La rosa di Olive Schreiner – donne che fanno la Storia

La rosa di Olive Schreiner – donne che fanno la Storia

La rosa di Olive Schreiner

di Romina Angelici

Olive Schreiner – per le Donne che hanno fatto la  Storia, il ritratto di un’autrice e di una donna che ha lasciato il segno.

Ho letto un racconto: La rosa di una donna*. Già solo il titolo mi ha suscitato una strana sensazione.

Senza conoscere affatto questa scrittrice mi arriva il profumo della rosa conservata nel cofanetto, occasione della storia. Un profumo che arriva da paesi lontani e che dischiude una finestra aperta su un mondo lontano la cui eco giunge fino a noi.

Con ritmo impalpabile e crescente il racconto arriva a mostrarci come la vera bellezza possa suscitare in un’altra donna non solo ammirazione ma tacita complicità, contravvenendo agli stereotipi sociali competitivi.

L’atmosfera sospesa introdotta dal ricordo e che la formula del racconto favorisce isola le due figure di donna, la narratrice non meno della narrata. L’autrice è solita ricorrere ad allegorie e anche se indefinibile avverto un metasignificato nascosto tra le pagine di questo cammeo. La rosa simboleggia forse la bellezza? Quel fiore, pegno d’amicizia, resistito all’usura del tempo, dimostra forse che la bellezza esteriore passa e sfiorisce mentre quella interiore rimane per sempre un valore?

Olive Schreiner

Il racconto appartiene alla raccolta Dream Life and Real Life ma la bibliografia di Olive Schreiner è abbastanza nutrita, e interessante, e ancor più originale, come del resto la sua stessa vita.

Olive Emilie Albertina Schreiner (Wittebergen, 24 marzo 1855 – Città del Capo, 11 dicembre 1920) è stata una scrittrice sudafricana, fondamentale per lo sviluppo della letteratura anglofona nel suo Paese. Pacifista, fu molto attiva nella lotta contro il razzismo e nella lotta a favore dei diritti delle donne.

Nona dei dodici, Olive era figlia di Gottlob Schreiner, missionario metodista tedesco, e Rebecca Lyndall, inglese. Di famiglia povera, si educò da autodidatta leggendo la Bibbia, John Bunyan e gli scritti di autori quali R.W. Emerson, J.S. Mill, G. Eliot e J.W. Goethe. Fu attraverso queste letture che Schreiner sviluppò idee opposte a quelle che le erano state inculcate dalla famiglia e abbandonò qualsiasi pratica religiosa.

Tra il 1874 e il 1881 lavorò come governante di alcune famiglie che abitavano nel karoo (la grande distesa arida e semidesertica del Sudafrica occidentale che sarà lo sfondo di molti suoi romanzi); nel tempo libero leggeva Darwin, Spencer e Comte. Intanto la famiglia, provata dall’estrema povertà e dalla morte di una delle figlie, si era disgregata. Durante la New Rush, Schreiner si trovava proprio a Kimberley e fu testimone di quella febbrile e disperata corsa ai diamanti. In quello stesso periodo cominciò a scrivere diari e abbozzi di romanzi: Undine e From Man to Man, pubblicati postumi, furono scritti nella sua adolescenza.

Olive Schreiner

Olive Schreiner a Londra

Nel 1881 la volontà di continuare a studiare la portò a Londra per frequentare medicina, ma lo stato di salute cagionevole a causa dell’asma cronica di cui soffriva fin da bambina rese impossibile il progetto e così si dedicò interamente alla scrittura. The Story of an African Farm, il romanzo pubblicato nel 1883 con lo pseudonimo di Ralph Iron, le diede subito grande notorietà. Schreiner rivelò poi la sua vera identità con la seconda edizione del 1891. Il nome è un omaggio al filosofo ottocentesco Ralph Waldo Emerson, noto per le sue idee riguardanti l’etica individuale basata sulla fiducia in sé stessi; Iron, invece, è un riferimento alla gabbia di ferro contro la quale si infrangeranno i sogni e le aspirazioni dei due protagonisti, troppo moderni per il mondo in cui vivono.

A Londra frequentò l’ambiente intellettuale e divenne amica di Eleanor Marx, Edward Carpenter, Havelock Ellis. Ma l’asma peggiorava e Schreiner rientrò in Sudafrica per godere dell’aria secca del karoo e si stabilì a Matjiesfontein.

Olive Schreiner

Olive Schreiner rientra in Sudafrica

William, suo fratello e futuro primo ministro della Colonia del Capo, le fece conoscere Cecil John Rhodes, figura di spicco durante la New Rush,  le cui convinzioni imperialistiche  si scontrarono con i principi di Schreiner e la loro amicizia terminò dopo un anno. In un’epoca che avrebbe visto il consolidarsi del razzismo con l’avvento dell’apartheid, Schreiner difese i diritti dei più poveri e degli oppressi anche attraverso due importanti scritti: Trooper Peter Halket of Mashonaland (1897), una denuncia di Rhodes e del razzismo bianco, e An English-South African View of the Situation (1899), contro la guerra anglo-boera.

Il 24 febbraio 1894 sposò Samuel Cronwright, che la incoraggiò sempre nella sua carriera di scrittrice. Sfortunatamente la loro prima figlia morì poche ore dopo essere venuta al mondo e Schreiner, che rivisse il dolore provato per la scomparsa della sorella, non si riebbe dalla perdita.
Nei primi anni del Novecento si batté per i diritti dei neri, degli ebrei e delle donne e lavorò a Letter on the Jews (1906) e Woman and Labour (1911), un testo fondamentale del femminismo. Nel 1913 partì sola per l’Inghilterra e trascorse gli anni della Prima guerra mondiale a Londra. In condizioni di salute sempre più gravi rientrò a Città del Capo, dove morì l’11 dicembre 1920, lasciando molti scritti incompiuti. Chiese di essere sepolta accanto alla figlia nel karoo.

Leggi anche: Mamma Trollope – le madri incredibili di figli celebri (Frances Trollope)

Produzione letteraria

La produzione letteraria di Schreiner è influenzata dall’ambiente coloniale. Nei suoi primi romanzi emerge il costante senso di emarginazione dell’autrice: si sente straniera in Africa ed emigrata in Inghilterra.

Il suo libro, The Story of an African Farm (Storia di una fattoria africana, 1883) è considerato dalla critica letteraria l’opera inaugurale della letteratura sudafricana in lingua inglese.
Il romanzo, che affronta il tema della condizione della donna nella società coloniale ottocentesca, fu salutato con entusiasmo non solo dalla critica femminista, ma anche dal resto della critica, che apprezzò la sua audacia compositiva e la sua modernità stilistica.

*Qualche notizia in più sul racconto citato in apertura:

  • Schreiner O., La rosa di una donna, trad. e a cura di Enrico De Luca, Caravaggio Editore (“Frammenti d’autore”), Vasto, 2020.

La rosa di una donna (The Woman᾽s Rose) è il secondo di tre racconti inseriti nella piccola raccolta Dream Life and Real Life. A Little African Story, pubblicata con lo pseudonimo di Ralph Iron a Londra (T. Fisher Unwin, 1893).

Di recente è stato pubblicato nella collana “Frammenti d’autore” da Caravaggio editore (I Classici Ritrovati e le Gemme).

Per gli amanti del genere c’è anche una versione in audiolibro su youtube.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × due =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.