FIORE DI NEVE E IL VENTAGLIO SEGRETO – di Lisa See

FIORE DI NEVE E IL VENTAGLIO SEGRETO – di Lisa See

FIORE DI NEVE E IL VENTAGLIO SEGRETO – di Lisa See

Recensione di Veronica Sicari

fiore neve

Fiore di Neve e il ventaglio segreto è un romanzo di Lisa See, edito da Longanesi nel giugno 2001.

La storia raccontata da Lisa See si svolge nella Cina della seconda metà dell’Ottocento, società maschilista e fortemente patriarcale, nella quale la vita delle donne era incastrata in ruoli predefiniti.

Relegate a vivere dentro le quattro mura domestiche, era loro impedito di prender parte alla vita pubblica, lavorare.

Subito dopo il matrimonio, si trasferivano nella casa della famiglia del marito, all’interno della quale svolgevano mansioni considerate prettamente femminili, faccende domestiche e ricamo.
Veniva loro proibito di intrattenere rapporti di amicizia, se non per sporadiche occasioni, come ad esempio matrimoni e funerali. Vivevano una vita di solitudine profonda.
Non potevano studiare, conoscere il mondo al di fuori della casa nella quale vivevano, ed ovviamente, era loro interdetto di esprimere la propria opinione.

Pur tuttavia, nonostante le rigidità imposte da quella società misogina, le donne trovarono un modo per poter esprimere a parole, sebbene segretamente, le proprie emozioni, narrare la propria storia e la propria condizione di solitudine. Una sorta di discreta resistenza silenziosa.

È così che nacque, già a far data dal secondo secolo dopo Cristo, il Nu Shu letteralmente “scrittura delle donne”, derivante dai caratteri cinesi e tramandato segretamente.

La lingua fu tenuta nascosta agli uomini per secoli. La scoperta di tale linguaggio è, tra l’altro, avvenuta in epoca recente. Da allora, diversi studiosi se ne sono interessati, cercando di ricostruire, con l’aiuto delle pochissime donne rimaste in vita in grado di parlarlo e scriverlo, le testimonianze trasmesse nel corso dei secoli.
Parlata, cantata, ricamata su tessuti o dipinta su oggetti, la lingua segreta veniva utilizzata dalle donne per comunicare tra loro liberamente, per esprimere sé stesse, per mantenere vive e intatte relazioni personali altrimenti impedite dalle regole loro imposte.
Il Nu Shu diveniva l’unico mezzo con il quale comunicare con le madri e le sorelle lontane, con amiche e conoscenti, senza rischiare di essere intercettate dagli uomini. E dunque in maniera libera.
I pochi reperti giunti fino ai nostri giorni disvelano un mondo fino a questo momento rimasto celato nel silenzio della storia ufficiale, quella scritta dagli uomini.

Conoscitrice di questo antico idioma è Giglio Bianco, voce narrante di Fiore di Neve e il ventaglio segreto che, ormai ottantenne, ripercorre la propria storia, raccontandoci della straordinaria amicizia con la sua laotong, la sua sorella giurata.

Storia per lo più vergata nel linguaggio segreto conosciuto da entrambe.

“La zia mi istruì nelle speciali regole che governano il nu shu. È possibile impiegarlo per scrivere lettere, canzoni, autobiografie, istruzioni relative a doveri muliebri, preghiere alla dea e naturalmente storie popolari.

Può essere tracciato sulla carta o su un ventaglio con il pennello e l’inchiostro, oppure ricamato su un fazzoletto o intessuto nella trama di una stoffa. Lo si intona (ed è doveroso farlo) di fronte a un pubblico di donne e ragazze, però niente impedisce di leggerlo e di goderselo da sole.

Ma le norme principali riguardano la sua segretezza: gli uomini non devono scoprirne l’esistenza, né entrarvi in contatto in nessuna forma”.

Anime gemelle predestinate a condividere le proprie vite in base della posizione dei pianeti al momento della loro nascita, alle due bambine venne concesso di siglare, con il beneplacito delle famiglie, un contratto di sorellanza, destinato a perdurare nel corso della loro intera esistenza.
Lungi dal rappresentare la concessione di una libertà, in realtà, nel piano delle loro famiglie, il contratto tra laotong aveva quale scopo quello di accrescere il valore delle fanciulle, per favorirne un matrimonio conveniente.
Tuttavia, tra quelle due bambine, fino ad allora vissute all’interno delle proprie famiglie, che sconoscevano un affetto diverso da quello dei legami di sangue, scoccò immediatamente la scintilla, che le unirà per il resto della loro vita.
Attraverso il racconto dei lunghi anni e delle numerose travagliate esperienze vissute dalle due donne, è possibile scorgere i rituali e i ritmi di una società molto lontana dal nostro mondo, intrisa di pregiudizi e valori che, portati all’esasperazione, hanno reso difficile la vita e la loro stessa sopravvivenza.

Attraverso le storie popolari raccontate dalle adulte delle loro famiglie, le piccole avevano trascorso la loro infanzia a fantasticare sul futuro, a sognare e addirittura desiderare un destino di sottomissione all’autorità del marito, convinte che fosse l’unica via per la felicità.

“Sapevo che avrei trascorso la maggior parte dell’esistenza in una camera come quella.
Conoscevo anche la differenza tra il nei (il regno interno della casa) e il wai (il mondo esterno, appannaggio degli uomini), una differenza sulla quale poggia l’essenza della società confuciana. Per ricchi e poveri, imperatori e schiavi, la sfera domestica appartiene alle donne e la realtà esterna agli uomini.

Pensieri e azioni femminili non devono oltrepassare la soglia delle stanze più interne.

Comprendevo inoltre i due precetti di Confucio da cui venivano governate le nostre vite. Il primo consisteva nelle Tre Obbedienze: ‘da bambina, obbedisci al padre; una volta sposata, obbedisci al marito; da vedova, obbedisci a tuo figlio’.

Il secondo elencava invece le Quattro Virtù, che codificavano la condotta, il linguaggio, il portamento e le occupazioni di una donna: ‘sii casta e arrendevole, pacata e virtuosa nei tuoi atti; tranquilla e piacevole nelle parole; fine e misurata nei movimenti; perfetta nei lavori manuali e nel ricamo’.

Le fanciulle che si attengono a questi principi diventano donne virtuose”.

Una vita dedita a subire l’altrui volontà, a conformarsi a regole e tradizioni antiche.
Scopriranno sulla loro pelle che la realtà sarebbe stata molto diversa dalle leggende loro raccontate.

Il dolore entrerà a passo spedito nelle loro esistenze già con il rito della fasciatura dei piedi.

Il rituale, finalizzato a storpiare, rendendo minuscoli, i piedi delle giovanissime, aveva lo scopo di aumentarne il valore e favorire matrimoni vantaggiosi. Una vera mutilazione.
Il procedimento era estremamente doloroso, e furono molte le bambine a perdere la vita a causa delle infezioni derivanti dalle ferite prodotte dagli stretti bendaggi e dalle fratture multiple inflitte. Anche la sorellina di Giglio Bianco ne rimarrà vittima.
Rito inumano, e tuttavia accettato con stoicismo dalle giovani protagoniste, perché rientrante nei doveri tradizionali di ogni donna di rispetto.
Una sorta di apprendistato ai sacrifici futuri.

“Allora sapevo soltanto che sarei diventata una sposa più desiderabile e perciò mi sarei avvicinata all’amore più profondo e alla gioia più grande nella vita di una donna: la nascita di un figlio maschio.

A tal fine, il mio obiettivo consisteva nell’ottenere piedini perfetti, in armonia con i sette attributi canonici, che li prescrivono piccoli, stretti, diritti, appuntiti e arcuati, senza per questo perdere fragranza e morbidezza.

Di tali requisiti, il più importante è la lunghezza. La misura ideale è di sette centimetri, all’incirca quanto il pollice della mano.

Viene poi la forma. Quella più auspicabile dovrebbe somigliare a un bocciolo di loto.
L’ideale è un piede pieno e tondeggiante sul tallone e affusolato verso la punta, con tutti il peso del corpo appoggiato sull’alluce. Le altre dita e il collo del piede vanno perciò spezzati e ripiegati perché si uniscano al tallone.

Infine, la fenditura sulla pianta del piede tra la parte anteriore e il tallone stesso deve risultare abbastanza profonda da poter nascondere al suo interno una grossa moneta infilata perpendicolarmente. Se fossi riuscita a realizzare tutto questo, la mia ricompensa sarebbe stata la felicità”.

Il romanzo attraversa la vita delle due donne: l’infanzia, il matrimonio, la maternità, le vicissitudini delle rispettive vite coniugali. I loro destini, benché diversi, rimarranno sempre legati dal patto vergato durante l’infanzia.

Fiore di Neve e il ventaglio segreto è dunque la storia di due donne. È il doloroso e dolceamaro resoconto di un’amicizia al femminile, di una sorellanza talmente profonda da superare qualsiasi avversità.

È la straordinaria avventura di una donna – Giglio Bianco – che, nonostante tutto, è riuscita a ritagliarsi un posto nel mondo, pur rimanendo quasi sempre all’intero delle mura della propria casa.
È uno squarcio su una società sommersa, di sentimenti proibiti, sebbene leciti e legittimi.
Di sogni e aspirazioni deluse.
Lisa See ridona voce a migliaia di donne che sono state in grado, sebbene in modo silenzioso, di lasciare l’impronta del loro passaggio nel mondo, grazie ai loro caratteri segreti.
È il resoconto, doloroso, di esistenze che, sebbene distanti nel tempo e nello spazio, sussurrano una storia che già conosciamo. È l’impronta atavica, ineliminabile, della opraffazione patriarcale, che ognuna di noi eredita già al momento della nascita.

“La mia scrittura è imbevuta di lacrime del cuore, rivolta invisibile che nessun uomo sa vedere. Che quest’arte sia lo sfogo di un tragico amore: mamma, sorelle, prestate orecchio al mio dolore”.

Solo dando forma a quel silenzio che ha avvolto le donne per tanto, troppo tempo, è possibile riscriverne la storia. E onorarne la memoria.

Link d’acquisto

https://www.ibs.it/fiore-di-neve-ventaglio-segreto-libro-lisa-see/e/9788830431997?gclid=CjwKCAiAkan9BRAqEiwAP9X6UdzD_nJudhdP3nfO-GW9-Y8Dk5meEAvl9mYCa4K9juveTfZnRJPv2hoC7LgQAvD_BwE

Sinossi

Ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, l’amica scomparsa da molti anni che ha avuto un ruolo cruciale nella sua esistenza.
Poiché le rimane solo il dono del tempo, vuole onorarlo raccontando la storia della sua lao- tong – la compagna di parole segrete – e del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita. Ha inizio così una vicenda di intensa drammaticità ambientata nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie ancora avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale.

Allora le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste.

Un viaggio a ritroso verso un periodo della storia cinese commovente e doloroso insieme, che all’attenzione ai particolari storici e di costume fonde capacità evocativa.

Titolo: Fiore di Neve e il ventaglio segreto
Autore: Lisa See
Edizione: Longanesi, 2001

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici − 8 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.