“Nonna cara” di Luana Natalizi

“Nonna cara” di Luana Natalizi

Cara nonna

“Nonna cara” di Luana Natalizi

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Nonna cara,

ancor prima della fede, la tua scomparsa mi ha insegnato che la morte non è niente, proprio come dice Holland nella sua poesia.

Me lo hanno insegnato questi 25 anni… che a me sembrano 1, 2, pochi, nei quali mi hai continuato a chiamare in quel modo affettuoso “Luanella”, in cui mi hai continuato a cucire cose belle e preziose perché passate nelle tue mani, quelle mani che ricordo con il ditale. Anche le unghie ricordo, un po’ rigate, con quella del pollice un po’ grande e tonda.

Ricordo piedi, macchie sul viso, i lobi delle orecchie, le tue spalle curve, le labbra sottili e il colore dei capelli… quel biondo… lo incontro in mille nonne per strada e ogni volta è un sussulto del cuore.

Quando ho bisogno, ancora mi passi 10-20 euro dietro la schiena e mi dici: “tieni, a nonna, che ti ci compri quacche cosa”, con quell’accento siciliano che del tutto via non è andato mai. È il mio pensiero provvidenziale, il messaggio che non sarò abbandonata, che si può dar via tutto per amore crescendo in dignità.

Siamo quello che eravamo l’una per l’altra, io una nipote amatissima e tu una nonna adorata. Quante volte guardo i miei figli e penso: come saresti orgogliosa di loro! Come gli prenderesti la testa per baciarli facendo quello schiocco. Sento pure che mi dici: “ma questi ragazzini, scalzi stanno?!”. E per te, solo per te, gli aggiusterei la canottiera nei pantaloni e gli metterei delle ciabatte. Che la polmonite si prende dai piedi e dai reni.

Quante volte sono venuta a cercarti per dirti per prima tutto! Monto sul Si, metto in moto la due cavalli e vengo da te con il sorriso dell’amore che non finisce mai, e ti chiamo dal cortile. Tu ci sei sempre, ti affacci dalla finestra della cucina tra un vaso e le salsicce secche che trovavo il sabato pomeriggio, ti affacci da quella ferita nel mio cuore, che segna il tuo posto.

Ti aspetto per un “divitti”, ti aspetto per dirti che ce l’ho fatta, ti aspetto per sentirmi dire “brava, bella di nonna”. Mi hai regalato il primo stereo, dandomi i soldi da metter via per comprarlo, ogni settimana, il primo rossetto… sono tanti i tuoi primi e anche gli ultimi. L’estate, prima di partire, ognuna per la sua vacanza, io e te a decorare dei costumi che avevo comprato. Sono ancora lì… non li ho più usati, stavi male e lo hai fatto lo stesso e li conservo, perché un gesto d’amore non si può consumare.

Ti ho goduta tutta, sempre e ti godo ancora nel tuo modo mortale di amarmi.

Ci rivedremo in un presente infinito, sono convinta e rasserenata sapendo che, poiché hai molto amato, ritroverò la tua tenerezza purificata, tra gli angeli.

Veglia su di noi, e aiutaci ad amarci, a sentire ancora il profumo di famiglia, un profumo di Rosetta.
Con amore

Luanella

 

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