“Una foto tra i ricordi” di Simona Melis

“Una foto tra i ricordi” di Simona Melis

Una foto tra i ricordi

“Una foto tra i ricordi” di Simona Melis

Contest Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Una lettera a mio padre.

Una foto, tra i ricordi. I guantoni li hai dovuti indossare spesso, dentro e fuori dal ring, forte e combattivo, sempre sorridente, sempre circondato da amici, e mamma, il tuo tutto, moglie, ma anche un po’ madre, sostituendo quella che avevi perso da piccolo.

Mi hai insegnato il valore grande dell’onestà, che non sempre paga, ma porta a guardare tutti, e sempre, dritto negli occhi, senza distinzioni.

Pane e politica, pane e sport, pane e comunità, viaggi, e uno spirito moderno e aperto: “Mi piace tanto passeggiare al porto, guardare le barche, viaggerei sempre” dici spesso. Ricordo i tuoi viaggi in macchina e io sempre sdraiata con il mal d’auto.

Affronti tutto con il sorriso. Da ragazzina, ribelle e nervosa come ero, sempre imbronciata, mi dicevi: “Non hai capito niente…” e infatti non avevo capito il senso del tuo sorriso. Oggi ne percepisco il valore, ne sento l’essenza, e ogni volta che qualcuno si perde in inutili lamentele, penso a te, che combatti da sempre e riesci a sdrammatizzare, a cercare di non dimostrare quanto è pesante il fardello che ti porti sulle spalle.

Non sempre è stato facile parlare, per noi era più facile litigare, discutere, affrontare dibattiti. Oggi dialoghiamo, ne abbiamo bisogno, e io ascolto quello che dici: “Io non porto rancore e perdono tutti”; “Noi ci arrabbiamo, e così ci sfoghiamo, ma non ci teniamo le cose dentro”; “Non bisogna nascondersi dalla gente”; “Bisogna trattare bene le persone e loro saranno gentili con te”; “Bisogna essere generosi”.

Mi racconti di un amico e non so chi sia, dei grissini e pane che distribuisci, degli incontri e delle ‘cose sarde’ che ci accomunano. Spesso mi parli in sardo, prima non accadeva, mi piace sentire ‘la lingua che era degli adulti’, che a noi non era concessa, quel racconto porta lontano e fa capire che ai tuoi occhi finalmente sono adulta, so ascoltare, posso capire, e ringrazio per quello che fai, ogni giorno, e che sei sempre.

Avresti mille motivi per lamentarti, mille motivi per buttare sugli altri il tuo dolore, mille motivi per essere arrabbiato con la vita, e invece no, cerchi sempre di trovare un raggio di sole nel buio, questo è un gran dono per me. Il padre nella sua essenza più vera, di chi sostiene, difende, corregge, apre le porte del mondo.

Non ci vediamo da 10 mesi, ma noi non ci lamentiamo, guantoni e sorriso per cancellare i brutti pensieri…

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7 + 10 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.