Finché ci saranno le farfalle – di Hanni Münzer

Finché ci saranno le farfalle – di Hanni Münzer

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Finché ci saranno le farfalle – di Hanni Münzer

Recensione di Serena Savarelli

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Finché ci saranno le farfalle, scritto da Hanni Münzer, è il volume ponte della saga intitolata dalla stessa autrice Le Farfalle del Terzo Reich.

“Perché ogni essere umano deve disegnare un cerchio dell’amore intorno a sé che includa una seconda persona. Perché senza l’amore l’anima muore di fame e diventa vulnerabile alle tentazioni dei malvagi.”

Il libro comincia a raccontare la vita di penelope da un episodio emblematico di lei, undicenne, che, preoccupata e stanca di udire i pianti ininterrotti di un neonato, per lei in pericolo, decide di fare qualcosa per lui.
Subito dopo, il lettore incontra di nuovo Penelope, ma adulta e solitaria, in compagnia del suo gatto Giacomo.

Finché Penelope rimane padrona di sé e del mondo che ha costruito a sua misura, nel quale né la madre, né l’ex marito, né nessun altro può rivendicare un qualsivoglia ruolo, lei si sente al sicuro.
Non ha bisogno di nessuno, lei bastava a se stessa.

Quello che Penelope, però, non ha messo in conto è che la porta del suo appartamento, un giorno qualunque, si sarebbe aperta in un’altra dimensione, scaraventandola laggiù dove niente può essere programmato.

“Era la dolorosa consapevolezza che la sua vita aveva subìto una rottura irreparabile e che non sarebbe mai tornata a essere quella di prima. Per combattere lo spettro del passato aveva tentato, con risultati altalenanti, di riempire ogni minuto della sua vita con un’attività qualsiasi.

Non voleva pensare, non voleva provare emozioni.”

Impossibile arginare la sfrontatezza del suo nuovo vicino di casa, Jason, che aveva fatto irruzione nella sua quotidianità mandando all’aria la mente e il cuore. Incontenibile il bisogno della presenza di Trudi, un’anziana vicina di casa che, con la sua schiettezza, pareva essere in grado di entrarle nei
pensieri e comprendere tutto senza sapere nulla di lei.
Grazie a Trudi, Penelope intraprende il viaggio più importante della sua vita: quello dentro sé stessa, grazie al quale avrebbe rimosso una particolare cataratta che impediva ai suoi occhi di vedere e afferrare tutta la felicità che, nonostante il doloroso passato, era ancora lì ad avvolgerla completamente.

“È vero: danzare sotto il sole è facile, la vera arte sta nel farlo sotto la pioggia. (…) la felicità va riconosciuta quando ce l’abbiamo tra le mani, non quando ormai è passata…”

Penelope deve fare i conti con tutti gli eventi che, conseguenzialmente, mandano in frantumi la sua vita irreale. Il tempo era stato, fino a quel momento, lo strumento che l’aveva distolta dalla paura di vivere ancora; stava avvelenando la sua anima che, un tempo, era stata passionale e vivace, con le sue stesse mani.

“Possibile che avesse perso d’occhio non solo l’essenziale, ma persino se stessa? Possibile che la sua fortezza interiore fosse un luogo senza aria né luce, che l’aveva fatta appassire e seccare come un fiore rimasto senz’acqua?”

Una notte, una sola, era stata sufficiente a riportare in lei la promessa che qualcosa sarebbe avvenuto.

Quando l’amicizia vera e l’amore improvviso si coalizzano, ciò che ne scaturisce è sempre una vera e grande rinascita.

Nonostante la nuova relazione fragile come le ali di una farfalla, il puzzle ancora privo di un’immagine irriconoscibile e impenetrabile, Penelope scopre che il cervello umano è un organo pieno di insidie e la sua messinscena era stata scoperta da coloro che la circondavano, quelle persone che più lei allontanava, più da loro riceveva affetto e protezione.

“Che cosa stai aspettando, Penelope? La tua vita è adesso, non sono previste repliche. È il presente la tua realtà. L’unica realtà possibile. Tocca a te trasformarla in qualcosa di bello. E invece non fai che rifiutarla, esattamente come fai con le persone che tengono a te. Perché?”

Non è la saggezza di Trudi o l’amore di Jason a fare da mentori alla Penelope incasinata, ma quelle verità ovvie che ogni bambino ha già dentro di sé quando viene al mondo. L’amore è l’inizio di tutte le cose.
Penelope si abbandona inconsapevolmente nei racconti di Trudi e nei baci di Jason riscoprendo così le tante emozioni che aveva soppresso per tanto tempo.

Il suo passato era dolore intenso e abisso senza speranza, forse ammutolito, mascherato o, semplicemente, camuffato attraverso l’odio che provava per se stessa.

Sono la morte e il lutto senza elaborazione ad aver ucciso la vera Penelope e sarà proprio l’attesa di una nuova perdita a farla riemergere in superficie, senza rimorso e rabbia.
Basta attraversare la vita con il cuore sigillato: Trudi la stava accompagnando alla verità, aiutandola a riaprire il suo cuore e a fare spazio all’amore.

“L’amore e la sofferenza si sperimentano nello stesso identico modo in ogni epoca e per ogni persona. Non sei mica tu ad avere il monopolio del dolore. Perciò smettila di comportarti come la protagonista di una tragedia greca.”

Penelope sa di non essere tenace come Trudi perché ha paura di tornare a essere felice. Ma la paura è l’assenza dell’amore. Glielo aveva insegnato Trudi come che il valore della vita sta nel godersi l’attimo perché ogni giorno vale quanto l’eternità.

Penelope avrebbe fatto qualsiasi cosa per rendere felice la sua adorata amica e mentore indiscusso. Lei, la sua Trudi, che presto sarebbe andata solo dall’altra parte, come era successo al suo piccolo Dominik.

“Datti una seconda possibilità, Penelope. Vivi. Ritrova la tua felicità. Puoi scegliere: o continui a onorare il tuo dolore oppure lo lasci andare e decidi di vivere la tua vita. Dominik adesso è un angelo e come tale non desidera altro che sua madre torni a essere felice e a innamorarsi.”

Trudi lascia a Penelope il gioco chiamato “La parola del destino” e un viaggio a Cracovia. Quattro parole: speranza, famiglia, comprensione, farfalla e amore. E la conoscenza di Marlene. Un intreccio di vite e situazioni che avevano dimostrato a tutti che il caso non esiste e che il destino, prima o poi, trova il bandolo della matassa e districa i nodi.
Ogni tragitto inizia sempre da un primo passo, le ripeteva spesso Jason. Il destino di Penelope cosa le avrebbe riservato, adesso che il suo cuore era finalmente libero di ricominciare a vivere?

Hanni Münzer ha scritto un incredibile romanzo che dà speranza e riaccende i cuori spenti.

Finché ci saranno le farfalle è la bellissima metafora della vita di ogni essere umano, perché finché ci sarà la volontà di cambiare e rinascere, esisterà la possibilità di vivere davvero, emozionandosi e consapevoli che, anche negli eventi negativi, si nasconde sempre qualcosa di positivo.

Il romanzo tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina; tra un colpo di scena e una rivelazione improvvisa, leggere le storie intrecciate dei personaggi è emozionante quanto scoprire la verità che li tiene legati. A fine lettura, il lettore scopre che questo romanzo fa da ponte ad altri due scritti: Musica per un amore proibito e Marlene.

Allora non resta che procurarsi anche loro e risprofondare in una nuova lettura di Hanni Münzer.

 

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Sinossi

Dopo un terribile colpo del destino, Penelope si è allontanata dal marito David, ritirandosi in un’esistenza appartata, scandita solo dagli impegni del suo lavoro di insegnante e da una routine sempre uguale che le dà sicurezza.

Tutto il contrario di sua madre Ariadne, che si è appena risposata con un bell’italiano di trent’anni più giovane e fa continue irruzioni in casa sua cercando di scuoterla con i suoi modi irruenti ed eccentrici. Ogni tentativo, però, sembra destinato a fallire.
Finché nella vita di Penelope non entra Trudi, l’anziana vicina di casa che adora cucinare dolci per donarli a chi le sta intorno, ma soprattutto per coprire l’odore della marijuana che fuma ogni giorno.

Con la sua incredibile vitalità, quella che tanti anni prima le ha permesso di sopravvivere ad Auschwitz, Trudi riesce a strappare Penelope al suo isolamento, raccontandole la sua straordinaria storia d’amore e di coraggio, e spronandola a godere appieno di ogni occasione di gioia.

Per esempio dando una chance a Jason, il nuovo affascinante vicino, tanto più giovane di lei, con il suo fisico da spot pubblicitario e i suoi modi piuttosto sfrontati.

E se per una volta Penelope lasciasse da parte i ricordi dolorosi e si lanciasse in un’avventura? Perché, come le ha insegnato Trudi, la felicità va riconosciuta quando ce l’abbiamo tra le mani, non quando ormai è svanita…

Un libro meraviglioso sulla bellezza della vita – anche per chi ormai ha smesso di crederci.

Titolo: Finché ci saranno le farfalle
Autore: Hanni Münzer
Edizione: Giunti, 2019

 

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