Trio – di Dacia Maraini

Trio – di Dacia Maraini

Trio – di Dacia Maraini

recensione di Emma Fenu

Trio

Trio è l’ultimo romanzo di Dacia Maraini edito da Rizzoli nel 2020.

Molti anni dopo la stesura de La lunga storia di Marianna Ucria, un vero capolavoro, Dacia Maraini, come ha raccontato in un’intervista, conservava molto materiale sulla peste settecentesca a Messina e già un racconto era scappato dalla sua penna talentuosa.

Trio è un romanzo epistolare che ripropone tale ambientazione in un momento storico in cui le parole “contagio” e “untori” risuonano non troppo lontane: se ben diverse sono le nozioni scientifiche, le misure restrittive e le terapie mediche che contrastano la diffusione del Covid 19, lo stesso è l’animo umano sottoposto alla paura e che cerca una forma di controllo o che grida al complotto.

Gli untori, infatti, sono come le streghe: servono a dare forma umana e riconoscibile a ciò che non si vede ma uccide.

I protagonisti sono tre, da cui il titolo: due amiche, Agata e Annuzza, e un uomo amato da entrambe, Girolamo.

Le voci, a dire il vero, sono due, come due sono le protagoniste, intente a scambiarsi missive, a raccontarsi l’esilio rispettivamente da Messina e Palermo per l’epidemia di peste, a ricordare l’infanzia dalle suore e le letture di gioventù, quando i romanzi erano preludio della vita sognata.

Una è la moglie legittima, che ha dato a Girolamo una bambina; l’altra è l’amante senza legami sentimentali. Badate bene, ho scritto che amano lo stesso uomo, non che se lo contendono.

Tutti i coinvolti nel menage sanno cosa accade e, fatta eccezione per qualche punta di gelosia che viene sezionata con il bisturi della ragione, nessuno ha interesse a incrinare l’equilibrio creatasi.

Non la moglie, che si ritroverebbe un marito più malinconico del solito.

Non l’amante, che pur aspirando a un matrimonio vive il lato più romantico e spensierato di una relazione.

Non il fedifrago, che riceve i soldi dalla mamma e le carezze da altre due donne, ma di suo ha solo la bellezza.

Trio è stato oggetto di varie critiche negative poiché la cornice storica è appena accennata e la vicenda è banale in letteratura e inversosimile nel contingente.

Certo, ci sono triangoli a cui si dice sì, con buona pace di tutte le parti che lo hanno considerato, ma Agata e Annuzza sono troppo dignitose, troppo razionali, troppo consapevoli della fuggevolezza dell’amore rispetto al valore assoluto dell’amicizia in cui il rapporto è fra pari.

Troppo capaci di alleanze a scapito dello sposo bello e angelicato, dal carattere fragile, indeciso e volubile?

Troppo “maschie” o troppo Donne?

 

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Sinossi

Sicilia, 1743. Il loro legame viene da lontano, e ha radici profonde.

È nato quando, ancora bambine, Agata e Annuzza hanno imparato l’arte tutta femminile del ricamo sotto lo sguardo severo di suor Mendola; è cresciuto nutrendosi delle avventure del Cid e Ximena, lette insieme in giardino, ad alta voce, in bocca il sapore dolce di una gremolata alla fragola; ha resistito alle capriole del destino, che hanno fatto di Agata la sposa di Girolamo e di Annuzza una giovane donna ancora libera dalle soggezioni e dalle gioie del matrimonio.

Ora, mentre un’epidemia di peste sta decimando la popolazione di Messina, le due amiche coltivano a distanza il loro rapporto in punta di penna, perché la paura del contagio le ha allontanate dalla città ma non ha spento la voglia di far parte l’una della vita dell’altra.

E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, e il cuore scalpita per imporre le proprie ragioni, Agata e Annuzza sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo la loro amicizia, che racconta meglio di qualunque altro sentimento le donne che hanno scelto di essere.

Titolo: Trio
Autore: Dacia Maraini
Edizione: Rizzoli, 2020

 

 

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