La vita invisibile di Euridíce Gusmão – di Martha Batalha

Semplicemente, donne.

La vita invisibile di Euridíce Gusmão – di Martha Batalha

La vita invisibile di Euridice Gusmão – di Martha Batalha

recensione di Tina Caramanico

Eurídice Gusmão

Euridice Gusmão è un portento di donna, piena di talenti che nessuno, nella Rio de Janeiro degli anni ’40, le concede di coltivare.

Suonare mirabilmente il flauto, cucinare ricette straordinarie, diventare la sarta più brava e più richiesta del quartiere, scrivere un libro e chissà quante altre possibilità le hanno stracciato di dosso prima la chiusa rassegnazione dei genitori e poi la debolezza querula del marito.

Così Euridice Gusmão ogni volta depone il suo progetto (non prima di aver comunque ottenuto un evidente successo) e si rintana pazientemente nell’unica veste che le viene riconosciuta, quella di brava figlia, brava moglie (sebbene il marito nutra sulla sua purezza prematrimoniale dubbi irrisolti) e brava madre.

Al destino di Euridice si oppone (ma anche gli corrisponde, come davanti a uno specchio) quello della sorella maggiore Guida: questa non ha l’intelligenza della sorella, ma è altrettanto lontana da quella opaca mediocrità che la società degli uomini vorrebbe per lei.

Guida è bella e pericolosa, si innamora, pretende di amare liberamente e finisce comunque per pagarne le conseguenze, con la stessa inconcepibile pazienza della sorella e l’aiuto prezioso di altre donne, anche loro relegate ai margini per i loro eccessi, mai per le mancanze.

L’invisibilità delle donne, in questo romanzo, edito da Feltrinelli nel 2019, non è mai una scelta, ma non dà luogo a rivolte aperte o a progetti di ribellione.

Nemmeno la rabbia si vede, in questo mondo di convenzioni e pettegolezzi: e forse è questa serenità apparente e incongrua quella che mette più ansia al lettore (meglio, alla lettrice), perché di quella cancellazione immancabile di talenti e di poteri siamo vittime ancora, e ancora spesso preferiamo sorridere con eleganza, piuttosto che opporci con la necessaria decisione.

Insomma, questo è un libro ferocemente ironico, significativo e “potente” (come si usa dire, spesso a sproposito): ci prende con leggerezza, ma ci lascia inquieti e arrabbiati, convinti che non possa davvero finire così.

Per Euridice, Guida e tutte noi altre.

Incipit:

“Quando Euridice Gusmão si sposò con Antenor Campelo, la nostalgia che provava per la sorella era ormai svanita.”

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Sinossi

Rio de Janeiro, anni quaranta.

Quartiere di Tijuca.

Bellissima e ribelle, Guida è fuggita di casa per coronare il proprio sogno d’amore con il rampollo di una famiglia che si opponeva al fidanzamento. Mentre Euridice, la sorella, figlia modello rimasta a consolare i genitori, è una moglie devota e attenta, salvo poi, di tanto in tanto, lanciarsi in qualche bizzarro progetto.

Ma ogni sua iniziativa è destinata al fallimento.

La società carioca non è ancora pronta per dare spazio alle donne intraprendenti e nessun uomo è interessato ad avere una moglie che pensa. Finché, un giorno, Guida si presenta alla porta della sorella. Infelice e sventurata, è disposta a tutto per sopravvivere.

Sullo sfondo di una città che brulica di vita, si dipana il rocambolesco percorso di emancipazione delle due sorelle. Perché ogni grande rivoluzione comincia sempre tra le mura domestiche.

Da La vita invisibile di Euridice Gusmão è stato tratto l’omonimo film vincitore del Premio Un Certain Regard al Festival di Cannes 2019, per la regia di Karim Aïnouz.
Titolo: La vita invisibile di Euridice Gusmão
Autore: Martha Batalha
Edizione: Feltrinelli, 2019

 

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