Quando Borg posò lo sguardo su Eve – di Annarita Stella Petrino

Quando Borg posò lo sguardo su Eve – di Annarita Stella Petrino

fantascienza

Quando Borg posò lo sguardo su Eve – di Annarita Stella Petrino

Recensione di Serena Savarelli

borg

 

Quando Borg posò lo sguardo su Eve è un romanzo di fantascienza di Annarita Stella Petrino edito nel 2019 da Tabula Fati.

“La mia parte borg non è l’unico dono che mi ha fatto mio padre. Lui mi ha lasciato un’eredità fatta di ideali.”
“Le chiamerei piuttosto fantasie.” “Sono cose reali, invece. Si tratta di cambiare, è ora…”

Io leggo sempre. Non mi stanco mai e alcune storie m’invitano a essere scoperte. Sembra una
variabile costante quella di leggere, dopo due o tre letture incentrate su romanzi storici o di avventura, un libro di natura fantascientifica o fantasy.

Questa volta Quando Borg posò lo sguardo su Eve di Annarita Stella Petrino è arrivato all’improvviso. Questa scrittrice ha pubblicato diverse opere di fantascienza da quando, a tredici anni, ha incontrato i libri di Isaac Asimov.

La storia è tutta incentrata sulla protagonista Lilandra, nobile borg, figlia di Andreor Nassir e Aurosa, che abita in una splendida villa situata nei territori nord-est.
La casa di Lialandra è circondata da un alto muro di cinta e il cancello d’ingresso attrae la ragazza,spinta dal costante desiderio di varcarlo per vedere il mondo al di fuori della tenuta e scoprire cosa si cela oltre i confini della sua Contea Alpigeon.

Vuole evadere da una vita che non le si addice completamente, ma non da sola, ma in compagnia del suo amato Luka, un essere umano al servizio
della sua famiglia.

Ben presto, Lilandra scopre che tra i due mondi c’è un abisso incolmabile, nonostante le promesse d’amore e il desiderio avverato di una fuga, ahimè interrotta nel modo più brutale e inatteso.

In una notte sola, a causa di un atto di ribellione da parte del Gruppo Resistenza umana, la ragazza perde tutto ciò che di più caro ha al mondo: la famiglia e un progetto d’amore.
Si ritrova sola in balia di esseri umani bruti e curiosi di studiarla come l’esperimento che è, il mostro che definiscono, ma contemporaneamente molti desiderosi di possederla per la sua bellezza ammaliante.

Tutti le ripetono che, in quanto borg, lei non può conoscere l’affetto, l’amore, ma, quello di cui inizia a essere consapevole è che, i suoi genitori le hanno tenuto nascosto molte verità.

Finora aveva vissuto in una prigione di benessere, ignara delle sue origini e della storia del suo popolo. Di nuovo, per amore, riesce a fuggire e intraprende un viaggio tra gente umana che la vuole morta.

La sua fuga ha come scopo scoprire chi è veramente e da dove proviene. Nella sua mente rimbalzano due nomi pronunciato da Aurosa, con un filo di voce, prima di morire: Urbiate e “Gatto a nove code”.
Aurosa spira rivelando che lei non è la sua vera madre.

“Oh Lilandra, voi siete così giovane… Vostro padre avrebbe dovuto raccontarvi di quando Borg posò lo sguardo su Eve.”

Con coraggio, Lilandra torna a casa, teatro dello scempio appena operato, dove i cadaveri delle persone a lei care, sono nello stesso posto dove lei li aveva lasciati.

Nello studio di suo padre trova un anello e una pergamena e un rapporto costituito da documenti che, lentamente, le mostrano passaggi fondamentali dell’esistenza dei borg.
Dopo la guerra, i borg, esseri generati dagli umani in grado di sopravvivere grazie ai potenziamenti ricevuti, erano riusciti a prendere in mano la situazione, cancellando il mondo alla deriva degli esseri umani, per sostituirlo con uno in cui non esistessero difetti.

La nuova società era basata sull’ordine e la pace, a scapito della libertà umana, regolata da leggi che strutturavano quella convivenza dove la razza umana sottostava completamente a quella dei borg.

Tuttavia…

“Lo sguardo che si erano scambiati Borg 347 e Eve aveva cambiato le sorti del mondo. (…)

Il fattore 347 (così venne chiamato dal nome del primo borg che aveva messo gli occhi su unaragazza umana) era inscritto nel codice genetico dei borg maschi e succedeva spesso nelle Tenute che essi si accoppiassero con le donne umane che avevano al loro servizio e che queste rimanessero incinte.”

La sesta generazione non doveva vedere la luce per non compromettere l’integrità della razza.
Mentre agli umani era negata qualsiasi forma di libertà, anche di culto, i borg potevano continuare a sfogare la loro curiosità e attrazione per le donne umane in dei locali appositi.
In uno di questi, Lilandra scopre molte verità del suo passato e contemporaneamente ignara di essere lei a sconvolgere tutti i piani del Governo Borg e del Partito degli esseri umani.

Perché questa nobile borg in realtà ha origini ben diverse e, quando, Lilandra scoprirà la sua vera natura, il desiderio di rivendicare la morte dei suoi genitori e portare a termine il sogno del padre, la trasformerà in un essere determinato e coraggioso, soprattutto, capace di amare davvero.

“Da quello che ho potuto capire finora, i borg nutrono un senso di superiorità nei confronti degli esseri umani, dai quali di fatto discendono. Io credo che nessuno a questo mondo possa definirsi creatore di un altro essere vivente e quel senso di superiorità non mi appartiene. Quella chiesa non rappresenta forse questo? L’essere, in fondo, tutte creature?”

La verità sconvolge Lilandra, consapevole che, nemmeno lei, sarà completamente libera. Né lei né i suoi futuri figli. Perché lei è l’essere che non sarebbe mai dovuto sopravvive, per legge.
Lilandra si trova costretta anche a uccidere per salvare il suo amato Xavier e a rischiare di nuovo la vita perché la realtà dei fatti si mostri per ciò che è realmente.

Non tutta la colpa è degli esseri umani. Anche la sua razza ha sete di potere ed è stata capace di eliminare altri borg innocenti pur di avere più dominio. Ambito è il potere sulle terre che Lilandra scopre appartenerle di diritto: l’antica proprietà dei Castiglione, sulla Strada Secunda de Cavenatis.
Per raggiungere i suoi scopi, Lilandra entra in politica senza nemmeno accorgersene e una spedizione di ricognizione nelle terre devastate determinerà la sorte di entrambe le razze.

Abelardev annuì senza troppa convinzione. “Che cosa volete?”

“Il vostro aiuto e quello di altri esseri umani disposti a lottare per un mondo migliore.”

“Quello di cui avete parlato poco fa?”

“Sì, Abelardev. Un mondo in cui non ci siano più razze superiori e razze inferiori. Avrete tutto il

viaggio di ritorno per pensarci.”

Abelardev ci penserà, pur sapendo che gli esseri umani sono una razza complicata. Ma il rapporto di Andreor Nassir, messo in salvo e custodito da Lilandra, viene proposto prima al consiglio, attraverso un’alzata d’ingegno della ragazza, mentre lei, nel suo viaggio, raccoglie prove inconfutabili circa la vera natura del Governo dei borg.

“Non gli era bastato salvarvi la vita, sapeva che non era sufficiente a garantirvi la piena libertà e pieni diritti. Sapeva che prima o poi la verità sarebbe venuta a galla. Per questo scrisse quel rapporto e per questo è stato ucciso dalle stesse persone che ora vogliono fermare voi.”

Lilandra, sola, stremata, che si è finta umana per sopravvivere, dopo aver mentito e ucciso, è troppo arguta per cadere nella trappola di un piano B. È troppo convinta degli ideali di suo padre per arrendersi.

Ma cosa si prova, veramente, a essere l’ultima discendente di un potente e antico casato?

Per molti borg lei è solo un incidente di percorso, ma lei percepisce di essere frutto di un atto di vero amore, tra una donna umana e un borg.

“Io sono fermamente convinta che ciascuno di noi può essere l’artefice del cambiamento, basta volerlo. (…) vedete nello sguardo che si scambiarono Borg e Eve fu scritto il destino non solo dei borg, ma anche della razza umana. Abbiamo un’unica radice, quella umana.

La parte borg rappresenta solo il disperato tentativo di alcuni scienziati di eliminare il fondamentale umano che sono i sentimenti, primo fra tutti l’amore! Non ci riuscirono allora, come non ci sono riuscite le leggi ora. (…)

È bastato lo sguardo di un borg verso una donna umana, è bastato un atto d’amore per ché tutto cambiasse… Di nuovo.”

Adesso Lilandra può inginocchiarsi sulla tomba della donna, Marion, che l’ha messa davvero al mondo, e dirle finalmente ciò che ha nel cuore.
Annarita Stella Petrino ha pubblicato diversi racconti su riviste di fantascienza, webzine e siti.

Con il romanzo Quando Borg posò lo sguardo su Eve, l’autrice trasforma un racconto fantascientifico in una metafora che descrive bene la razza umana, i suoi difetti, come la sete di potere e lo sfruttamento del pianeta, ma soprattutto il senso di superbia e superiorità che la fa cadere drasticamente nel razzismo.

Il coraggio di un essere per metà umana e l’altra borg sarà, però, capace di cambiare il modo di pensare e strutturare una nuova società dove ognuno si senta libero di essere se stesso.

I sentimenti e i valori femminili, quelli incentrati sulla fede di un miglioramento e sul coraggio di rivoluzionare positivamente, saranno la soluzione per la costruzione di un mondo migliore.
Annarita Stella Petrino scrive combinando la realtà a uno scenario fantascientifico che regala al lettore una grande morale: i sentimenti e, specie, l’amore sono indispensabili per convivere pacificamente, in un clima pacifico e tollerante.

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Sinossi

Nella Sedicesima Primavera gli esseri umani non sono l’unica specie dominante. Dopo il cataclisma che ha quasi ucciso il pianeta, vivono sottomessi ai borg che loro stessi hanno creato quando il mondo devastato da guerre e pestilenze aveva bisogno di tornare a essere popolato.

Un Governo borg e leggi borg regolamentano la nuova società, i cui ideali sembrano discostarsi di poco da quelli che avevano fatto precipitare quella vecchia.

Di quei giorni è rimasto un Partito, ora l’unico tentativo organizzato degli esseri umani per riaffermare la propria autonomia.

La lotta per la libertà è un cammino lungo e costellato di vittime, ed è in questo scenario che si muove Lilandra Nassir, una giovane borg erede di una potente famiglia. Nella lunga e faticosa ricerca delle proprie origini e della sua sfaccettata identità, Lilandra attraverserà il nuovo mondo borg per scoprire che la diversità fra le razze è solo dettata dall’errata convinzione di un’inesistente superiorità di una sull’altra.

Titolo: Quando Borg posò lo sguardo su Eve

Autore: Annarita Stella Petrino

Editore: Tabula Fati, 2019

 

 

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