“Parole migranti” AA.VV. a cura di Barbara Gabriella Renzi

“Parole migranti” AA.VV. a cura di Barbara Gabriella Renzi

“Parole migranti” AA.VV. a cura di Barbara Gabriella Renzi

Recensione di Serena Pontoriero

“Parole migranti” è un’antologia composta da poesie, racconti brevi e pagine di diario scritti da una ventina di donne emigrate, curata da Barbara Gabriella Renzi e edita de PAV edizioni. 

Tante voci, tanti stili narrativi, anche dei quadri per illustrare l’esperienza dell’espatrio. Come ogni esperienza, anche il cambiare luogo di vita è percepito in mille modi diversi e questa ricchezza di sentimenti, emozioni, storie si rispecchia nell’antologia. Mille sfumature di un’esperienza difficile da raccontare nella sua interezza e complicata da capire per chi resta.

L’antologia riesce nell’intento di rivolgersi sia a coloro che sono partiti, mettendo in luce, dando voce, illustrando, evocando, i sentimenti contrastanti, la perdita del senso di appartenenza, la nostalgia e l’entusiasmo; sia a coloro che sono rimasti e che, spesso, hanno domande a cui non è semplice dare una risposta.

Come forse saprete, sono anche io un’espatriata e questa antologia ha toccato corde profonde: mi ha fatto comprendere che le emozioni, spesso contraddittorie che provo, sono condivise da molte di noi; mi ha permesso di fare luce sul concetto di “casa”, di viaggio, di andare e tornare; mi ha regalato momenti di profonda bellezza e lacrime di commozione.   

Per illustrare il mio proposito e perché possiate comprendere la vera ricchezza di questo testo multiforme, lascerò che siano le autrici stesse ad operare la magia. 

Fra i passaggi più evocativi del sentimento di smarrimento che ci attanaglia, sempre in bilico tra un “ero” e un “sono” che non riusciamo a ricongiungere in una narrazione coerente: 

“[…] Esuli nel campo di una battaglia
contro noi stessi.
Lontano respiro me, sempre più
mentre ansimo nel tentativo di afferrarmi.
Afferrare l’immagine dentro di me
per riprodurla sempre e come e quando voglio”.

Tratto da “Emergenza 2” di Maria Filì

 

Giovanna Pandolfelli spiega questo stesso sentimento di disorientamento così:

“[…] Una volta partiti si innesca per tutti un meccanismo analogo e sta a noi non lasciarci sopraffare da esso. È la sindrome del migrante: perdita di punti di riferimento, sensi di colpa, difficoltà di socializzazione, depressione, a questo si aggiungono solitudine, stati d’ansia, paura del fallimento, disillusione, idealizzazione del Paese di origine oppure del Paese di accoglienza.”

Tratto “Dalle pagine del mio diario” Giovanna Pandolfelli

 

La nostalgia verso il luogo in cui si è nati e cresciuti è un sentimento sempre presente, così come l’affetto e la mancanza dei propri cari. E, se si gratta un po’ la superficie, capita di trovare una rabbia inespressa poiché indirizzata a un interlocutore privo di orecchie o privo della capacità di agire. E, chissà che a volte questa rabbia non sia, invece, indirizzata contro di sé, per non esserci lasciati la possibilità di provare.

“[…] Italietta mia, perché non mi hai tirato dalla mano prima che salissi su quella nave? Mi sarei voltata a guardarti e magari avrei cambiato idea. Sarei stata ancora in tempo per saltare giù, abbracciare te e la mamma e cambiare opinione. Mi hai lasciato partire sapendo che non sarà solo per un po’. Non ti sei battuta per tenermi con te. Non ti importa se ho preso la lode a scuola, mi lasci andare comunque.”

Tratto da “Cara Italietta” di Laura Saija

Espatriare rappresenta un atto di rottura forte nel corso della propria vita che ci spinge a rimetterci in questione e pone le persone che restano davanti a un grande dilemma: perché?

“[…] Durante il viaggio ci chiediamo come sarebbe stata la nostra vita se fossimo rimasti. Altri si chiedono come sarebbe stata la loro se fossero partiti, a tutto questo non c’è risposta, ma solo rimpianti, insiti nella condizione umana di ciò che non è stato. Il presente è il viaggio.”

Tratto “Dalle pagine del mio diario” Giovanna Pandolfelli

Perché si parte? Perché si resta? Una risposta chiara, ferma e definitiva non c’è. L’espatriato può solo accettare la sua condizione di “dimezzato e moltiplicato”. Colui che resta deve accettare e accogliere l’incognita. In fondo, l’unica strada da percorrere per entrambi, è il presente.  

«Vorresti dirmi di grazia quale strada prendere per uscire di qui?» – disse Alice

«Dipende soprattutto da dove vuoi andare», disse il gatto.

«Non m’importa molto» – disse Alice.

«Allora non importa che strada prendi» – disse il gatto.

«Purché arrivi in qualche posto», aggiunse Alice a mo’ di spiegazione.

«Ah per questo stai pure tranquilla – disse il gatto – basta che non ti fermi prima.»

Tratto da “Frutto di nostalgia” di Emma Fenu

Ringrazio di cuore le autrici per aver avuto il coraggio di scrivere dei loro sentimenti e per avermi fatto sentire compresa e parte di una comunità, quella degli espatriati, che è più in sintonia di quanto potrebbe sembrare. 

E consiglio calorosamente questo piccolo scrigno di gioielli a tutti gli expat e ai loro familiari per cercare di far luce sul senso profondo che l’esperienza di lasciare la propria terra comporta. 

Link d’acquisto: https://pavedizioni.it/prodotto/parole-migranti 

 

Sinossi 

La migrazione cambia. Le culture, come le persone, si incontrano e si scontrano e gli intrecci di vita, spazio e geografia ci modificano in modi impensati. Sono variazioni a cui a volte siamo impreparate.

E che a volte ci aspettiamo.

Noi donne, qui, in questa antologia, esprimiamo gli incontri e gli scontri in forma di poesie, lettere e brevi storie, in forma di abbracci, lasciati alle parole, di lacrime e di gioia che si trasformano in segni sulla carta. Un’antologia questa composita, costituita da generi diversi, perché siamo donne diverse con modalità d’espressione nostre, differenti le une dalle altre: troverete poesie, lettere e racconti brevi di donne migranti che vivono in diverse parti d’Europa e del Sud-America e in Africa.

È un’antologia multiforme come la vita; è un ponte di parole che collega voi e noi e unisce le nostre mani nell’intreccio dell’esistenza.

Totolo: Parole migranti
Autore: AA.VV.
Editore: PAV edizioni

 

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