Haunting of Bly Manor – Speciale Halloween

Haunting of Bly Manor – Speciale Halloween

haunting of bly manor

Haunting of Bly Manor – Speciale Halloween

Haunting of Bly Manor è la serie perfetta da recensire per voi nella sera più fantasmosa che ci sia, quella di Halloween.

Siete pronti a un viaggio fra le ombre e i segreti di una dimora antica e ricca di misteri?

La donna era seduta accanto al camino con gli altri invitati a un matrimonio che sarebbe stato celebrato, l’indomani, nell’antico maniero.

“E va bene”, disse, “una storia di fantasmi.”

Gli altri  convenuti, compresi i futuri sposi, si erano riuniti attorno al fuoco e ascoltavano col fiato sospeso.

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Un inizio molto promettente

Se siete amanti dei racconti di fantasmi, dopo questo inizio così promettente, già vi immaginate da dove arriva l’ispirazione di questa serie, ossia uno dei racconti più belli e amati di sempre dedicati agli spettri, giro di vite di Henry James.

“Ripeto: la storia non è mia, ma è piena di fantasmi di ogni tipo. E se un bambino fa più effetto, do un altro… giro di vite. Che ne pensate di due?”

Il racconto originale si apre su un gruppo di amici raccolti intorno al camino, in uno degli incipit più amati di sempre:

«Il racconto ci aveva tenuti attorno al focolare col fiato sospeso, ma a parte l’ovvia osservazione ch’esso era raccapricciante, come doveva essere una strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa, non ricordo che suscitasse alcun commento finché qualcuno disse ch’era quello il primo caso in cui s’imbatteva d’una simile esperienza toccata a un fanciullo. (…)

-Per quanto ne so, (disse Douglas) non è la prima volta che un fenomeno tanto affascinante coinvolge un bambino. Se la presenza d’un bambino dà effettivamente un altro giro di vite, che ne direste di due bambini?

– Diremmo, effettivamente, – esclamò qualcuno – che sarebbero due, i giri di vite. E poi che vogliamo conoscere la storia.»

Qui siamo già catturati. E pronti a spalancare gli occhi sul meraviglioso e sull’incomprensibile.

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Haunting of Bly Manor – fuori dal tempo

La prima pubblicazione di Giro di Vite risale al 1898, siamo perciò in tarda epoca vittoriana, età d’oro della ghost story. Come replicare le atmosfere di un periodo così unico?

Si potrebbe dire che le antiche dimore inglesi non cambiano molto nel tempo e mantengono inalterato il loro fascino, ma quello che cambia sono le tecnologie e il mondo di vivere.

Haunting of Bly Manor si poggia su un escamotage molto interessante: sposta la scena negli anni ’80, prima dell’avvento dei telefonini, del computer, quando ancora la televisione era un passatempo e non il cuore della casa come nel decennio successivo.

Ne nasce una fusione fra antico e moderno, che in un primo momento, lo ammetto, mi fa più pensare a Rosamunde Pilcher e alla infinita serie di film per la tv derivata dai suoi romanzi.

L’elemento inquietante che ci accompagna nelle prime puntate è una improvvisa e spaventosa visione che appare alla protagonista negli specchi. Un elemento imprevisto, che non c’è nel racconto e neppure nel magnifico film Suspense (the innocents) del 1961.

E di nuovo, l’attenzione dello spettatore viene catturata.

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Haunting of Byl manor – fra cadute e voli pindarici

Peccato che il ritmo non mantenga le promesse e tutti gli interessanti spunti vengano tirati così per le lunghe che alla fine solo in rari momenti la tensione risale.

Insomma, continuiamo a dare “giri di vite” ma la vite sembra proprio spanata e continua a lasciarsi andare.

L’introduzione della storia d’amore fra la governante e la giardiniera dà il colpo di grazia.

Ovviamente, H. James non se l’era nemmeno sognata. Non si tratta nemmeno di un’aggiunta necessaria per dare un tocco personale alla storia, rimane lì, in bilico, poco utile, anzi talmente fuori contesto da distogliere l’attenzione dalla trama vera e propria.

OK, grazie a questo amore politically correct (ma negli anni ’80 c’ero e non era così facile vivere l’omosessualità, fra aids e mentalità imperante) viene spiegato pure il fantasma che appare per primo (no, non vi anticipo la sorpresa).  In questo senso, però, si svela pure l’inutilità, nel complesso della  storia, di questo spettro che tormenta la cattiva coscienza della nostra protagonista, miss Clayton.

Poi puff, sparisce. No, non svanisce, che sarebbe già qualcosa: cade nel dimenticatoio.

Ci si aspetta che torni un attimo quando la storia si fa oscura e i fantasmi cominciano a diventare cattivi, ma no: viene lasciato indietro perché non fa parte dell’Ohana (per chi non avesse visto Lilo e Stitch della disney, “ohana significa famiglia e nessuno viene abbandonato o dimenticato”). Ciaone, è stato bello.

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Doppio James!

E a questo punto c’è un colpo di scena non indifferente per chi, da lettore, ha apprezzato Henry James: la spiegazione di tutto ci arriva da un racconto nel racconto, in un episodio che di per sé è, forse, il vero e inquietante momento degli spettri.

In questo cameo che racconta la storia di Bly Manor e il motivo per cui è infestato, viene in realtà ripreso un altro scritto di James, “La romanzesca storia di certi vecchi vestiti”. In tutto e per tutto, qui viene rispettato il racconto originale, ma ancora una volta a mancare è il mordente. L’ambientazione secentesca ricorda forse un po’ troppo le atmosfere di Reign, da intrigo romantico.

Almeno, grazie a questo episodio, si spiega perché questo maniero sia così popolato.

Se nel primo episodio di Haunting (haunting of hill house) ci si spaventava davvero e la tensione non calava nemmeno nei momenti di quiete, in questa seconda serie viene sprecata una grande occasione.

Gli attori sono bravissimi, dal primo all’ultimo ce la mettono tutta, ma l’impressione globale è quella di un brodo allungato.

Anche quelli che dovrebbero essere colpi di scena, più che generare il brivido in stile “ma dai, non ci ero arrivato!” finiscono solo col mettere una gran tristezza.

Insomma, immaginatevi la storia di Samara di The ring raccontata come “quella povera bambina che la madre buttò nel pozzo, e che non avrà mai la vita felice che si sarebbe meritata, e non andrà mai al ballo del liceo, e non riceverà il primo bacio da nessuno…” Ecco. Ci siam capiti.

Apprezzabile invece l’esplicita citazione di un altro  famoso racconto, questa volta di M.  R. James, “la casa di  bambole stregata”. 

Una scena da The Innocents

Dal racconto allo schermo

Il racconto Giro di vite è uno degli scritti che ha maggiormente ispirato i registi e sono state molte le trasposizioni cinematografiche. Questo perché il racconto non è di per sé horror, ma crea una tensione crescente e fino all’ultimo, e anche oltre, il lettore si domanda se gli spettri esistano o se siano frutto della mente troppo eccitabile della governante. Un crescendo di paura, di momenti fra il vissuto e il visionario: ingredienti eccellenti per trarne film dal noir all’horror al gotico.

La magistrale interpretazione di Deborah Kerr ha reso indimenticabile the innocents, fedele in tutto allo spirito del racconto.

Haunting of Bly Manor non è alla stessa altezza, resta un vorrei ma non posso.

Allora: lo guardiamo ad Halloween? Ma perché no! In fondo, i fantasmi ci sono, qualche sussulto ve lo strapperanno, ma se cercate qualcosa di davvero cattivo, ripiegate sul primo episodio, Hill House.

O nel film del 61.
https://www.netflix.com/

 

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