Le stelle di Capo Gelsomino – di Elvira Serra

Le stelle di Capo Gelsomino – di Elvira Serra

Le stelle di Capo Gelsomino – di Elvira Serra

Recensione di Pier Bruno Cosso

stelle gelsomino

Le stelle di Capo Gelsomino di Elvira Serra (Solferino Libri 2019), ha appena vinto il prestigioso Premio Letterario Osilo, aggiudicandosi il titolo di Libro dell’Anno nella sezione Narrativa.

Apriamo quindi la prima pagina dell’ultimo libro di Elvira Serra, con una grande aspettativa. Al primo impatto ci coinvolge già: è una storia al femminile moltiplicata per tre, per tre generazioni.

Ma allora è un libro sulla questione femminile? Sì e no.

Mi correggo: Le stelle di Capo Gelsomino è l’anatomia, e in certi casi l’eutanasia, dei rapporti familiari lungo tre gradini di discendenza diretta.

La voce narrante è della nipote, che si interfaccia con la madre e con la nonna. Nulla è semplice da capire, nulla è facile da amare. Eppure c’è amore, amore e tormento, incomprensioni, legami stretti e distacchi dolorosi.

Ecco tutto questo magma affettivo è coniugato al femminile. Dove femminili sono le sensazioni forti e quell’introspezione di continua ricerca di verità.

Perché la verità, come ci insegna il mondo dell’altra metà del cielo, si trova dentro di noi, non in un altrove sfuggente.

Perché la visione-donna è sempre più profonda e spesso ha un prezzo molto alto da pagare.

Perché lo sguardo al femminile sulla vita non teme le contraddizioni, ed anzi cerca di risolverle.

Tutto questo ribollire Elvira Serra lo sa incanalare in una lunga via dritta. Che porta al mare, che porta ai luoghi del cuore, o forse al centro del cuore stesso.

Infatti la piattaforma narrativa, su cui l’autrice si sa destreggiare così bene, scorre su sentimenti non pacificati, su quell’irrequietezza che è il sale della vita. Vive in quel raccontare tre storie insieme che si completano, che si intrecciano e si distanziano.

Tre generazioni diverse, opposte, legate, in guerra, eppure unite indissolubilmente. Tre generazioni di pari, intensa, dignità letteraria.

Tutti i sentimenti: la rabbia, la rivalsa, la pacificazione, o la pacificazione forse, e l’amore, sono il bellissimo motore del romanzo.

Ma allora è un libro sulla questione femminile? Probabilmente no.

Perché forse è incidentale che siano tre generazioni di donne. O meglio, l’autrice è bravissima a far sembrare che sia casuale.

Ma casuale non è perché mentre scorrono le pagine ti rendi magicamente conto che così forti, risolute, amabili, guerriere, ricche di sentimenti, ma corazzate, cattive se le va, e tenere quando capita, potevano essere solo donne.

Tutta questa tempesta di sensazioni in Le stelle di Capo Gelsomino scorre ordinata su binari sicuri.

E più la storia si complica, più hai una sensazione di leggerezza. Con la consolazione che per fortuna sono donne, e loro sì, sapranno risolverla. Elvira Serra tira i fili magistralmente, e sembra che lo scontro tutti contro tutti possa sempre essere rimandato alla prossima pagina.

In certi passaggi pare che la famiglia sia un’arena dove si può solo combattere. Ma le tre protagoniste sanno che…

Stop, non vogliamo svelare niente. Diciamo che ci emozioniamo perché le tre protagoniste si possono anche sporcare le mani per quell’amore sconsiderato per la vita. Per difenderla, per difendersi.

Nel Le stelle di Capo Gelsomino il complicato diventa lineare.

Anche quando sarebbe intricato. Anche quando è coniugato al femminile, che sarebbe già più inestricabile, più intimo e viscerale. Sempre, comunque, scorre liscio come un treno, attraversando paesaggi meravigliosi. Anche in salita, ma veloce, guadagnando consapevolezza. Consapevolezza, che è pure una parola femminile.

Ma allora è un libro sulla questione femminile? Anche sì.

In realtà si potrebbe vedere come un libro di formazione. Dove la protagonista più piccola, nipotina e figlia, diventa adulta scoprendo la complicata storia della sua famiglia.

Lei, Chiara, legatissima alla nonna Lulù, scopre piano piano il grande vuoto che ha dentro la madre Marianna. Che a sua volta è in un forte contrasto evolutivo con sua madre, nonna della bambina, sempre fulcro della storia.

La voce narrante in prima persona aggiunge intimità al racconto. Ci fa sentire osservatori privilegiati che vedono le scene standoci dentro. È bravissima l’autrice a farci sentire i profumi, i sapori, i dolori e le risate che accompagnano Chiara.

È bellissimo seguire, quasi senza accorgersene, i passi di una  bambina verso la vita. Una vita con delle prove da superare, ma indispensabili per crescere.

E gli uomini? Gli uomini ci sono, ma sono meravigliosamente pacificati. Sono compagni, amici, spesso saggi, magari antagonisti, ma che sanno sempre quanto vale il rispetto per una donna. Sono uomini che non devono far paura.
Sono uomini, non orchi. Finalmente. Nella vita reale ci sono anche loro. Punto.

Nel romanzo sono personaggi anche le ambientazioni. Sono tanti i luoghi che si attraversano vivendoli. Ma la marina di Capo Gelsomino è il riferimento del cuore. Che non vuol dire che è un posto che si ama soltanto,  ma significa che è un luogo immaginario da ricercare dentro la la propria anima.

Quel luogo che è insieme viaggio e arrivo. Tutti i fatti importanti non sono importanti, se non passano per Capo Gelsomino.

Capo Gelsomino, lo dichiara l’autrice, è il suo luogo del cuore. Ispirato da Capo Comino, un bellissimo angolo di costa della Sardegna centrale.

Ma  questo non è un libro sulla questione femminile? È una domanda ormai vecchia, senza senso.

Perché le protagoniste sono tre donne fantastiche. Donne, appunto, e quindi al di sopra delle definizioni.

Donne, che così disegnate, potevano essere solo donne. Complicate, risolute ma piene di dubbi, dolcissime quando vogliono, e sempre pronte a giocarsi tutto se ci credono.

Non restiamo distaccati, leggendo parteggiamo spudoratamente per loro.

Alla fine Le Stelle di Capo Gelsomino è anche un monumento, delicato e maestoso, alle donne.

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Sinossi

Tre generazioni di donne, unite e divise da nodi di amore e disamore che nella memoria della più giovane sono un dato di fatto, senza tempo e senza spiegazione.

Tra Chiara e sua nonna Lulù, ostetrica condotta, l’affetto e la complicità sono cementati dalle lunghe estati passate insieme nella casa vicino al mare, a Capo Gelsomino.

Tra Lulù e Marianna, la madre di Chiara, c’è invece solo un muro di silenzi e recriminazioni. Perché? Non sembra esistere risposta. Finché, per ricucire quello strappo, Chiara decide di raccontare la storia della sua famiglia, partendo dalla Sardegna della sua infanzia, uno sfondo vivido come solo certi ricordi felici sanno essere.

Ma al cuore della guerra fredda tra Lulù e Marianna scoprirà un segreto capace di deflagrare di vita in vita, cambiando ogni cosa.

Con grazia e tenerezza, Elvira Serra dipana in queste pagine il filo rosso con cui ogni madre si lega alla figlia per sempre. Intreccia una narrazione avvincente in cui nulla è ciò che sembra. Ci conduce nella più intima delle esplorazioni e nella più ardita delle avventure: la ricerca delle proprie radici.

Titolo: Le stelle di Capo Gelsomino
Autore: Elvira Serra
Edizione: Solferino Libri, 2019

 

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