Le scrittrici e l’horror – il terrore è donna! Le grandi autrici del brivido

Le scrittrici e l’horror – il terrore è donna! Le grandi autrici del brivido

Le scrittrici e l'horror - il terrore è donna!

Le scrittrici e l’horror – il terrore è donna!

di Antonia Romagnoli

Le scrittrici e l’horror sono un binomio di sicuro successo. Anche se siamo abituati a pensare sempre ai gradi autori uomini legati al  genere più spaventoso che c’è, facendo un breve percorso nella Storia si scopre che il terrore è donna, e che sonno state tante le signore che hanno dedicato le loro pagine all’arduo compito di spaventare, inquietare, angosciare i lettori e ci sono riuscite benissimo. Oggi, in attesa di Halloween vi presentiamo alcune di loro, suggerendovi anche qualche lettura adatta al clima di questo periodo.

Le scrittrici e l’horror – perché

Secondo Debora Lambruschini in La New Woman nella letteratura vittoriana, la nascita della short story permette a molte autrici di trovare la formula perfetta di espressione. E, potrei aggiungere, anche alla letteratura gotica, che si arricchisce di molte nuove ghost story e di racconti del brivido sempre più sensazionali. Il racconto breve diventa preso una formula di successo per generare terrore, permettendo una tensione crescente, un ritmo serrato e una presa sul lettore che sulla misura del romanzo non sarebbero possibili. Abbiamo qualche tempo fa parlato delle  Signore dei fantasmi, le grandi autrici del passato  che si sono dedicate alla Ghost story, ma horror non significa solo fantasmi: sono mille le angosce, le sfumature del brivido che le autrici riescono a declinare.

Una questione di immaginazione, di sensibilità, forse: le  autrici riescono a insinuarsi con destrezza nell’immaginario del lettore e lo afferrano con una presa impietosa.

Le scrittrici e l'horror - il terrore è donna!

Clara Reeve

Clara Reeve – la capostipite

Prima ancora dei romanzi e dei racconti Horror, il genere gotico attira un folto pubblico di lettori fra la metà del1700 fino a tutto l’800.

Forse, trattandosi di un genere narrativo “sensazionale”, ossia destinato non esclusivamente a un pubblico colto ed elitario, ma a masse più ampie, viene concesso anche alle signore di esprimersi e dare un forte contributo. In un mondo in cui le donne restano in disparte  nella società, viene permessa la scrittura narrativa: perché minore? Perché scelta a rischio e pericolo della reputazione delle signore?

Clara Reeve nasce, proprio come Jane Austen, presso la famiglia di un pastore anglicano, cosa che le permette di vivere in un ambiente colto e favorevole all’educazione anche letteraria femminile. Nell’arco della sua carriera, Clara scrive ben ventiquattro opere, fra cui un saggio dedicato alla nascita del romanzo (un’opera inn0ovativa, sia per il tipo di analisi sia per il soggetto scelto), ma viene ricordata soprattutto per il romanzo gotico Il vecchio barone, ambientato nel 1400 e scritto nel 1777 sulla scia del best seller del periodo, Il castello di Otranto di  Walpole.

Clara Reeve è la prima a occuparsi di gotico, ma non la più nota. Anne Radcliffe, nel 1798, pubblica I misteri di Udopho, un gotico che raccoglie così tanto consenso da diventare fra i più celebri di tutti i tempi.  Citato da Jane Austen come lettura prediletta della giovane Catherine Morland in Northanger Abbey,  diventa un modello vero e proprio per il genere gotico.

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Anne Radcliffe la pioniera

Anne Radcliffe oggi è considerata la vera pioniera del genere horror, da lei interpretato in vari romanzi. Dobbiamo a lei un aspetto oggi classico dell’horror: è sempre una ragazza quella che se la vede peggio (ma che di solito si salva dalla strage). Già, perché se l’horror esce bene alle signore, le signore sono anche spesso le protagoniste delle terrificanti avventure.

Da Udolpho al romanzo  della foresta, alle più moderne opere cinematografiche, è una fanciulla inerme la vittima/protagonista/sopravvissuta. Magari accompagnata da un bimbo reduce a sua volte dal genocidio del mostro assassino.

Siamo ancora alla fine del 1700, quando Anne Radcliffe inaugura questa scelta, che diventerà un leitmotiv nella letteratura del terrore.

mary shelley

Mary Shelley – la regina

Mary Shelley è la vera regina di questa carrellata. Autrice di Frankenstein, ha surclassato alla grande la fama del suo marito fedifrago Pierce Bysse Shelley, poeta, raccontandoci in uno dei più grandi romanzi di sempre che il vero orrore è insito nell’animo umano, che aspetta solo l’occasione giusta per manifestarsi. Il delirio di onnipotenza del dottore genera un mostro. Ma il mostro vero, alla fine, è proprio il dottore.

Frankenstein è una luce nelle tenebre che illumina una paura che ancora non aveva un nome: la paura del progresso, della modernità, del temibile allargamento dei confini della conoscenza umana. Geniale, grandiosa, unica.

Charlotte Riddel – la dama degli spettri

Charlotte Riddell fu popolare e influente scrittrice irlandese del periodo vittoriano, scrisse ben 56 libri, fra romanzi e racconti; fu anche comproprietaria ed editrice del St. James’s Magazine , un’importante rivista letteraria londinese negli anni ’60 dell’Ottocento.

Fu una grande autrice di Ghost story, sia in forma di romanzo che di racconto breve. Purtroppo in italiano non ci sono arrivate sue opere tradotte, se non presentate in raccolte di racconti insieme ad altre autrici del genere.

Daphne Du Maurier – il confine

Daphne du Maurier è oggi fra le più note autrici. Il suo nome è associato all0irragiungibile Rebecca, oggi protagonista anche di una serie molto apprezzata, sebbene il romanzo sia stato reso celebre da un film  del 1941, firmato da Alfred Hitchcock.

La Du Maurier si mantiene sul confine fra horror e giallo, contribuendo alla nascita del romanzi suspense, nei quali il confine fra immaginazione, suggestione e reale pericolo rimane sempre incerto. Atmosfere cupe, domande senza risposta, crescente tensione sono i suoi veri protagonisti.

daphne du maurier

Le scrittrici e l’horror – ieri e oggi

La lista delle grandi è ancora lunghissima: sempre più, nel ventesimo e ventunesimo secolo, le autrici hanno raggiunto e talvolta superato i colleghi maschietti.

Gertrude Barrows Bennett – il dark fantasy è donna

Gertrude Barrows Bennett fu la prima donna a ottenere negli Stati Uniti una certa notorietà come scrittrice dei generi fantasy e fantascienza, cominciando a scrivere prima degli anni ’20 racconti e romanzi ancora difficilmente incasellabili in un genere che non aveva ancora un nome. Per farci un’idea, dobbiamo tenere conto che Le cronache di Narnia vengono pubblicate dal 1950 al 56, mentre è nel 1955 che esce Il Signore degli Anelli.  éer questo, Gertrude Barrows Bennett, pur sotto lo pseudonimo di Francis Stevens, è considerata l’ideatrice del genere dark fantasy. Una delle sue opere più famose è Claimed, 1920, che H. P. Lovecraft definì come “uno dei romanzi fantasy più strani e coinvolgenti che potrete mai leggere”.

Shirley Jackson – la signora degli orrori

Shirley Jackson (14 dicembre 1916 – 8 agosto 1965) è una delle più grandi autrici di horror del ventesimo secolo. Il suo romanzo più famoso è stato utilizzato per dare il via alla serie Haunting, con Haunting of Hill house.

Al contrario della seconda serie, la paura era assicurata. I fantasmi di Shirley Jackson sono davvero cattivi. La grandiosità della sua narrazione sta nel riprendere quelle atmosfere cariche di tensione e di incertezza, quelle nelle quali anche il lettore si perde nella nebbia della paura. Una nebbia in cui ogni tipo d’incontro si fa possibile…

Susan Hill –  senza pietà

Susan Hill (nata 1942) è legata ad un altro romanzo di fantasmi diventato noto grazie a un film. The Woman in Black è una storia cupa, drammatica, che ci riporta al mondo gotico vittoriano, raccontandoci una storia di lutto e di amore indissolubile, quanto di odio.

Henry James ci insegna che quando un bambino è coinvolto in una storia di spettri, la questione si fa più affascinante, e se i bambini sono due… ci sono due giri di vite. Qui i bambini sono tanti, fate i conti voi.

Anne Rice – i vampiri cattivi

Anne Rice (New Orleans, 4 ottobre 1941) è una scrittrice statunitense nota anche come Anne Rampling e A. N. Roquelaure, è divenuta celebre come autrice di romanzi gotici horror e fantasy i cui protagonisti sono vampiri e streghe. Complessivamente ha venduto 100 milioni di copie divenendo una delle autrici horror di maggior successo della storia moderna.

Intervista col vampiro, che racconta la storia di un giovane giornalista che si trova a raccogliere, appunto, l’intervista di un uomo diventato vampiro, ha rilanciato negli anni Novanta la passione per i vampiri, da qualche tempo un po’ offuscata e generando una grande diffusione di romanzi, serie, film e altre opere dedicate a queste creature soprannaturali.

E poi?

E poi sono molti altri i nomi e le opere che potremmo citare, ma lascio a voi lettori trovare nuovi spunti per accrescere questo elenco e trovare nuove letture da brivido al femminile, da leggere dopo il tramonto!

https://ipiaceridellalettura.wordpress.com/?s=mary+shelley

 

 

 

 

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