Barbarians. La nuova serie Netflix sulla battaglia di Teutoburgo.

Barbarians. La nuova serie Netflix sulla battaglia di Teutoburgo.

Barbarians

Barbarians. La nuova serie Netflix sulla battaglia di Teutoburgo.

a cura di Altea Alaryssa Gardini.

Barbarians

Buongiorno a tutti! Oggi facciamo una breve lezioncina di storia. Tutti seduti, la Prof.ssa Gardini vi narra di aver visto una serie Netflix molto famosa di recente: Barbarians.

La serie è andata in onda in questo triste ma epocale 2020, di produzione tedesca è creata dalle menti di Andreas Heckmann, Arne Nolting e Jan Martin Scharf, il cui titolo originale è Barbaren.

La serie ha diviso parecchio l’opinione pubblica, soprattutto ha storto il naso di coloro che sono appassionati di storia, per tacere dell’opinione degli storici.

Non so perché ma sembra che vada un sacco di modo stravolgere la storia a favore del sensazionalismo e del politicamente corretto.

Barbarians è una serie a produzione tedesca e sembra che per i nostri vicini di casa fosse importante farci vedere che la conquista romana fu, per loro, un’invasione.

Mi sta bene fino a che la cosa rimane nei limiti del gestibile: non è sbagliato dire che furono invasi da un crescente futuro impero.

Ho guardato Barbarians con lo spirito dello spettatore che vuole vedere dove vuole andare a parare il regista, l’ho capito nell’ultima puntata: tirarsi la zappa sui piedi da solo.

Se il concetto era quello di far passare i romani da barbari, non ci siete riusciti.

Se lo scopo era quello di far apparire i Germani come vittime succubi di un tiranno, ci siete riusciti male.

Barbarians

Cosa è attendibile storicamente in Barbarians? La battaglia di Teutoburgo, tristemente nota per aver provocato la perdita di tre legioni romane e varie altre truppe ausiliarie nel 9 d.C.

Altro?

Beh, i nomi dei protagonisti principali. Non si poteva cambiare anche quello!

Se uno degli scopi era arrivare a far afferrare il concetto che Varo fosse un idiota, ecco quello è stato un obiettivo raggiunto. Ci era arrivato anche Augusto, ai suoi tempi, ma evidentemente chi non sa cosa è successo, secoli dopo, deve arrivare a comprenderlo.

Volete sapere cosa ha provocato la battaglia di Teutoburgo? Leggetevi un libro di storia.
Volete passare qualche ora in compagnia di una serie pseudo storica? Guardate Barbarians.

Vi aiuto con qualche precisazione storica.

Arminio non è il figlio di Varo. Né adottato né generato. Arminio era un ufficiale delle truppe ausiliarie comandate da Varo e non uno dei legati. Sia chiaro.

In Barbarians, Arminio è un esempio di giovane esponente di una famiglia in vista della società germanica che viene portato a Roma come garanzia di non belligeranza della sua gente e con la speranza che il giovane, una volta educato a Roma, sia in grado di operare una transizione e un’integrazione pacifica tra Roma e la sua popolazione.

Questa era una pratica romana che è stata messa in atto più di una volta, quindi almeno ci basiamo su dati assodati.

In realtà Arminio era un germano cherusco, arruolato nell’esercito romano, arrivato ad un grado degno di rispetto per una persona proveniente da un territorio che non è ancora inquadrato nel sistema provinciale romano: pretore di una coorte ausiliaria composta da germani.

Il fatto, che collima con la serie, riguarda la doppia faccia di Arminio: lui era in segreto anche il capo dei Cherusci.

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Vi spiego cosa, forse, a mio parere, il regista voleva dirci? Che un padre non può imporre il suo modo di vivere ad un figlio.

Ciò presuppone anche un legame di un certo tipo se ci si vuole riferire così alla madre patria che, in questo caso è Roma. Ma Arminio, nella serie, è l’esatta testimonianza del contrario: il sangue è sangue, non puoi lottarci contro.

Il casus belli non fu la bravata di due ragazzi vogliosi di ribellione ma nell’incompetenza di Varo.

Varo era già stato governatore della Siria, una provincia ben diversa dalla Germania. Augusto pensava che il romano potesse condurre le popolazioni sassoni ad accettare i romani e portarli ad una convivenza pacifica.

Cosa accadde?

Varo non aveva capito la sua stessa lingua madre. Gli si era detto di contribuire alla pace e lui, invece, ha compreso che la Germani dovesse avere un assaggio della volontà di Roma. La Germania non era ancora in via di romanizzazione e lui l’ha trattata come una provincia che deve sottostare volente o nolente agli ordini. Ve l’ho già detto: Varo fu uno stupido arrogante.

Penserà Germanico, il nipote e genero di Augusto, a risolvere, in parte, la questione germanica in una guerra che durerà sette anni e terminerà con la battaglia di Idistaviso (che ci faranno vedere nella prossima stagione, io credo.)

Le famose aquile romane, le insegne delle legioni, furono prese durante la battaglia non rubate dai bambini sperduti.

Tusnelda fu la moglie di Arminio e, come le donne di etnia celtica (perché i celti non stavano solo in nord Italia e Scozia o Irlanda), è probabile che fosse avvezza a combattere. Fu considerata una sacerdotessa? Tradì la sua religione per il potere sulle tribù? Senza dubbio, in questo, Barbarians è piuttosto suggestivo. Se poi ci si aggiunge un triangolo amoroso che male, agli ascolti, non fa male di sicuro, il successo è assicurato.

Tusnelda è una donna forte, con un carattere volitivo e restio alle imposizioni. Una donna moderna che farebbe di tutto per quello in cui crede, anche rinnegarlo completamente se questo le fa ottenere quello che vuole.
Volevano in personaggio femminile? Lo hanno.
Volevano renderlo controverso? Ci sono riusciti.
Il fatto positivo? In Barbarians, Tusnelda è una persona e non una donna.

Barbarians

Già dal primo minuto di Barbarians si comprende che se i romani parlano in latino, noi dobbiamo stare dalla parte dei Germani perché sono gli unici che comprendiamo nella nostra lingua madre, come se fossimo parte della loro gente. Peccato che l’unica cosa che i germani siano in grado di fare (esattamente come accadeva nella realtà), in quanto popolazione, è usare la stessa lingua e obbedire a leggi tribali ci carattere religioso.

Il fatto che i Germani di Barbarians affermino di non avere il diritto, per la loro religione, di uccidere un altro uomo si ferma sulla soglia della pellicola.

Le popolazioni germaniche erano molto bellicose, in forte disaccordo tra loro e più di una volta ci scappò il morto.

Cerchiamo di prendere le persone per quelle che erano. Non si può trattare la storia con le regole di un politicamente corretto inapplicabile al passato e valido solo sulla carta e nel buonismo impartito da società moderne.

La Storia è Storia e le persone sono persone da parecchi millenni. Si può solo imparare ma è una cosa che deriva dalla comprensione e non dall’imposizione.

Soprattutto non si può sempre voler capire solo ciò che si vuole. Tramandare Storia è già, di per sé, un atto parziale, ma non bisogna metterci malizia più del dovuto.

Questa è stata la grande lezione che i Germani impartirono a Roma: non puoi importi con la forza in Germania, altrimenti avresti un esercito davanti e non diverse tribù.

Arminio riunì le tribù ma la storia racconta che una battaglia non è una guerra e per ogni capo che arriva al potere con l’inganno e si impone ne sorgono altri più furbi di lui.

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Lasciando la tematica storica da cui anche i registi hanno deciso di potersi allontanare, ci sono lati positivi?

La colonna sonora è davvero spettacolare. La fotografia e le luci sono molto accattivanti e non abbelliscono artificialmente quello che è già bellissimo di suo: il paesaggio della Germania.

I costumi hanno i loro pregi.

Gli attori, alcuni già visti in arte produzioni a carattere peplum, sono davvero credibili.

Arminio è costantemente dilaniato dalla sua “doppia natura”, sempre insicuro della sua forza e della sua volontà e ammetto che il rapporto tra padre e figlio è convincente: per un attimo ho dimenticato che fosse fittizio.

E come tralasciare la battaglia… bellissima.

Barbarians

Domanda finale: se in tutto questo, vero o fittizio che sia, lo scopo era far passare i barbari da vittime esasperate dai romani; se tutto era finalizzato a farci provare empatia per una popolazione vessata da dei tiranni e se il fine era capovolgere la storia e farci vedere che, in realtà, i Germani erano buoni anche se litigiosi: perché trasformali in poco più che bestie alla fine della battaglia che gli ha dato quello che volevano?

Loro, che non torcevano un capello ad altri uomini, perché mozzavano le teste dei romani?

Perché giocavano con i testicoli strappati dai cadaveri dei soldati?

Perché usare le loro ossa come spaventa passeri nella foresta?

Perché, nel clima del politicamente corretto, farci vedere come una popolazione si accanisce sul corpo del dittatore scacciato e ormai inerme?

Giudizio complessivo?

Se i “barbari” dovevano essere i romani credo che ci si sia data la zappa sui piedi da soli.
Ma se dovevamo comprendere che le persone sono solo persone ci si arriva solo dopo un sacco di affermazioni contradditorie.

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