa le descrive il luogo che la ospiterà e le indica la montagna sulla quale avvenne il disastro.
Il giorno dopo il suo arrivo, Cecilia, su indicazioni datele da Teresa, parte alla scoperta dell’isola.

Il bar nella piazza centrale del paese sarà il suo piccolo rifugio; qui al suo pc scriverà il suo diario, in cui parlerà delle persone incontrate, dei loro racconti, del loro coinvolgimento, delle loro emozioni e delle proprie.
Teresa, Cesar, Costanza, Martin, Pedro faranno da tramite con le persone che Cecilia vorrà incontrare, che le parleranno di quella terribile notte, le mostreranno foto mai viste, ascolterà versioni diverse e a volte contrastanti. Visiterà l’aereoporto e la vecchia torre di controllo, da cui, quella tragica sera, erano forse partiti comandi sbagliati.

Cosa facevano il quel momento le persone che erano in servizio su quella torre quell’ 8 febbraio del 1989? Se lo è sempre chiesto.

Ma soprattutto Cecilia salirà sulla vetta del Pico Alto.
Ci sono ancora frammenti di aereo arrugginiti lassù, una lapide si erge per ricordare le vittime.
C’è silenzio, tanto silenzio.
Le persone di S. Maria, ormai amiche, condurranno Cecilia alla scoperta delle bellezze dell’isola. L’azzurro del cielo, le casine bianche, un mare meraviglioso. Un’isola ancora intatta.

“Una tempesta azzurra, fra il gesso delle nuvole e delle case.”

Cecilia resta un mese su quell’isola e il giorno della sua partenza è un giorno triste per Teresa e Costanza, le persone che hanno reso più leggero il suo soggiorno.

“Un viaggio perfetto” disse Cecilia alla madre, al suo rientro in Italia. Il suo viaggio, però, non è ancora finito, i suoi “vuoti” non si sono del tutto colmati.
Cecilia incontrerà un’altra persona. Colmerà quei “vuoti”?

“Perdono ora, e chiedo perdono”.

Titolo: Azzorre
Autore: Cecilia M. Giampaoli
Edizione: NEO, 2020

 

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