La stanza n. 5 – di Stefania Bergo

La stanza n. 5 – di Stefania Bergo

La stanza n. 5 – di Stefania Bergo

Recensione di Loriana Lucciarini

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La stanza n. 5 di Stefania Bergo è un caleidoscopio di anime tutte al femminile  dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte.

Liliana, Chiara, Miriana, Daniela, Valeria ed Eva sono donne in cui rispecchiarsi, che sapranno coinvolgervi ed emozionarvi.

Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi
personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri.
Questo testo, pur impegnativo, si legge in poco tempo.

Il romanzo affronta il tema serio e complesso dell’interruzione volontaria di gravidanza e lo fa con attenzione, senza scivolare in stereotipi o calcare troppo la mano su sentimentalismi che risulterebbero artificiosi.

Dicevo, questo testo si legge in poco tempo perché la narrazione ci cala immediatamente nella vita di queste donne, ce le fa amare, ci stimola alla compartecipazione, genera empatia.
Il letimotiv è imparare e capire l’altro facendo una parte di percorso con lui, prima di giudicarlo. Ma non è solo immedesimazione però. Il mettersi nei panni altrui o, come scrive l’Autrice, stare nelle sue scarpe.

Significa affiancare l’altro nel cammino, dimorare nella sua anima per sentirlo in profondità. Atto, questo, necessario altrimenti non si riesce a vivere fino in fondo la portata emotiva di una scelta del genere; scelta che si porta dietro un vissuto di sofferenza e un carico di angoscia che cambia per sempre l’esistenza.

La scelta dell’interruzione volontaria di gravidanza non si rivela mai facile e non è compiuta con leggerezza, neanche nei casi in cui parrebbe il contrario.
Mettersi nei panni di chi la scelta la compie non è facile e, soprattutto in una società sempre più portata all’egocentrismo, risulta quasi impossibile. Eppure durante la lettura ciò avviene, ci si cala nel vissuto di queste cinque donne è risulta impossibile non sentirsi coinvolte emotivamente nel loro dramma personale.

Vi consiglio di leggere La stanza n. 5 senza pregiudizi o remore perché altrimenti farete fatica, una fatica solo vostra però: perché, pur se le vostre resistenze saranno forti e radicate, dopo che vi sarete calati nei panni delle protagoniste i pregiudizi comunque cadranno e le remore svaniranno.

Vi emozionerete, camminando in punta di piedi (così come l’Autrice è andata in punta di penna), nell’anima di ognuna di loro. Infine, scoprirete di provare un profondo rispetto per le motivazioni di ognuna e scoprirete che vi sarà impossibile giudicare, o farlo con nettezza e pressappochismo.

Un libro empatico, dal grande potere, capace di indurvi emozioni e riflessioni profonde su un tema che merita di non essere trattato con superficialità.
Un romanzo bello, intenso, senza sbavature che consiglio.

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Sinossi

«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.» Emma Fenu

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente.

Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva.

Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.

Un racconto volutamente incompiuto perché al lettore è lasciato il libero arbitrio di scegliere l’epilogo, dopo aver conosciuto ognuna delle protagoniste.

Un esperimento letterario, ciò che conta è provare a mettersi nelle scarpe degli altri, con empatia, e stringere un cerchio di comprensione, non un cappio di condanna.

 

Titolo: La stanza n. 5
Autore: Stefania Bergo
Edizione: Gli Scrittori della porta accanto, 2018

 

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