Sette opere di misericordia – di Piera Ventre

Sette opere di misericordia – di Piera Ventre

Sette opere di misericordia – di Piera Ventre

recensione di Emma Fenu

opere di misericordia

 

Sette opere di misericordia è un romanzo di Piera Ventre edito da Neri Pozza nel 2020.

Siamo agli inizi degli anni Ottanta, durante il terrorismo, i dubbi sulla strage di Ustica, l’ascesa alla carica di Presidente di Regan, la morte di Tito e il conflitto fra Iran e Iraq.

Siamo a Napoli, dopo il terremoto, durante lo sgretolarsi di palazzi e valori.

Un giovane insegnante di Storia dell’Arte fiorentino porta i suoi ragazzi, sedicenni, davanti all’opera di Caravaggio, a Pio Ponte della Misericordia. Tutti ascoltano, e due allieve, una bionda e una bruna, lo guardano fisso negli occhi.

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:

“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno:

“Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito?  Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”.

E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Matteo, 25, 31 – 40

Davanti all’incrocio di membra dipinte, ci sono corpi veri e anime palpitanti.

Creature che sanno che la miseri- cordia è tale se nell’aiuto ci si mette il cuore. Non solo una parte di sè, ma ogni fibra del proprio essere, ogni organo, ogni ricciolo, ogni boccone, ogni ricordo, ogni sogno, ogni sorriso, ogni lacrima, ogni silenzio, ogni gemito, ogni bestemmia.
OPERE MISERICORDIA

Nella vita si dà e si riceve: ci si spreme di latte, acqua, umori; si abbraccia e si strattona; si fa bollire il ragù e si puntano gli spilli sull’orlo dei calzoni; si stende la terra e la pietà sui morti.

E si resta in attesa dell’altro da sè che ci dia una mano – o un occhio – per sentirci meno soli e meno spaventati in un mondo alieno, che cambia senza migliorare.

Sette opere di misericordia è un romanzo di rara bellezza, scritto con talento, abilità narrativa, climax delicati come folate e un’osmosi apparentemente naturale di termini aulici e dialettali, in un’affastellarsi di immagini, descrizioni, emozioni, pensieri, segreti sotto gli occhi di tutti e punti di vista.

Cosa avrà da raccontare Cristoforo (nomen homen), un uomo cinquantenne che ha perso un occhio durante la guerra e che fa il camposantiere?

Cosa avrà da raccontare sua moglie, Luisa, che dal quartiere di Mater Dei si ritrova a vivere in un cimitero, mentre gli anni passano e non può più dirsi giovane?

Cosa avrà da raccontare Rita, la loro primogenita, bella come la Madonna Bruna della Basilica del Carmine che mangia senza riuscire a frenarsi?

Cosa avrà da raccontare Nicola, il secondogenito, affetto da strabismo verticale e che vorrebbe nutrirsi solo di pillole?

Cosa avrà da raccontare Rosaria, incinta a soli sedici anni e senza un tetto sulla testa?

E cosa ancora avranno da raccontare Lorenzo, uomo non cresciuto; Catiello, giovane invecchiato; Rosalba, usata e gettata; Cardillo, destinato a un assolo infinito; Laika, immolata per la scienza; Alfredino che quel giugno del 1981 portò nel suo tunnel un’Italia senza speranza?

Racconteranno tutti la stessa storia: basta cambiare punto di vista. Basta cambiare occhio e ciò che credi di scorgere non è ciò che senti con il cuore, quello che trasforma la pena una fra le opere di misercordia.

 

 

Link d’acquisto

Sinossi

Napoli, giugno 1981.
La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni.

Cristoforo Imparato fa il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portato via, non è stato sempre un camposantiere.

Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere al centro della città.

Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui.

Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subíto e inflitto.

A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza amica di Rita che, rimasta incinta, non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania.

Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, gli chiede le cose sulla luna, vuole guardare col suo telescopio, poi un giorno scompare, lasciando un cardillo e una caiòla per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo».

Che misericordia e castigo siano cosí intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore».

Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è uno dei romanzi piú importanti mai apparsi su un periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui una città – la Napoli post-terremoto – e il paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.

Titolo: Sette opere di misericordia
Autore: Piera Ventre
Edizione: Neri Pozza, 2020

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cinque × 1 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.