VIC DOPO LA TEMPESTA – di Giulia Savarelli

VIC DOPO LA TEMPESTA – di Giulia Savarelli

VIC DOPO LA TEMPESTA – di Giulia Savarelli

Recensione di Serena Savarelli

vic tempesta

Vic dopo la tempesta è un romanzo di Giulia Savarelli edito Effetto da nel 2020.

Marzo è il mese della follia, dei temporali, dei disastri e degli animi annegati nei pensieri.
Anche il ricordo più indelebile può trasformarsi in Tempesta in una notte di marzo. Dopo, al mattino, il mondo è fatto di pozzanghere.
Servono una polaroid, una colazione dimenticata, il fanatismo per i dettagli per mettere a fuoco un ragazzo che era meglio non fissare.

“Optai invece per ritrovare la sua fisionomia scura dentro una delle tante pozzanghere che giacevano in mezzo ai fili d’erba e alle corolle aperte delle margherite. E lui se ne accorse.”

Vestiti di tenebra e pelle di luna: è Victor, ma per lei, Speranza, è semplicemente Vic. Speranza, sì, forse poteva esserlo veramente, un giorno…
Vic la prende per mano e la invita dentro a quella pozzanghera dove può mostrarsi senza segreti.

“Era Vic, ricoperto di stelle, e alle stelle si chiedono desideri a mani giunte.
Finché esistono ancora sogni da esprimere, nel mondo c’è Speranza.”

Speranza con la Sindrome del cuore infranto? Speranza nel suo rimuginare continuo che l’allontana da tutti? Come si cura una disfunzione anatomica, che non serve né a pescare polpi né a stare bene con l’aiuto di uno specialista? Per Speranza la cura esiste e vive solo in qualcuno di speciale, in una Tempesta che risveglia tutto.
Poi si sa, quando i temporali finiscono si perdono e trascinano un po’ con loro.
Rimane Vic, nella sua pozzanghera, e Speranza lo cerca ogni giorno.

“Imparai a conoscere Vic come si conoscono le pagine di un libro: accarezzando con cura la sua pelle di carta, senza rubare con la violenza alcun segreto.”

A Vic piacciono i sorrisi, ma lui va dove ci sono le lacrime, le raggiunge e scorre con loro.

Lei sarebbe stata sempre la sua Speranza? Lei che non smette di cercarlo, ma che si lascia anche trovare, che lo segue, persino di notte. In un mondo fatto di sogni, Speranza potrebbe uscire dal fango e perdersi nel corpo di Vic, che sembra una spiaggia bianca.

Nell’incantevole profumo di un sogno, Speranza racconta a Vic la sua storia, il suo amore per Tempesta, le loro giornate fatte di essenza.

“Credo di averla amata come la Luna ama la Terra: volevo essere il suo satellite naturale. L’ho cercata come si inseguono i momenti essenziali. Se Tempesta si allontanava troppo, dentro di me cominciava a piovere, se tempesta scompariva per giorni, le mie ore non rispettavano più il consueto scorrere del tempo.

La colpa era della sua voce, dei suoi gesti, del suo inconfondibile profumo.”

Una Tempesta dai capelli viola, così simili a un livido che era riuscita a rubare un cuore imperfetto.
Con Vic al suo fianco, Speranza ripercorre i ricordi dentro alla città fatta di pioggia e di prati bagnati da riempire di gigli, per dare vita a uno spazio nuovo dove poter trovare tutti e tre il proprio incastro perfetto.
Senza salire in alto, però, non è possibile raggiungere l’essenziale. Speranza deve fidarsi così tanto di Vic per saltare nel vuoto con lui. Tuttavia, prima bisogna assaporare la paura.

“E poi ci sei tu Speranza, non lo capisci? Vedi mille e più cose, capti ogni sfumatura, ma non riesci a percepire la tua esistenza.”

Speranza non può continuare a essere un piccolo contenitore di polpi, perché, oltre quello che sente di essere, c’è un oceano intero che la sta aspettando. Non può saltare, preferisce ascoltare Vic che le parla di passato e di percezione di futuro, dell’importanza di volare piuttosto che strisciare.

Essere liberi, solo dopo aver perdonato. Tornare a vedere il sole, dopo la tempesta.
Lasciar andare Tempesta in un abbraccio di riconciliazione e sorridere a Vic nel suo riflesso, per fotografare la realtà mentre tutti gridano davanti a un ponte da ricostruire, mano nella mano a Libertà.

Felici, reali, tutti parte di un mondo che non è rotondo, perché loro sono la forma stessa del pianeta.
Come è possibile raccontare una storia che ricorda un sogno effimero, uno di quelli che vengono afferrati al volo, la mattina appena svegli? Come narrare una folle utopia?

Vic dopo la tempesta è pura poesia che nasce mentre i personaggi vivono la vita, quella immaginaria e quella reale, contemporaneamente.

Il lettore accompagna la voce narrante che percorre i meandri dei pensieri e delle emozioni, come se gli venisse regalata la sostanza della vita attraverso un andare oltre, un assaporare ciò che pochi riescono a vedere.

Un racconto simile a una grande metafora, nella quale ogni uomo e ogni donna, di fronte alle rovine di un ponte, possono ricostruire l’esistenza, con libertà e speranza.

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Sinossi

Speranza è solita cibarsi di ricordi, continua ad aggrapparsi alla disfunzione del suo ventricolo sinistro pur di non vivere appieno il presente.

Ogni scusa è buona per non fare i conti con le sue incertezze finché, dopo un violento temporale marzolino, ella non rimarrà incantata da una misteriosa sagoma che sembra vivere dentro le pozzanghere.

Lui è Vic, giovane dai vestiti di tenebra e dalla pelle di luna, un ragazzo proprio come tutti gli altri, oppure, la soluzione alla paura corroborante che continua a logorare il cuore di Speranza.

Titolo: Vic dopo la tempesta

Autore: Giulia Savarelli

Edizione: Effetto, 2020

 

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