“Il diario della mia scomparsa”, di Hideo Azuma

“Il diario della mia scomparsa”, di Hideo Azuma

mangaka

“Il diario della mia scomparsa”, di Hideo Azuma

Recensione di Elisabetta Corti

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“Vado a comprare le sigarette”.

È così che Hideo Azuma, per la prima volta, lascia i suoi progetti di mangaka trasferendosi per un breve periodo da un amico e poi, spinto dall’idea di suicidarsi, comincia una vita da senza tetto vivendo in un bosco ai margini della città.

All’età di 39 anni, il disegnatore Giapponese, già nel vortice dell’alcolismo, inizia la prima delle sue fughe, che durano da qualche mese ad un intero anno.

E così le racconta, premettendo di aver scelto che le sue avventure – chiaramente molto tristi – venissero da lui rappresentate sottoforma di manga, per cercare di avere una visione positiva dell’intera faccenda.

La storia nel manga parte proprio dalla prima fuga di Azuma e ruota attorno alle sue avventure da senzatetto, comprese le difficoltà dovute al freddo (la sua prima fuga risale al mese di novembre) ed alla fame.

L’autore riesce con incredibile leggerezza a raccontare di stratagemmi per procurarsi il cibo, i luoghi dove facilmente poteva racimolare del denaro, e anche come riusciva a procurarsi l’alcool, da cui era fortemente dipendente.

“Se si riescono a superare la fame e il freddo, la vita da senzatetto è piena di momenti piacevoli”.

Dopo il suo rientro, dovuto ad un arresto ed al conseguente riconoscimento come persona scomparsa, Azuma scompare di nuovo per tornare a fare il senzatetto, e addirittura trova un lavoro come operaio, sviluppando una vita parallela a quella di mangaka.

Nel manga c’è spazio per un excursus sulla sua vita: diventato mangaka all’età di 18 anni, lavora inizialmente come assistente per altri disegnatori, per poi diventare produttore dei suoi stessi lavori. Si specializza in manga di fantascienza e verso la fine degli anni ’70 arriva per lui il periodo del boom. Da quel momento comincia a lavorare incessantemente per una serie di case editrici, e produce anche lavori saltuari per altre.

Si serve di assistenti – tra cui la moglie – a cui, per sua stessa ammissione, ruba idee e lavori. Per lo stress e il carico di lavoro, comincia a bere, fino a diventare alcolista ed essere infine ricoverato in una struttura per il recupero di alcolisti e tossicodipendenti.

Il manga segue una struttura a ritroso dal momento della sua prima scomparsa alla fine della sua seconda, per poi terminare con il suo ricovero.

“La realtà per me era così dura che mi sono rifugiato nell’alcol. Tuttavia, essere diventato un alcolizzato ed essere stato ricoverato in un ospedale si è rivelata un’esperienza preziosa. Anche se tutt’ora non riesco a liberarmi da questo male di vivere”.

Come anticipato dall’autore, sia i disegni che i testi richiamano un fumetto divertente, anche le scene psicologicamente più toccanti mantengono quell’atmosfera scherzosa e leggera del fumetto giapponese.

La storia però getta luce sulle condizioni lavorative dei mangaka. Nel caso di Hideo Azuma, 20 anni a disegnare incessantemente, spesso incalzato dagli editori che bocciavano idee creative per battere il ferro delle serie più famose.

Azuma si trovava a lavorare per interminabili ore, alternate a giornate in cui non una idea usciva dalla sua penna, riempiendolo di frustrazione ed abbattendolo psicologicamente.

Noto in Italia soprattutto per le due serie “Olympus no Pollon” (da cui venne tratto il cartone animato “C’era una volta… Pollon”) e “Nanako SOS” (corrispondente al cartone animato “Naná supergirl”), Hideo Azuma rilascia una intervista alla fine del libro, da cui si nota la sua fragilità e dalla quale si evincono anche le difficoltà che anche la famiglia ha dovuto attraversare nel supportarlo.

“Mia moglie è riuscita a tirare avanti grazie al suo lavoro, ma la vita da squattrinati è durata parecchi anni. È stata molto dura per lei quando me ne sono andato di casa”.

Hideo Azuma è scomparso il 13 ottobre 2019 a causa di un tumore all’esofago. Nonostante i suoi manga siano stati e siano ancora famosi in molti paesi, non è mai uscito dal Giappone e non ha mai viaggiato.

“Visto che il mio passatempo preferito è farmi prendere dalle paranoie nella mia stanzetta, credo che non mi muoverò mai da qui”.

Puoi acquistare il libro qui.

 

Titolo: Il diario della mia scomparsa
Autore: Hideo Azuma
Editore: J-Pop manga

 

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