Kamala Harris – “Ragazze, sognate con ambizione” – donne che fanno la Storia

Kamala Harris – “Ragazze, sognate con ambizione” – donne che fanno la Storia

Kamala Harris – “Ragazze, sognate con ambizione” – donne che fanno la Storia

di Antonia Romagnoli

Kamala Harris, classe 1964, è la prima donna a entrare alla Casa Bianca non come Firts Lady, ma come Vicepresidente. Chi è questa signora, pronta a fare la Storia?

Di solito nella nostra rubrica “donne che fanno la Storia” ci occupiamo di personaggi femminili, spesso sconosciuti ai più, che hanno contribuito a fare la Storia, nell’ombra o combattendo strenuamente per ottenere i risultati che i colleghi maschi avevano per diritto acquisito.

In questo percorso, abbiamo incontrato ingiustizie, stranezze, trionfi e sconfitte, ma soprattutto ci siamo rese conto di quanto il percorso al femminile sa sempre più tortuoso di quanto non ci si aspetti, anche al giorno d’oggi.

kamala harris

Le donne nella politica internazionale

Gli Stati Uniti non hanno mai avuto un presidente donna.

E non solo loro, in effetti: qui in Italia sembra che di strada ce ne sia ancora tanta da fare.

In Grecia, nonostante le donne al potere siano una minoranza, attualmente è in carica Katerina Sakellaropoulou, che ha servito come presidente del Consiglio di Stato, il più alto tribunale amministrativo della Grecia, dall’ottobre 2018 fino alla sua elezione.

Le donne al potere, in effetti, sono sempre riuscite a “fare la Storia”: le regine inglesi, il Primo Ministro inglese Margaret Thatcher, dal 1975 al 1990 leader del Partito conservatore britannico, per non parlare del ruolo cruciale di Angela Merkel, dal 22 novembre 2005 Cancelliera federale della Germania.

In Italia, possiamo annoverare Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la presidenza della Camera dei deputati italiana, nel più lungo mandato come presidente della Camera.

E ora, per la prima volta, anche una donna raggiunge una posizione chiave per la politica internazionale: Kamala Harris.

Nilde Iotti con Paolo Baffi

Chi è Kamala Harris

La domanda che mi sono posta è: come ha fatto questa donna ad arrivare lì, quali straordinari poteri l’hanno messa in luce e le hanno permesso una carriera simile?

Kamala Harris diventando vicepresidente, non ottiene il suo unico primato, anzi, si potrebbe dire che di primati ne raccoglie parecchi.

Ma andiamo con ordine.

Kamala nasce Oakland da Shyamala Gopalan, oncologa specializzata nel cancro al seno,  indo-americana immigrata da Chennai  (India) e da Donald Harris, è professore emerito di economia presso la Stanford University, anche lui emigrato dalla Colonia della Giamaica: un mix di minoranze e di eccellenze che dà un risultato esplosivo, una figlia che impara a vivere le scelte con determinazione, anche perché fin da bambina, insieme alla sorella minore, è costretta a scoprire il significato della parola razzismo, emarginata dai compagni bianchi e vittima di una situazione sociale instabile.

harris

Giovinezza e impegno politico

Dopo la separazione dei genitori, Kamala Harris e sua sorella si trasferirono con la madre a Montréal (Canada), dove la madre era diventata ricercatrice presso il Jewish General Hospital e insegnante presso la McGill University.

Qui Kamala frequentò la Westmount High School a Westmount, diplomandosi nel 1981.

Tornata negli USA per completare la propria formazione, conseguì le specializzazioni in scienze politiche ed economia presso la Howard University di Washington D.C. Gli anni dell’università coincidono con l’inizio del suo impegno politico e sociale, mostrando grande attitudine per la politica. In seguito, Kamala ritornò in California, dove nel 1989 conseguì lo Juris Doctor presso lo University of California, Hastings College of the Law di San Francisco; qui superò l’esame per accedere all’avvocatura e ottenne l’ammissione allo State Bar of California il 14 giugno 1990.

Leggi anche: Le Madri della Costituzione Italiana

Kamala Procuratore distrettuale

La carriera di Kamala è un susseguirsi di successi, tutti frutto di grande impegno e risolutezza: passo dopo passo, carica dopo carica, arriva a essere procuratrice di San Francisco e in seguito della California, prima donna a ricoprire tali incarichi.

La Procuratrice manifesta il suo impegno su molti fronti, mettendosi in luce in ogni battaglia: sotto il suo mandato le condanne per reati gravi ebbero un forte incremento, si occupò di varie iniziative contro la dispersione scolastica.

Soprattutto, la sua posizione nei confronti della tutela dell’ambiente si fa sempre più chiara, tanto da rappresentare oggi persino uno dei punti “oscuri” della sua politica, in quanto considerata fin troppo radicale.

harris biden

Al senato.

Kamala Harris ottenne un seggio in Senato nel 2016, anno della vittoria di Donald Trump e da lì iniziò il suo percorso verso la Casa Bianca.

Per tutti questi traguardi, Kamala Harris ha dovuto combattere più di un pregiudizio: non solo come donna, non solo per il colore della pelle, ma per tutto ciò che poteva rappresentare. Ciò che la ostacolava, diventava il suo punto di forza.

Di certo, ha portato avanti con coraggio le sue idee, senza guardare in faccia nessuno, ed è rimasta fedele a se stessa, anche a costo di mettersi in opposizione contro Biden o di richiedere le scuse dell’allora presidente Obama per un commento inopportuno che le aveva rivolto.

Leggi anche: Theresa Kachindamoto – la paladina dell’infanzia rubata

La vita privata

Nella vita privata, Harris è sposata dal 2014 con Douglas Emhoff, ebreo americano padre di due figli con i quali si è instaurato secondo varie fonti e interviste rilasciate, un ottimo rapporto.

Che cosa aspettarsi?

Sinceramente, non lo so: siamo abituati al teatro della politica americana, sul cui palcoscenico di è visto di tutto e di più.

Quello che fa sperare è, se non altro, il modello positivo che Kamala Harris costituisce. Durante una conferenza stampa ha dichiarato, rivolta alle ragazze e alle bambine: «Sognate con grande ambizione e guidate con convinzione, noi saremo lì ad applaudirvi ad ogni passo. Questo è un Paese pieno di possibilità».

Questo, mettendo da parte posizioni politiche, scelte e altro, è un messaggio importante, dato in un momento importante della Storia, è un motivo di speranza per le generazioni future.

“Sono la prima donna vicepresidente ma non sarò l’ultima.”

E questo è l’augurio che vogliamo fare, tutte noi alle presenti e prossime generazioni.

https://tg24.sky.it/mondo/2020/11/09/kamala-harris-figli

https://www.nicolaporro.it/quello-che-non-vi-dicono-su-kamala-harris/2/

https://www.ansa.it/usa_2020/notizie/2020/11/06/usa-2020-lora-di-kamala-pronta-a-fare-la-storia_d31bc838-3356-46c0-ba93-135210e34106.html

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciannove − due =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.