Ginger Rogers, a passi di Danza

Ginger Rogers, a passi di Danza

Ginger Rogers, a passi di Danza – Musicalfemminile

a cura di Gianna Ferro

Ginger

 

Ginger Rogers ballerina, attrice e cantante, definita l’icona della femminilità sofisticata, fu una donna decisa ma romantica.

Se il fenomeno del divismo femminile riguarda ogni genere cinematografico è indubbio che nel Musical la donna rivesta un’importanza particolare. Basti pensare i titoli dei film:Gigì, Millie, Carmen Jones, Evita, Abbasso le donne, Le fanciulle delle follie, e così via.

Le donne di questi film, donne raffinate, sensuali, timide ed intraprendenti, hanno il volto di interpreti indimenticabili, da Judy Garland a Cyd Charisse, da Betty Grable a Ginger Rogers, da Doris Day a Rita Hayworth.

Molte di esse vengono presentate nei vari Musical anni Trenta come splendide ballerine di fila, con il solo compito di richiamare in teatro o al cinema il pubblico maschile.
Il ballo, ben presto, diventa parte del tessuto narrativo, enfatizzando insieme alle canzoni, i sentimenti dei protagonisti.
Il cinema americano ha il merito di aver trasferito sullo schermo una sintesi tra le diverse tradizioni musicalie di ballo: dalla mazurka polacca alle danze ebraiche, dal valzer austriaco alla quadriglia e al can-can francese, fino ai ritmi afroamericani.

Ma è il tip tap a rappresentare, fin dagli anni trenta, uno dei tratti più originali del Musical americano, lasciando un segno nell’evoluzione del ballo, introducendo ritmi sincopati.

Fred Astaire è tra i primi a diffondere il tip tap (tap dance), ballo che richiede particolari scarpe con rinforzi metallici al tacco e alla punta. Fred Astaire è considerato il più grande ballerino per eleganza e ricercatezza nei suoi numeri musicali.

Dire Fred equivale a dire Ginger.

“Ginger regala a Fred la sensualità, lui le dona lo stile” Katharine Hepburn

Ginger Rogers, nata Virginia Katherine McMath a Independence, nel Missouri, il 16 luglio del 1911, è stata una delle più grandi attrici del XX secolo. Ha avuto una carriera lunga e prolifica, recitando in ben 73 film.
Figlia unica di William Eddins McMath e Lela Emogene, ebbe un’infanzia difficile: i genitori si separarono prima della sua nascita, e la madre la portò via, lontano dal padre che Ginger vide pochissime volte.
Il nome “Ginger” le venne involontariamente dato da una cuginetta, che, non riusciendo a pronunciare il nome Virginia, cominciò a chiamarla “Ginga”.
Icona della Hollywood gaudente degli anni Trenta, seguì la madre divorziata, che era sceneggiatrice, scrittrice e critico teatrale prima a Hollywood, poi a New York Bek.

Nel 1924, Ginger debuttò nel mondo dello spettacolo, in teatro, a 13 anni interpretando alla Worth High School la commedia, scritta dalla madre, “The Death of St. Benedict”.

Sua madre si risposò con John Logan Rogers, da cui l’attrice prese il cognome, nonostante non venne mai regolarmente adottata.
La carriera di Ginger Rogers cominciò negli anni ‘20, quando il commediografo Eddie Foy la ingaggiò per fare da comparsa in uno dei suoi spettacoli. VinSe un concorso di Charleston che le permISE di andare in tour per sei mesi.
Dopo un matrimonio molto breve con il cantante e attore Jack Pepper, Ginger continuò il suoMtour nei teatri arrivando infine a New York City. Nel 1929 debuttò a Broadway con il musical “Top Speed” a cui seguì “Girl Crazy”, di George e Ira Gershwin, durante il quale conobbe Fred Astaire. Questa apparizione rese la Rogers, all’età di soli 19 anni, una Star.
Il suo debutto nel cinema avviene nel 1930 con “Young Man of Manhattan” di Monta Bell.

Ma, l’occasione che cambia letteralmente la vita a Ginger Rogers è rappresentata da “Carioca”, duettando con Fred Astaire: la coppia rivelò un affiatamento e una grazia tali da offuscare i divi protagonisti del film.
Ginger e Fred in “Carioca”

Carioca – trama:

Al centro della storia troviamo Belinda, innamorata di Roger, ma fidanzata con Julio. I protagonisti sono impegnati nella preparazione di uno spettacolo di varietà in un hotel di Rio de Janeiro. E’ questo un’escamotage per rilanciare l’albergo e promuovere un nuovo ballo il “Carioca”.
Dal 1933 al 1939 i due girano insieme nove film musicali, rivoluzionando i Musical di Hollywood con l’introduzione di coreografie eleganti e virtuose mai viste prima, sulle note dei più grandi compositori dell’epoca, consacrandoli attori e ballerini di livello mondiali.

Ginger e Fred in “Cerco il mio amore / The Gay Divorce”

Night and Day

Cerco il mio amore / The Gay Divorce – trama:

Il corteggiamento di un ballerino nei confronti di una ricca vedova americana. Numeri di danza e canzoni di Ginger e Fred, il loro secondo film insieme.

Il regista Mark Sandrich punta decisamente sul talento dei due, con soluzioni registiche interessanti, soprattutto in due numeri eccezionali, sulle note della già famosa Night and Day di Cole Porter e di Continental di Con Conrad.

Il titolo originale della pièce musicale era The Gay Divorce,ossia l’allegro divorzio, ma a causa dei rigidi costumi morali dell’epoca viene ammorbidito in The Gay Divorcee, l’allegro divorziato.
Una curiosità: il ruolo interpretato dall’attore Erik Rhodes, un gigolò di origine italiana, tale Rodolfo Tonetti, urtò la suscettibilità del governo fascista, che censurò la versione distribuita in Italia.

“Tutte le ballerine con cui ho lavorato pensavano di non potercela fare, ma ovviamente ce la facevano alla fine. Quindi piangevano sempre. Tutte tranne Ginger. No, no, Ginger non ha mai pianto” Fred Astaire

Ginger Rogers e Fred Astaire “Waltz in Swing Time” da Swing Time (1936):

Swing Time – trama:

Sicuramente uno dei lavori in cui il leggendario duo, Ginger e Fred, sestofilm insieme, dà il meglio di sé.

Fred nei panni di un ballerino in cerca di fortuna a New York, promesso sposo ad una ereditiera, e Ginger nel ruolo dell’insegnante di ballo. Ma, come spesso accade in questo genere di film, l’amore trionfa.

Follie d’inverno/ Swing Time è ricco di straordinari momenti canori e scene di ballo, che continuano ad affascinare magicamente lo spettatore che accetta anche situazioni palesemente irreali.

Dopo la fine del sodalizio con Astaire, riuscì ad imporsi con decisione come interprete di film non musicali.
Ginger Rogers si affermò come attrice drammatica e con “Kitty Foyle, ragazza innamorata” di Sam Wood arrivò il Premio Oscar come Miglior Attrice .
Tra i film di quel periodo c’è “Roxie Hart”, del 1942, basato sulla stessa opera, poi usata come base per il Musical “Chicago”.
Negli anni ‘50 la carriera di Ginger Rogers subì un declino: a causa dell’avanzare dell’età trovò difficoltà ad aggiudicarsi nuovi ruoli.

Seguirono film non proprio memorabili fino al successo del Musical di Broadway “Hello, Dolly!” nel 1965.
L’ultima sua interpretazione cinematografica risale al 1965 in “Jean Harlow, la donna che non sapeva amare”, di George Seagal. Per la Rogers rimasero, poi, solo apparizioni televisive nelle serie degli anni ‘80 “Love Boat”, “Glitter” e “Hotel”.
Il 1985 è l’anno in cui Ginger Rogers corona il sogno di diventare regista rivisitando il Musical “Babes in Arms”, diretto all’età di 74 anni.

Good Mornin dal film Musical “Babes in Arms” del 1939

Il Musical è accreditato per aver reso popolare la figura dei “ragazzi che mettono su uno spettacolo musicale per beneficenza”.
Nel 1995 Ginger Rogers fu insignita del Women’s International Center (WIC) Living Legacy Award; il giorno del ritiro del premio segna la sua ultima apparizione in pubblico.
A 83 anni, dopo aver avuto cinque mariti, fra cui George Gershwin, Cary Grant, e James Stewart, Ginger ci lasciò il 25 aprile del 1995, nel suo ranch californiano, colpita da infarto.

Ginger Rogers, immancabilmente bionda, come molte altre dive del Musical, dal carattere schietto, ha rappresentato per anni, un modello femminile contrapposto al cliché della diva tradizionale.

“Quando due persone si amano non si guardano a vicenda. Guardano nella stessa direzione” Ginger Rogers

 

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